Approfondimenti

Che cosa è successo oggi? – Venerdì 5 giugno 2020

Ursula von der Leyen

Il racconto della giornata di venerdì 5 giugno 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dai dati dell’epidemia diffusi oggi al premier Conte che si allinea col premier spagnolo per chiedere all’UE una posizione comune sulla riapertura dei confini in Europa. Il reportage da Venezia e la proposta di PD e LeU per gli incentivi per le auto fino a 4mila euro per veicoli Euro 6, anche quelli più inquinanti. Nuovo colpo di scena nel caso dello studio sull’idrossiclorochina pubblicato da The Lancet. Infine i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

I dati dell’epidemia diffusi oggi

I dati di oggi sull’epidemia di coronavirus in Italia evidenziano sempre di più come la Lombardia sia, ancora, un caso a sé nel panorama nazionale. In un giorno i casi lombardi sono più che quadruplicati. E pesano per il 77,6% del totale nazionale. Sono, nelle ultime ventiquattr’ore, 402 su un totale nazionale di 518.
Il dato lombardo, dunque, spinge in su, il panorama complessivo. Oggi i tamponi fatti in Lombardia sono stati quasi 20mila, ieri solo 3mila: e questo dimostra che se aumenta il numero dei tamponi, il dato lombardo torna a salire in modo significativo. Tra le altre Regioni più colpite dal coronavirus, l’incremento di casi è di 49 casi in Piemonte, 17 in Emilia Romagna e 14 in Liguria. Nelle altre 16 regioni i casi non arrivano a dieci.
I decessi in tutta Italia sono stati, da ieri, 85, 21 dei quali nella regione più colpita. In Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. In queste tre regioni si registrano il 60% delle vittime odierne. Nove Regioni non hanno avuto nessuna vittima. Calano ancora le terapie intensive: i pazienti ora sono 316 in tutta Italia.

Confini UE, Conte e Sanchez vogliono un fronte comune

(Di Alessandro Principe)

Non c’è un criterio chiaro, non c’è una regola né una decisione comune: sulla riapertura dei confini tra i Paesi europei, ogni governo sta decidendo per sé. Date, criteri, quarantena sì oppure no per chi arriva: l’Unione Europea va in ordine sparso.
Italia e Spagna, i due Paesi più colpiti dal coronavirus in Europa ora si muovono insieme. Giuseppe Conte e il premier spagnolo Sanchez hanno scritto alla presidente della commissione Von De Leyen. Chiedono che la riapertura avvenga in “maniera coordinata e non discriminatoria, basata su chiari, comuni e trasparenti criteri epidemiologici”. La proposta è che il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie abbia un ruolo guida, definendo il più presto possibile questi criteri assieme agli Stati membri. Nella lettera anche un richiamo di principio: “È il momento di riattivare le nostre economie, recuperare la normalità e anche un elemento fondamentale del progetto europeo come la libertà di movimento nello spazio Schengen”.

Incentivi auto fino a 4 mila euro: la proposta di PD e LeU

(Di Chiara Ronzani)

Partito Democratico e Leu hanno proposto un emendamento al Decreto legge Rilancio che prevede incentivi per le auto fino a 4mila euro per veicoli Euro 6, indipendentemente dall’alimentazione. Ovvero, incentivi anche auto a benzina e diesel che non rispettino i criteri di basse emissioni.
Legambiente ricorda che le emissioni reali delle auto Euro 6 vendute fino ad agosto 2019 erano mediamente superiori a quanto prevista dalla normativa europea di 19 anni fa. “La filiera dell’automotive ha una catena del valore molto alta e deve essere sostenuta” – ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. CONTINUA A LEGGERE.

Fase 3, la situazione a Venezia

(Di Andrea Monti)

Nel centro storico di Venezia l’atmosfera sembra rilassata. Pochi indossano la mascherina all’aperto – qui non è più obbligatoria da alcuni giorni – e la città è animata, anche se non piena di turisti come sarebbe stato normale in un venerdì di sole di inizio giugno. Se si prende un vaporetto per il Lido è facile imbattersi in qualche tensione: le misure anti-COVID impongono capienza ridotta, e vallo a spiegare a chi deve restare a terra. “Se non scendono almeno due persone non partiamo“, dice il marinaio dopo che qualche passeggero di troppo è riuscito a salire. Arrivando al Lido a metà pomeriggio colpisce il contrasto tra i tanti ombrelloni chiusi e le poche persone sedute ai tavolini dei bar sulla spiaggia. “La stagione sta iniziando molto molto a rilento“, dice Mariangela, che gestisce un locale insieme ad Alessandro. Quando le chiediamo cosa si aspetta da quest’estate, la risposta è: “Sopravvivere“. Pochi mesi fa la sua attività è stata danneggiata anche dall’acqua alta, che ieri sera è tornata a farsi vedere, quasi a ricordare che a Venezia la crisi da coronavirus non è l’unica emergenza. Certo è la più immediata, e c’è chi prova ad affrontarla parlando di ottimismo: “Senza speranza non potrei fare l’imprenditrice“, dice la titolare di un negozio di articoli da spiaggia in cui non ci sono clienti.

Il caso The Lancet e l’idrossiclorochina per il COVID-19

(Di Luisa Nannipieri)

C’è un nuovo colpo di scena nel caso dello studio sull’idrossiclorochina pubblicato da The Lancet, che aveva spinto l’OMS e paesi come la Francia a sospende i test clinici con quella molecola. Dopo la valanga di critiche alla metodologia e le numerosissime segnalazioni sulle incoerenze sui dati su cui si basava la ricerca, che negava l’efficacia del noto e poco costoso antimalarico nel trattamento del covid 19, sottolineandone anzi la tossicità, l’articolo della discordia è stato ritirato dalle colonne della prestigiosa rivista britannica.
In pratica, vuol dire che i risultati di quello studio non hanno nessun valore scientifico.
È rarissimo che una delle più influenti riviste scientifiche del mondo pubblichi e poi sconfessi, in una manciata di giorni, un articolo come questo. The Lancet, che aveva già dovuto rettificare alcuni paragrafi, aveva emesso un avvertimento formale sullo studio e aveva annunciato che era in corso un audit indipendente sui dati forniti dalla piccola e semisconosciuta azienda statunitense Surgisphere.
Ieri tre dei coautori della ricerca hanno comunicato alla rivista che ritiravano le loro firme perché “non sono stati in grado di effettuare un’analisi indipendente dei dati che sono all’origine delle loro analisi”. Il che significa che “non possono garantire la veridicità delle fonti dei dati primari.” The Lancet ha quindi rimosso l’articolo, che ormai portava in calce solo la firma di Sapan Desai, il chirurgo e fondatore di Surgisphere.
Gli esperti avevano iniziato ad avanzare parecchi dubbi sui dati raccolti da Surgisphere, che assicurava di avere accesso a un database immenso, oltre 96 mila file medici di pazienti COVID ricoverati sui sei continenti, già nella fase di prepubblicazione dell’articolo.
Dopo la pubblicazione su The Lancet, anche un’inchiesta del Guardian ha evidenziato diverse anomalie. Il quotidiano britannico ha innanzitutto scoperto che Surgisphere aveva pochissimi dipendenti, molti dei quali senza nessun background scientifico. Uno di loro, che si presenta come editor scientifico, è in realtà uno scrittore di fantascienza.
La direttrice marketing non è altro che una modella e organizzatrice di eventi. Anche se dice di avere accesso ad un vasto database mondiale, l’azienda ha una scarsissima presenza online e la sua pagina di contatti rimanda a un modello predefinito di pagina WordPress. Per non parlare dei sospetti che gravano sul fondatore, Desai, accusato tre volte di negligenza e all’origine di un progetto di crowfounding che non ha mai visto la luce.
Oggi la più importante rivista scientifica dice che uno studio che ha avuto un impatto importante sulle scelte sanitarie globali si basa sul nulla e non va considerato. Il caporedattore di The Lancet ha ammesso che “questo è un esempio scioccante di cattiva condotta scientifica nel bel mezzo di una crisi sanitaria globale”. I rinomati ricercatori che hanno cofirmato lo studio fanno mea culpa in tv. Ma moltissime domande rimangono aperte: un articolo di questa importanza è stato pubblicato senza verifica? Se le verifiche ci sono state, perché è uscito lo stesso? Su che basi dei ricercatori hanno firmato un paper di cui non potevano verificare i dati, a partire dai quali hanno comunque tratto delle conclusioni?
In nome della credibilità e della trasparenza del mondo delle pubblicazioni medico-scientifiche, sarebbe bene avere delle risposte.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

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