Approfondimenti

La Russia intensifica gli attacchi e i bombardamenti, l’Occidente punta a nuove sanzioni e le altre notizie della giornata

Mariupol - Ucraina

Il racconto della giornata di martedì 19 aprile 2022 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. A 55 giorni dall’invasione, nell’est dell’Ucraina è iniziata l’offensiva russa che secondo i piani del regime di Putin dovrebbe portare alla conquista dell’intera regione del Donbass. Oggi intanto dal meeting tra il presidente Joe Biden e gli alleati è emersa la necessità di imporre nuove sanzioni alla Russia e di fornire in tempi rapidi nuove armi all’Ucraina, mentre il Fondo Monetario Internazionale ha parlato delle conseguenze economiche della guerra, diffondendo delle stime peggiori rispetto a quelle precedenti. Questa mattina a Kabul ci sono state due grosse esplosioni all’interno di una scuola sciita, nel quartiere Hazara della capitale afghana. Dalla Spagna è stato lanciato il manifesto per la pace in Ucraina in vista della conferenza europea per la Pace che si svolgerà a Madrid questo venerdì 22 aprile. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

L’escalation bellica ha raggiunto l’apice dal giorno dell’invasione russa

Il Pentagono ha confermato che i bombardamenti sono di vasta entità. Secondo Mosca, un totale di 1.260 obiettivi sono stati colpiti da razzi e colpi di artiglieria lungo tutta la linea del fronte di quasi 500 chilometri nelle regioni del Donbas e di Kharkiv. Confermata la conquista da parte dei russi di Kreminna, una cittadina di quasi ventimila abitanti a nordest di Lugansk. A sud di Kharkiv invece sarebbe in corso una controffensiva ucraina, secondo quanto riferisce il governo di Kiev.
Di certo c’è che decine di migliaia di civili, quelli che nei giorni scorsi non hanno voluto o potuto abbandonare le aree di conflitto, stanno in queste ore rischiando o perdendo la vita. Gli attacchi russi sono iniziati la notte scorsa e sono andati avanti tutto il giorno. Il sindaco ucraino di Karkiv, Igor Terekhov, ha detto che i bombardamenti e i colpi di artiglieria sono stati continui in giornata, e che sono stati colpiti anche quartieri residenziali facendo vittime civili.
Per ora non è possibile fare un bilancio dei morti di oggi anche perché molti piccoli centri di campagna lungo la linea del fronte sono tagliati fuori da ogni comunicazione. Anche alcuni villaggi dalla parte di Donbass controllata dai filorussi sarebbero stati colpiti dal fuoco di risposta ucraino, almeno secondo quanto riferiscono le autorità locali delle repubbliche separatiste.
L’escalation bellica insomma è al suo apice, almeno finora, e di conseguenza è in corso una strage di vite umane, soldati e civili.

L’assalto all’acciaieria di Mariupol dopo la scadenza dell’ultimatum

La situazione di Mariupol. Alle tre del pomeriggio ora italiana è scaduto l’ennesimo ultimatum russo per la resa dei marines ucraini e dei soldati della Azov asserragliati da giorni nell’acciaieria della città. Pochi minuti dopo l’impianto è stato bombardato da aerei russi e dalla fabbrica si è alzata una enorme nuvola di fumo, visibile anche dalle foto satellitari. Secondo fonti russe un centinaio di civili sarebbero usciti poco dopo dalla fabbrica, i russi hanno mostrato alcune foto di donne con bambini e di anziani che uscivano dalla fabbrica, ma naturalmente non è possibile per ora verificare l’autenticità di queste immagini. Non è chiaro perché ci siano civili nell’acciaieria, o meglio le versioni sono opposte. Secondo Kiev sarebbero famiglie che avendo perso la casa nei bombardamenti delle scorse settimane si sarebbero riparati nella fabbrica per farsi proteggere dai soldati ucraini e comunque per avere un posto fornito di sotterranei in cui dormire. Secondo Mosca invece sarebbero scudi umani portati con la forza dalla brigata Azov.
Il capo dei ceceni Kadyrov, che combattono per conto di Putin a Mariupol, ha detto che “con la benevolenza di Allah entro stanotte tutta l’acciaieria sarà ripulita”, cioè gli ucraini o si saranno arresi o saranno stati uccisi.

L’Occidente punta a nuove sanzioni per la Russia e nuove armi subito all’Ucraina

Oggi il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha chiesto una tregua di 4 giorni che inizi giovedì e finisca domenica, in occasione della pasqua ortodossa. Mentre dalla Cina il viceministro degli esteri dice che il suo Paese rafforzerà il “coordinamento strategico” con la Russia, dagli Stati Uniti il presidente Biden ha avuto una videochiamata coi propri alleati.

(di Roberto Festa)

Il meeting tra il presidente Joe Biden e gli alleati è durato circa un’ora e mezza. Non ci sono per il momento comunicati ufficiali, ma l’incontro è probabilmente servito a fissare le prossime mosse del blocco occidentale. I temi sono sostanzialmente due. Il primo: l’invio delle armi all’Ucraina. L’inizio dell’offensiva russa nell’est rende, secondo Washington, urgente l’arrivo delle armi. A giorni giungeranno in Polonia gli esperti militari americani che dovranno addestrare gli ucraini all’uso dell’artiglieria Howitzer, che proprio Wahington invia a Kiev.
Oggi il Pentagono ha ripetuto che la guerra nell’est sarà lunga e distruttiva. C’è poi il tema sanzioni. In coincidenza del meeting con gli Stati Uniti, l’Unione Europea ha annunciato nuove sanzioni, che dovrebbero colpire carbone e navi russe. Stessa cosa ha fatto il Canada, che sanziona familiari e altri membri del governo russo.
C’è in queste ore anche un tema interessante, interno, che però non è solo statunitense. Dalla Casa Bianca fanno filtrare la notizia che Joe Biden ha intenzione di ricandidarsi nel 2024. Lui pensa di essere l’unico davvero in grado di battere Donald Trump, nel caso Trump decidesse di ripresentarsi. La notizia ha ovviamente importanti risvolti interni, ma ha anche un valore internazionale. Nel momento più difficile della guerra in Ucraina, nel momento in cui molti rilevano la debolezza di Biden, Biden stesso manda un messaggio. Sono alla Casa Bianca per restarci, sembra voler dire, non sono un presidente debole. La politica statunitense, è il messaggio implicito che Biden lancia, ad alleati ma anche a Russia e Cina, manterrà una sua continuità a livello internazionale.

Peggiorano le stime delle conseguenze economiche della guerra

Oggi il Fondo Monetario Internazionale ha parlato delle conseguenze economiche della guerra, diffondendo delle stime peggiori rispetto a quelle precedenti. Quest’anno il Pil globale dovrebbe crescere del 3,6%, lo 0,8 in meno rispetto alle previsioni di gennaio. Per l’Italia è atteso un aumento del prodotto interno lordo del 2,3%, contro il 3,8% ipotizzato tre mesi fa. Nel nostro Paese in questi giorni il governo potrebbe approvare un decreto per inviare altre armi in Ucraina. Riccardo Ferretti è un analista militare della rivista Panorama difesa. Michele Migone gli ha chiesto se le armi che saranno mandate saranno di tipo diverso rispetto a quelle fornite finora dall’Italia (nei giorni scorsi indiscrezioni di stampa hanno parlato di blindati Lince):


 

Dalla Spagna il manifesto per la Pace in Ucraina

7mila firme, per ora, il conteggio viene aggiornato di ora in ora. Sono le adesioni al manifesto pubblicato in Spagna da Podemos, primo firmatario Noam Chomsky, per lanciare la conferenza europea per la Pace che si svolgerà a Madrid questo venerdì 22 aprile. A sottoscrivere l’appello cittadini spagnoli, ma anche italiani, francesi, inglesi. Chiedono pace, attraverso un cessate il fuoco immediato, l’abbandono del linguaggio belligerante di media e politici l’avvio di un negoziato di cui si facciano garanti le Nazioni Unite. E ancora: protezione per i i civili in fuga e per quelli rimasti nelle zone di guerra, cancellazione del debito dell’Ucraina per permettere la ricostruzione. [CONTINUA A LEGGERE SUL SITO]

L’Afghanistan sull’orlo della carestia dopo l’invasione russa dell’Ucraina

(di Martina Stefanoni)

Questa mattina a Kabul ci sono state due grosse esplosioni all’interno di una scuola sciita, nel quartiere Hazara della capitale afghana. Almeno 6 ragazzi sono morti. Anche se alcune fonti parlano di 25, mentre il numero di feriti è imprecisato.
A provocare l’esplosione sembra siano stati attacchi suicidi. Non c’è ancora stata una rivendicazione ufficiale, ma ci sono buone ragioni per credere che dietro l’attacco ci sia l’ISIS. Gli Hazaara, che sono sciiti, sono stati a lungo perseguitati dai gruppi radicali sunniti come l’ISIS, che già in passato in questa zona aveva già compiuto frequenti attacchi. Gli attacchi alla minoranza hazara, poi, sono uno dei modi con cui l’ISIS sta tentando di mettere in difficoltà il governo dei talebani, di cui è rivale, da quando gli americani si sono ritirati dal Paese.
L’attacco di oggi, però, non è il primo e verosimilmente non sarà l’ultimo. Marco Puntin, direttore di Emergency in Afghanistan, ha detto che alcuni dei feriti sono stati ricoverati nel loro ospedale, specificando che si tratta solo ultimo episodio di una sequenza di esplosioni avvenute nel mese di aprile. Puntin ha detto che nonostante l’attenzione verso la situazione dell’Afghanistan sia diminuita, il Paese è tutt’altro che in pace e si trova nell’abisso di una crisi economica senza precedenti che continua a mettere in ginocchio la popolazione, e sta provocando un aumento della povertà e della criminalità.”
Mentre il mondo guarda altrove, infatti, l’Afghanistan continua a sprofondare in una crisi umanitaria sempre più profonda. Secondo il World Food Programme, 22,8 milioni di afghani – oltre metà della popolazione – non hanno abbastanza cibo. La malnutrizione acuta è sopra la soglia di emergenza in 27 delle 34 province, e si prevede che peggiorerà, con quasi la metà dei bambini al di sotto dei cinque anni e il 25% delle donne incinte che avranno bisogno di sostegno nutrizionale salvavita nei prossimi 12 mesi.
Ora la guerra in Ucraina rischia di peggiorare ulteriormente la situazione spingendo l’Afghanistan dalla fame alla carestia. Insieme, Ucraina e Russia rappresentano il 30% della fornitura di grano e la Russia esporta la maggior parte dei fertilizzanti del mondo. I Paesi dell’Asia centrale – altamente dipendenti dalle esportazioni russe e ucraine – saranno quelli a risentirne di più, e tra questi, la situazione disperata dell’Afghanistan rappresenta un terreno gravemente fertile per la catastrofe. Con l’attività economica completamente ferma e le sanzioni statunitensi, molte persone non hanno contanti e non riescono ad acquistare nulla, nemmeno il cibo. Fonti dall’interno raccontano di famiglie disperate che per sopravvivere hanno dovuto vendere i proprio organi o i propri figli.
La guerra in Afghanistan potrà anche essere finita, ma la pace è ben lontana. Oggi, dopo l’attentato, Shaharzad Akbar, ex presidentessa dell’Afghanistan Independent Human Rights Commission, ha scritto su Twitter: “Esiste una fine al nostro dolore? La “guerra” è finita, ma i nostri bambini vengono massacrati nelle scuole, muoiono di fame, vendono reni per sopravvivere, e alle ragazze viene negata un’istruzione. Quando avremo la pace?”

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Oggi in Italia sono stati comunicati circa 27mila casi di coronavirus con 127 morti. I tamponi positivi sono il 15,6%, in calo rispetto a ieri. In aumento le persone ricoverate, 11 in più in terapia intensiva, 274 in più negli altri reparti COVID.

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    Redazione
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