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Billy Bragg con The Roaring Forty celebra 40 anni di carriera: è il nostro artista della settimana

Billy Bragg – The Roaring Forty: uno dei più grandi cantautori britannici nel 2023 celebra 40 anni di carriera. Si chiama Billy Bragg (sito ufficiale) ed è un pezzo anche della nostra storia. A Radio Popolare lo abbiamo amato molto e non abbiamo ancora smesso.

Una delle sue canzoni, Upfield, uscita nel 1996 sull’album “William Bloke”, è stata la sigla di una delle nostre campagne abbonamenti, anche perché con quel verso «I’ve got the socialism of the heart» riusciva in poche parole a condensare e raccontare un modo di essere socialisti, di sinistra, che abbiamo sentito (e sentiamo ancora oggi) profondamente nostro.

Classe 1957, originario di Barking nell’Essex, Stephen William Bragg ha esordito con il suo primo album nel 1983: si chiamava “Life’s a Riot with Spy vs Spy” e ottenne il primo passaggio radiofonico grazie a un biryani (specialità indiana a base di riso) ai funghi. Il più grande conduttore musicale della storia della BBC (e probabilmente della radio mondiale), John Peel, un pomeriggio disse in onda che aveva fame. Bragg, che era all’ascolto, si precipitò, antesignano del food delivery, alla sede della BBC per rifocillare il dj e, contestualmente, fargli suonare una sua canzone.

Aneddoti delle origini a parte, Billy Bragg ha contribuito a scrivere la storia del folk rock mondiale, partendo da una base punk (i suoi esordi musicali risalgono al 1977 e i Clash di Joe Strummer sono un suo punto di riferimento assoluto) per poi gradualmente accogliere influenze che in buona parte gli arrivavano dai cantautori americani, da Woody Guthrie a Bob Dylan.

E’ riuscito, soprattutto, a interpretare in modo personale, originale, straordinariamente sincero, l’impegno politico in musica, intrecciando le tematiche sociali che lo animavano con il racconto onesto e vero della quotidianità vissuta dalla working class britannica. Il “socialismo del cuore”, letteralmente.

Per festeggiare questo compleanno artistico importante, Bragg ha dato in questi giorni alle stampe un cofanetto intitolato “The Roaring Forty”, disponibile in tre diversi formati: vinile arancione in edizione limitata con 13 inediti; una raccolta di 3 vinili con 40 brani, su 3 tonalità di verde + 2 cd di 40 brani con libretto di 16 pagine; 14 cd con oltre 300 brani e booklet di 64 pagine.

Anche noi vogliamo festeggiare questo straordinario cantautore e per questo l’abbiamo scelto come nostro artista della settimana. Lo ascolteremo con alcune delle tante canzoni raccolte in questo box set e gli dedicheremo uno speciale di mezz’ora, domenica 26 novembre, dalle 18.30 alle 19.

Intanto, qui sotto, il video della canzone che abbiamo citato in apertura. Uno dei suoi tanti capolavori, una delle nostre canzoni “del cuore”.

 

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  • Autore articolo
    Niccolò Vecchia
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    Le premiazioni della 83ª edizione dei Golden Globe hanno avuto luogo ieri a Hollywood  dando come ogni anno il via ufficiale alla stagione dei premi. Oggi, a Volume, abbiamo commentato i vincitori e i momenti più rilevanti della cerimonia insieme ad Alice Cucchetti. "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson ha portato a casa quattro statuette, Timothée Chalamet ha vinto per la prima volta con “Marty Supreme”, mentre sul fronte televisivo a trionfare è stata la miniserie “Adolescense”. Tuttavia, dopo lo scandalo di corruzione che incriminò l’organizzazione cinque anni fa, spiega Alice Cucchetti, "ci sono ancora dei meccanismi loschi, perchè la società che ha acquistato i Golden Globe è adesso la stessa che gestisce i principali giornali di cinema americano“. L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande ad Alice Cucchetti.

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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