Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di mar 10/12 delle ore 13:30

    GR di mar 10/12 delle ore 13:30

    Giornale Radio - 12/10/2019

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mar 10/12

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 12/10/2019

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mar 10/12 delle 07:15

    Metroregione di mar 10/12 delle 07:15

    Rassegna Stampa - 12/10/2019

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Cult di mar 10/12 (seconda parte)

    Cult di mar 10/12 (seconda parte)

    Cult - 12/10/2019

  • PlayStop

    Cult di mar 10/12 (prima parte)

    Cult di mar 10/12 (prima parte)

    Cult - 12/10/2019

  • PlayStop

    Note dell'autore di mar 10/12

    Note dell'autore di mar 10/12

    Note dell’autore - 12/10/2019

  • PlayStop

    A come America del mar 10/12

    A come America del mar 10/12

    A come America - 12/10/2019

  • PlayStop

    Prisma di mar 10/12 (terza parte)

    Prisma di mar 10/12 (terza parte)

    Prisma - 12/10/2019

  • PlayStop

    Prisma di mar 10/12 (seconda parte)

    Prisma di mar 10/12 (seconda parte)

    Prisma - 12/10/2019

  • PlayStop

    Prisma di mar 10/12 (prima parte)

    Prisma di mar 10/12 (prima parte)

    Prisma - 12/10/2019

  • PlayStop

    Il demone del tardi - copertina di mar 10/12

    Il demone del tardi - copertina di mar 10/12

    Il demone del tardi - 12/10/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di mar 10/12 (terza parte)

    Fino alle otto di mar 10/12 (terza parte)

    Fino alle otto - 12/10/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di mar 10/12 (seconda parte)

    Fino alle otto di mar 10/12 (seconda parte)

    Fino alle otto - 12/10/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di mar 10/12 (prima parte)

    Fino alle otto di mar 10/12 (prima parte)

    Fino alle otto - 12/10/2019

  • PlayStop

    From Genesis to Revelation di lun 09/12

    From Genesis to Revelation di lun 09/12

    From Genesis To Revelation - 12/10/2019

  • PlayStop

    Jazz Anthology di lun 09/12

    Jazz Anthology di lun 09/12

    Jazz Anthology - 12/10/2019

  • PlayStop

    Basse Frequenze di lun 09/12

    Basse Frequenze di lun 09/12

    Basse frequenze - 12/09/2019

  • PlayStop

    Jailhouse Rock di lun 09/12

    Jailhouse Rock di lun 09/12

    Jailhouse Rock - 12/09/2019

  • PlayStop

    Ora di punta di lun 09/12 (prima parte)

    Ora di punta di lun 09/12 (prima parte)

    Ora di punta – I fatti del giorno - 12/09/2019

  • PlayStop

    Ora di punta di lun 09/12 (seconda parte)

    Ora di punta di lun 09/12 (seconda parte)

    Ora di punta – I fatti del giorno - 12/09/2019

  • PlayStop

    Esteri di lun 09/12

    Esteri di lun 09/12

    Esteri - 12/09/2019

  • PlayStop

    Malos di lun 09/12 (seconda parte)

    Malos di lun 09/12 (seconda parte)

    MALOS - 12/09/2019

  • PlayStop

    Malos di lun 09/12 (prima parte)

    Malos di lun 09/12 (prima parte)

    MALOS - 12/09/2019

Adesso in diretta

Approfondimenti

La fine del Trono di Spade

trono di spade

La sera di domenica 19 maggio (la notte tra domenica e lunedì qui in Italia) è andato in onda l’attesissimo finale del fenomeno seriale di questi anni dieci: Il trono di spade ha salutato milioni di telespettatori nel mondo, dopo una breve ottava stagione di soli sei episodi che ha segnato dati d’ascolto sempre in crescita, una copertura giornalistica assillante e pervasiva, e – soprattutto – reazioni contrastanti e divise come mai prima.

Una petizione lanciata online per chiedere al canale americano HBO di “rifare l’ottava stagione con sceneggiatori più competenti” è arrivata addirittura a un milione di firme: una richiesta inverosimile, è chiaro (quasi) a tutti, ma sicuramente significativa della grande insoddisfazione che ha accompagnato molti verso il finale. Qualcuno non ha accettato certi colpi di scena, altri non hanno digerito il modo in cui sono accaduti; qualcuno lamenta la sensazione di una chiusura affrettata (anche se superano tutti l’ora di durata, sei episodi sembrano pochi), qualcun altro risponde che sarebbe stato comunque impossibile accontentare tutti, dopo otto anni passati a costruire un universo finzionale sempre più ampio e a intrecciare linee narrative sempre più complesse.

È interessante, perché non è solo la trama a scontentare una parte di pubblico: la prima grande esplosione di sdegno collettivo è avvenuta dopo la terza puntata, quella in cui gli umani sopravvissuti si scontrano con un tremendo esercito di non morti. Una potentissima battaglia notturna che gli autori hanno realizzato guardando all’epicità di Il signore degli anelli e all’ansia di sopravvivenza dei migliori film di zombie, ma che a molti spettatori è apparsa troppo buia, incomprensibile, confusa: si è scoperto poi che la colpa era anche di HBO (e, in Italia, di Sky) per aver diffuso una versione video troppo compressa, e il direttore della fotografia è dovuto intervenire per difendere le sue scelte artistiche. Ma non c’è stata pace: nell’episodio successivo, i fan dallo sguardo acuto hanno individuato una tazza di caffè Starbucks rimasta sul tavolo in alcune sequenze (nonostante l’ambientazione sia medievale), caduta di stile che si è ripetuta anche nel finale, dove appaiono delle bottigliette d’acqua di plastica ai piedi dei lord, un po’ come quando nei peplum degli anni 50 i centurioni romani si tenevano gli orologi al polso. Il team degli effetti speciali, invece di prendersi gli applausi per la creazione dei prodigiosi draghi di Daenerys Targaryen, è dovuto intervenire in fretta e furia per cancellare digitalmente tazze e bottigliette dai video. Nonostante le proteste e le polemiche, si diceva, gli ascolti sono cresciuti episodio dopo episodio, e il finale resterà nella storia come uno dei più visti degli ultimi anni: i numeri sono comunque inferiori a cult del passato, come M*A*S*H o Friends, ma nel frammentatissimo panorama televisivo odierno restano impressionanti.

Ed è proprio qui che risiede, probabilmente, il valore più alto di una serie come Il trono di spade: nel suo essere stato un rito collettivo, probabilmente l’ultimo così trasversale. È anche il momento più emozionante del finale – tranquilli: nessuno spoiler –, quello in cui perfino i personaggi stessi sono costretti a riconoscere che è il potere delle storie che ci raccontiamo l’unico cui non si può evitare di soccombere, l’unico che può ambire a tenerci uniti. Tutto il resto ribadisce l’inevitabilità di ogni serie tv: un racconto concepito per non finire mai, e che dunque quando finisce lascia un sapore dolceamaro. Ma è il viaggio, come sempre, a contare davvero, più di tutto.

Foto | Facebook

  • Autore articolo
    Alice Cucchetti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni