Approfondimenti

Demicheli, Ats Milano: il tracciamento non basta, serviranno nuove restrizioni

variante virus - test sierologici - tracciamento milano

Se il sistema di tracciamento a Milano “fosse stato sufficiente, nel momento di minima incidenza l’epidemia si sarebbe fermata. Ma non si è fermata. E non si è fermata a Milano come non si è fermata a Londra o da altre parti“. Questa mattina nella trasmissione Prisma il direttore sanitario dell’Ats Milano ha replicato al comune di Milano che con il sindaco Sala e la vicesindaca Scavuzzo ha chiesto ad Ats di fare di più.

Io penso che Ats debba fare di più oggi perché in tanti mi state segnalando che c’è da aspettare troppo tempo dal momento in cui c’è una segnalazione, per il tampone” ha detto il sindaco di Milano Sala nel consueto video social del giorno. “Mi stanno arrivando molti messaggi sulle scuole, come quello di una mamma Sara, che scrive: ‘è evidente dalle chat di classe che il problema è il sistema Ats per i tamponi, classi e famiglie messe in quarantena che non ricevono comunicazioni, abbandono totale“. Alla trasmissione Prisma anche la vicesindaca Anna Scavuzzo ha detto che “se l’unica risposta è il lockdown c’è qualcosa che non abbiamo imparato nella gestione dell’epidemia“.

Secondo il direttore sanitario di ATS Vittorio Demichelila Francia ha il doppio dei tamponi che facciamo noi eppure è nella situazione che vedete anche voi. Non riesco a capire perché noi dobbiamo flagellarci all’idea che a Milano non siamo stati capaci di fermare una cosa che non ha fermato nessuno“.

L’intervista di Lorenza Ghidini e Roberto Maggioni.

In che situazione siamo in questo momento a Milano?

Le previsioni sono confermate, ma la prima cosa da ricordare a tutti è che questa volta non è un problema solo milanese. Quando è partita l’epidemia, è partita la Lombardia. Ci siamo fermati e si è fermata. Abbiamo ripreso le attività e il contagio si è diffuso in tutto il Paese. Durante il momento di minima dell’epidemia, quest’estate, le attività di prevenzione erano al massimo della loro potenza. Io ricordo che durante il mese di agosto abbiamo tamponato centinaia di migliaia di viaggiatori in Italia, quasi 100mila a Milano. L’attività di prevenzione è stata espletata al massimo delle sue potenzialità, ma le attività che sono riprese evidentemente sono state più importanti di questo tentativo di contenimento. Siamo tornati ad una fase in cui il contenimento sanitario è insufficiente rispetto alla restrizione sociale. Purtroppo questo virus si comporta così, lo stiamo imparando a conoscere poco per volta.

Perché il contenimento sanitario è insufficiente?

Perché si arriva ad un momento in cui bisognerebbe avere un esercito di persone per correre dietro a tutti i contatti, ma una delle cose che abbiamo visto anche in quest’ultima stagione è che questa eccessiva fiducia nel tampone provoca dei paradossi: le persone si fanno il tampone e continuano a uscire in attesa dell’esito del tampone. Le persone, paradossalmente, si contaminano facendo la coda per avere un tampone. Questo virus non si trasmette se le persone si muovono di meno e se rispettano la distanza fisica tra di loro. Abbiamo capito che questa epidemia è incompatibile con una ripresa completa dell’attività sociale: una ripresa in sicurezza evidentemente non è possibile, bisogna tagliare. Se siamo veloci tagliamo le cose superflue, se aspettiamo tagliamo di nuovo tutto.

Lei dice che ci vorrebbe un esercito per star dietro al tracciamento necessario. Ne avete poche di persone che fanno questo lavoro qui…

Abbiamo 200 persone. Io vorrei che faceste questa domanda ad un mio collega di Roma o Bari o Firenze e capire se hanno più persone di noi. Quando siamo partiti non avevamo neanche 50 persone.

Bisognerà trovare il modo di potenziarle senza arrivare all’esercito.

Basta prendere un qualunque manuale di controllo delle infezioni per leggere che il contenimento si può fare solo finché le epidemie sono piccole. Quando diventano grandi non si riesce più. Purtroppo, nonostante un contenimento ben fatto, a Milano abbiamo gestito quasi 80mila quarantenne. La scuola è stato il settore più seguito nei primi giorni e un caso generava oltre venti contatti, tutti in quarantena. Nonostante questo l’epidemia è partita. Questa è l’evidenza che non si riesce a contenere quando diventa troppo grosso. Purtroppo è così, l’uomo non riesce a dominare tutti i fenomeni naturali. Questo è un fenomeno che più di tanto non si domina col contenimento.

Quindi il sistema di tracciamento con i tamponi a Milano non era sufficiente per contenere questa epidemia?

Io sono convinto che se fosse stato sufficiente, nel momento di minima incidenza l’epidemia di sarebbe fermata. Ma non si è fermata. E non si è fermata a Milano come non si è fermata a Londra o da altre parti. La Francia ha il doppio dei tamponi che facciamo noi eppure è nella situazione che vedete anche voi. Non riesco a capire perché noi dobbiamo flagellarci all’idea che a Milano non siamo stati capaci di fermare una cosa che non ha fermato nessuno.

E allora cosa ce ne facciamo di un coprifuoco che inizia alle 23 quando ormai sono praticamente già tutti a casa?

Questa è una cosa che bisogna vedere. Empiricamente dico che mi accontento del fatto che la percezione che non si poteva più contenere e che bisognava mitigare è passata. È passata nei nostri decisori e sta passando a livello nazionale. Vediamo queste misure. Ci sono delle tecnologie che ci consentono di capire se i milanesi si muovono di meno. Vediamo a partire da stasera se i movimenti sociali a Milano si riducono. Se si riducono troppo poco direi che questo intervento non è sufficiente.

In quel caso proporrete delle misure ad hoc per Milano e provincia?

Sì. Io faccio il sanitario pubblico e quando mi accorgo che non riesco più a contenere lancio il messaggio che bisogna mitigare. Quanto militare e dove intervenire lo decideranno le persone che s’intendono di trasporti e di commercio. Ci penseranno loro a capire quali sono gli orari più giusti. È necessario che ognuno di noi in questa fase faccia bene quello che sa fare. Io non so scegliere l’orario giusto dei negozi.

(Potete ascoltare l’intervista a partire dal minuto 18)

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR venerdì 01/03 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle 16 edizioni quotidiane del Gr. Un appuntamento con la redazione che vi accompagna per tutta la giornata. Annunciati dalla “storica” sigla, i nostri conduttori vi racconteranno tutto quello che fa notizia, insieme alla redazione, ai corrispondenti, agli ospiti. La finestra di Radio Popolare che si apre sul mondo, a cominciare dalle 6.30 del mattino. Da non perdere per essere sempre informati.

    Giornale Radio - 01-03-2024

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di venerdì 01/03/2024

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 01-03-2024

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di venerdì 01/03/2024 delle 19:49

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 01-03-2024

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Psicoradio di venerdì 01/03/2024

    Psicoradio, la radio della mente Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus. Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati: un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana). una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale. I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria. Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.

    Psicoradio - 01-03-2024

  • PlayStop

    Sui Generis di venerdì 01/03/2024

    Una trasmissione che parla di donne e altre stranezze. Attualità, cultura, approfondimenti. A cura di Elena Mordiglia.

    Sui Generis - 01-03-2024

  • PlayStop

    Quel che resta del giorno di venerdì 01/03/2024

    I fatti più importanti della giornata sottoposti al dibattito degli ascoltatori e delle ascoltatrici. A cura di Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro

    Quel che resta del giorno - 01-03-2024

  • PlayStop

    Esteri di venerdì 01/03/2024

    1-Gaza, il giorno dopo la strage del cibo. Numerosi governi occidentali chiedono un’ indagine indipendente. 2-Russia. Migliaia di persone ai funerali di Navalny. Gesto di apertura o debolezza del regime? ( Intervista a Gian Piero Piretto ) 3-Stati Uniti. Il confine con il Messico teatro della sfida elettorale tra Joe Biden e Donald Trump. ( Roberto Festa) 4-Effetto bloqueo. Peggiora la carenza del cibo, Cuba chiedo aiuto alle agenzia umanitarie dell’Onu. ( Sara Milanese) 5-L’inclusione che non contempla i dannati della terra. Il dorato mondo delle imprese woke. ( Alfredo Somoza)

    Esteri - 01-03-2024

  • PlayStop

    Muoviti Muoviti di venerdì 01/03/2024

    Quando le prime luci della sera… no, non è l’incipit di un romanzo. E’ l’orario in cui va in onda “Muoviti, muoviti” la trasmissione che vi accompagna nel rientro a casa dopo una giornata di lavoro, di studio o di semplice e puro fancazzismo (voluto o subito). Il racconto dei fatti principali della giornata, le piccole notizie che assurgono a tema di interesse generale, gli argomenti più dibattuti sui social, l’andamento del primo anno scolastico in presenza post-Covid, le elezioni (amministrative e del Presidente della Repubblica ma anche quelle dei consiglieri di condominio nel caso…), il presente e il futuro dell’atletica leggera dopo i successi di Tokyo. Tutto questo e molto altro lo trovate in “Muoviti muoviti” dalle 17.30 alle 19 dal lunedì al venerdì su Radio Popolare con Davide Facchini, Luca Gattuso e Marta Zambon.

    Muoviti muoviti - 01-03-2024

  • PlayStop

    Playground di venerdì 01/03/2024

    A Playground ci sono le città in cui abitiamo e quelle che vorremmo conoscere ed esplorare. A Playground c'è la musica più bella che sentirai oggi. A Playground ci sono notizie e racconti da tutto il mondo: lo sport e le serie tv, i personaggi e le persone, le ultime tecnologie e le memorie del passato. A Playground, soprattutto, c'è Elisa Graci: per un'ora al giorno parlerà con voi e accompagnerà il vostro pomeriggio. Su Radio Popolare, da lunedì a venerdì dalle 16.30 alle 17.30.

    Playground - 01-03-2024

  • PlayStop

    Meraviglie di venerdì 01/03/2024

    Canzoni per le quali vale la pena stupirsi, tra passato, presente e prossimo futuro. Un compendio di canzoni per cui stupirsi ogni mese in compagnia di Tommaso Toma, pescando dal presente e dal passato tra nuove scoperte, ristampe di catalogo e composizioni che possono dare indizi sul prossimo futuro.

    Meraviglie - 01-03-2024

  • PlayStop

    Jack di venerdì 01/03/2024

    Per raccontare tutto quello che di interessante accade oggi nella musica e in ciò che la circonda. Anticipazioni e playlist sui canali social di Matteo Villaci.

    Jack - 01-03-2024

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di venerdì 01/03/2024

    Per riascoltare Considera l'armadillo noi e altri animali che oggi ha ospitato Carlotta di assemblea antispecista per parlare del punto su Trento, gli orsi e i lupi e Sabrina Giannini per le anticipazioni sulla nuova puntata di Indovina Chi Viene A Cena su Rai Tre

    Considera l’armadillo - 01-03-2024

  • PlayStop

    Ode al carciofo

    quando ci arricchiamo culturalmente insieme alla professoressa Roberta, che ci illustra la poetica di Neruda e poi mettiamo in scena il consueto appuntamento con il Capibaratto, mercatino onair all'insegna del gratis

    Poveri ma belli - 01-03-2024

  • PlayStop

    Cult di venerdì 01/03/2024

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro! Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 12.30. La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine. CHIAMA IN DIRETTA: 02.33.001.001

    Cult - 01-03-2024

  • PlayStop

    37e2 di venerdì 01/03/2024

    Le sorprese che abbiamo a volte quando dobbiamo pagare le visite ed esami; torniamo sulla Campagna regionale La Lombardia SiCura; le risorse destinate alle misure di assistenza indiretta; l'aria di Milano; andiamo in Romania per una nuova puntata della nostra rubrica Sanità nel mondo.

    37 e 2 - 01-03-2024

Adesso in diretta