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Unlockdown, gli studenti raccontano il lockdown in un cortometraggio

Piccolo Grande Cinema - Unlockdown

Unlockdown è un cortometraggio collettivo realizzato dagli studenti e dalle studentesse di diverse scuole medie e superiori in Italia e in Francia e che sarà disponibile dal 1° all’8 novembre sul sito della Cineteca Di Milano nell’ambito della rassegna Piccolo Grande Cinema.

Barbara Sorrentini ne ha parlato oggi a Fino Alle Otto con la professoressa Piera Sanna del College Laes Hauts Grillets (St Germain-en-Laye) e con la regista Camilla Borò.

Professoressa Sanna, come ha coordinato questi ragazzi e che tipo di lavori hanno fatto sul loro vissuto rispetto al lockdown?

Il lavoro che abbiamo portato avanti per Unlockdown è stato gestito completamente a distanza attraverso degli incontri online. Abbiamo fatto un incontro preliminare coi docenti coordinatori del progetto e i registi della cineteca di Milano in cui si è spiegata la natura del progetto e il lavoro che doveva essere portato avanti dai diversi insegnanti. È seguita poi la partecipazione delle classi con un laboratorio online tenutosi con i registi della cineteca e in cui ai ragazzi sono state date tutte le indicazioni non soltanto di carattere contenutistico, ma anche di carattere tecnico.
Il lavoro di produzione creativa per Unlockdown è stato una produzione differenziata per le diverse classi. Alla prima media è stata riservata la produzione di elaborati grafici in cui i ragazzi hanno potuto raccontare un loro sogno. Il film è diviso in diverse sequenze e ciascuna classe di età ha avuto diverse mansioni rispetto all’età. Le altre due classi, invece, state supportate nella realizzazione di brevi filmati sul tema del risveglio, del vestirsi e del lavarsi. È stato un lavoro molto interessante per quanto riguarda i ragazzi, ma anche molto intenso perchè si è svolto in pochissimo tempo.

Camilla Borò, quanti lavori avete raccolto per Unlockdown e come vi siete orientati per selezionare i pezzi arrivati?

Il lavoro non è stato per niente semplice. Noi partivamo dall’idea che sarebbe stato un grosso esperimento e ci siamo ritrovati a dover trovare una soluzione creativa per trasformare quello che era un limite, come il periodo di lockdown e distanziamento sociale senza la possibilità di svolgere i laboratori, in una modalità di lavoro nuova. Abbiamo iniziato con una lunga fase di progettazione di tutto quello che è il film a cui abbiamo lavorato io e altri due registi. Una volta definita l’idea – il lockdown dal punto di vista dei ragazzi – abbiamo aperto a luglio la call a cui hanno partecipato una trentina di scuole. Ci sono arrivati più di 4mila materiali e il lavoro è stato coordinato tutto a distanza: i ragazzi sono stati divisi a blocchi, esattamente come il cortometraggio è diviso in tre atti, e ognuno di questi gruppi di classi ha realizzato una piccola parte del cortometraggio che a tutti gli effetti è un film collettivo.

(Potete ascoltare l’intervista integrale a partire dal minuto 43)

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    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

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    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

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