Approfondimenti

Gli iscritti a Rousseau dicono sì a Draghi, AstraZeneca raddoppia le dosi del vaccino e le altre notizie della giornata

Beppe Grillo ANSA

Il racconto della giornata di giovedì 11 febbraio 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Il risultato del voto degli iscritti al Movimento 5 Stelle su Rousseau e le stime della Commissione Europea sull’economia UE nel 2021 e 2022. AstraZeneca raddoppia la produzione del vaccino anti-COVID. Valentina Nappi ricorda il re del porno Larry Flynt scomparso oggi a 78 anni. Infine, i dati di oggi sull’andamento dell’epidemia da COVID in Italia.

Il governo Draghi può nascere: il voto su Rousseau dice sì

(di Anna Bredice)

Il governo può nascere, questo è il primo dato che arriva dal risultato del voto degli iscritti al Movimento Cinque stelle, potrà avere una maggiore presenza di forze di centrosinistra della vecchia maggioranza, Pd, Leu e Cinque stelle, un 60 per cento che riflette i tormenti della base, ma anche il frutto dell’opera di convincimento in primo piano fatta da Grillo nei giorni scorsi, che si è speso molto per un governo con Draghi, lui, Di Maio e tutti i ministri erano per il sì, e hanno calcato sulla necessità del senso di responsabilità in questo momento, anche rispetto alla pandemia e al Recovery fund, ultimo il sì al ministero dell’ecologia, una delle bandiere dei Cinque stelle, Mario Draghi può sciogliere la riserva, forse già domani, portando a Mattarella quasi tutti i partiti dentro al suo governo. Tra i sì e i no ci sono stati solamente 14 mila voti di differenza, i votanti sono stati 74 mila, niente rispetto ai milioni di voti avuti dai Cinque stelle alle ultime elezioni politiche, il capo del Movimento Vito Crimi ha detto che è un risultato vincolante, nel bene e nel male, perché è un 40 per cento di no che peseranno, soprattutto quando i parlamentari dubbiosi dovranno votare. l’area in Parlamento vicina a Di Battista voteranno sì perché ha vinto il sì oppure si metteranno lo stesso di traverso, dicendo no o astenendosi? In ogni caso i cinque stelle dovranno mantenere la loro identità nel governo, non sapendo però al momento come sarà l’esecutivo di Draghi, tecnico o politico, perché questo si saprà forse solo domani.

L’economia europea tornerà ai livelli pre-pandemia solo nel 2022

Oggi la Commissione Europea ha diffuso le sue stime sull’economia europea. Il pil italiano dovrebbe crescere del 3,4% nel 2021 e del 3,5% nel 2022, contro un aumento del 3,8% previsto sia quest’anno sia il prossimo per l’intera zona euro. Il commissario economico Paolo Gentiloni ha detto che l’economia europea dovrebbe tornare ai livelli pre-pandemia nel 2022, ma almeno alcuni paesi potrebbero metterci più tempo e l’Italia è tra questi secondo l’istituzione di Bruxelles. Gentiloni ha anche chiesto di non ritirare le misure di sostegno alle economie ed è sembrato difendere il blocco italiano dei licenziamenti, in scadenza a fine marzo: “I programmi di mantenimento del lavoro – ha detto – rimangono la prima linea di difesa per i lavoratori”. L’Europa che premeva per la precarizzazione ora spinge dalla parte opposta? Lo abbiamo chiesto all’economista Antonella Stirati:


 

AstraZeneca raddoppia la produzione del vaccino anti-COVID

(di Andrea Monti)

Oggi AstraZeneca ha annunciato che da aprile raddoppierà la sua produzione mensile di vaccini anti-COVID, portandola a 200 milioni di dosi. Una notizia importante per l’Italia, che ha puntato molto sulla multinazionale anglosvedese, ma è da capire se alle parole seguiranno i fatti, dopo i tagli alle forniture comunicati nelle scorse settimane anche da altre case farmaceutiche.
A fine dicembre il Ministero della Sanità diceva che nei primi tre mesi del 2021 l’Italia avrebbe ricevuto circa 8 milioni e 700mila dosi del vaccino Pfizer-Biontech. Il 15 gennaio la stessa Pfizer comunicava un rallentamento nelle consegne: fino al pomeriggio di oggi le dosi arrivate erano 3 milioni e 288mila, il 38% di quelle attese entro fine marzo, e siamo quasi a metà febbraio. Poi c’è Moderna, da cui sempre a fine dicembre ci si aspettava un milione e 400mila vaccini nel primo trimestre dell’anno. Anche Moderna a fine gennaio ha annunciato una riduzione delle forniture rispetto alle previsioni, e fino a oggi l’Italia ha potuto contare su 113mila dosi, circa l’8% di quelle attese da gennaio a marzo. Infine Astrazeneca: il 21 gennaio il commissario all’emergenza Arcuri diceva ancora di aspettarsi 8 milioni di vaccini della multinazionale entro fine marzo, ma il giorno dopo l’azienda ammetteva che le consegne sarebbero state più lente del previsto. Fino a questo pomeriggio nel nostro paese erano arrivate 250mila dosi, circa il 3% di quelle annunciate per i primi tre mesi del 2021. L’accelerazione comunicata oggi da Astrazeneca invita a sperare, ma i numeri che abbiamo messo in fila suggeriscono prudenza e pazienza, quella di aspettare le prossime settimane per verificare se le case farmaceutiche forniranno davvero la quantità di vaccini attesa in questo momento.

È morto il re del porno Larry Flynt

(di Barbara Sorrentini)

Tutti lo chiamano il “Re del porno” e molti lo considerano un farabutto per la sua audacia nell’aver mostrato una pornografia oltraggiosa sulla rivista “Hustler”, da lui fondata nel 1974, anteponendosi in versione hardcore al più diffuso “Playboy”. Larry Flynt, scomparso a 78 anni, è stato reso celebre anche dal film di Milos Forman, uscito nel 1996, “Larry Flynt – Oltre lo scandalo”, in cui si ripercorre la sua biografia costellata di cause, accuse, processi per oscenità da parte di movimenti religiosi, femministi, per i diritti civili, a cui l’editore si è sempre difeso appellandosi alla libertà di espressione e di stampa. Dal 1978 Flynt era paralizzato su una sedia a rotelle placcata d’oro a causa di un attentato subito da un serial killer neonazista. Ultimamente Larry Flynt aveva fatto discutere per un film porno parodia dedicato a Donald Trump. Sentiamo il ricordo di Valentina Nappi che lo ha salutato con un tweet: “Grazie per tutto quello che hai fatto per l’umanità”.


 

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Sarà il governo dimissionario, con un Consiglio dei Ministri convocato in extremis per domani, a prorogare il divieto di spostamento tra regioni in scadenza il prossimo lunedì. L’ipotesi più probabile è un prolungamento fino alla scadenza del DPCM attuale, cioè fino al 5 marzo. Una richiesta in questo senso è arrivata dalla Conferenza delle Regioni.

I dati di oggi sull’epidemia in Italia sono in linea con quelli di questi giorni: 15mila nuovi casi, 391 decessi, il tasso di positività che risale al 5,2%. Le regioni che registrano un peggioramento più marcato sono l’Abruzzo, l’Umbria (che domani probabilmente diventerà rossa), la Toscana e in generale tutte le aree dove si stanno diffondendo le varianti del COVID. Per questo, la sostanziale stabilità delle curve epidemiologiche certificata anche dal monitoraggio settimanale del Gimbe potrebbe essere solo apparente e nascondere situazioni molto diverse e in rapida evoluzione.

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    Redazione
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