Sbilanciamoci

La guerra di carta

C’è chi, quando arriva la guerra (vera), si diletta nella sua attività preferita, la guerra di carta. Ad arruolarsi sono (alcuni) intellettuali, giornalisti, opinionisti che usando giornali e trasmissioni TV- si prodigano nell’assalto del dileggio sdegnato e dello scherno moralistico: dei pacifisti. Spesso non possono fare altro che scrivere e parlare perché la guerra la fanno per procura (armiamoci e partite), mentre la popolazione civile viene sterminata dalla logica infernale delle armi e della sopraffazione militare.

E’ quello che succede anche con la guerra in Ucraina.

Per il solo fatto di avere detto che è sbagliato inviare le armi In Ucraina e che questo prolunga la guerra i pacifisti, additati ormai nelle liste di proscrizione televisive, sono considerati, nell’ordine: complici, cinici, ipocriti e interessati più che dalle sorti della povera popolazioni dalle bollette del gas. Per dirla con Benito Mussolini: panciafichisti.

Uno che in questi ultimi giorni si è scatenato, con un certo assillo, contro i pacifisti dalle colonne del Corriere della Sera, dalla trasmissione TV Piazza Pulita e dall’Huffington Post è Paolo Mieli. Strano però che l’ex direttore del Corriere della Sera si sia dimenticando di prendersela con il cinismo di Israele, che non intende imporre sanzioni economiche alla Russia. Strano che non se la sia presa con il cinismo del governo italiano che continua a mandare soldi a Mosca comprandogli il gas. Strano che non se la sia presa con il cinismo delle oltre 400 imprese italiane che continuano a fare affari con la Russia e hanno i loro manager ancora oggi a Mosca. I principi morali qui si inchinano alla realpolitik.

Ai pacifisti si rimprovera l’incoerenza e gli si ricorda i precedenti del Vietnam e della guerra di Spagna: non gli avreste mandato le armi, non dovevamo mandargliele, e non dobbiamo allora fare lo stesso con l’Ucraina ? Mieli, nella versione di storico pur non accademico, dovrebbe sapere che i pacifisti (pur sostenendoli con passione) non chiesero mai di mandare le armi né al Vietnam del Nord né ai palestinesi oppressi dal governo di Israele. Ha ricordato anni fa Aldo Natoli che quando incontrò, con una delegazione del PCI, i rappresentanti del Vietnam del nord questi gli dissero: “non ci servono armi, ma che intensifichiate le manifestazioni per la pace”. E’ quello che i pacifisti hanno sempre fatto. Erano cinici e ipocriti? E, riguardo alla guerra di Spagna, va ricordato che il Servizio civile internazionale (organizzazione pacifista nata nel 1920, di cui ho fatto parte) che sostenne la resistenza repubblicana non organizzò l’invio delle armi, ma affiancò i combattenti con attività civili come l’organizzazione dei campi per i rifugiati e l’aiuto alle vittime. E anche durante la guerra, Aldo Capitini (e Lidia Menapace e molti altri) -licenziato da Segretario generale della Normale di Pisa perché rifiutò la tessera del partito fascista- partecipò alle Resistenza in modo nonviolento, senza imbracciare un’arma, senza chiedere armi. Erano anche loro cinici e ipocriti verso la causa antifascista?

C’è chi passando dalla gioventù alla maturità è trasmigrato dagli eserciti proletari a quelli della NATO, dalla lotta armata di classe a quella dell’occidente, dal potere operaio al potere delle armi, ma se si vuole difendere e salvare la popolazione ucraina gli eserciti e la lotta armata vanno fermate: la guerra non sarà sconfitta da un’altra guerra, la popolazione ucraina non sarà salvata trasformando l’Ucraina in un nuovo Afghanistan, l’Europa non si stabilizzerà portando la NATO sotto le porte di Mosca.

Che sia cinismo quello di chi dice di non inviare le armi, perché -secondo i nostri fustigatori- così si costringerebbe gli ucraini della resa, è tutto da vedere. E’ sicuramente cinismo invece quello di chi vuole inviargli le armi perché -per salvare la propria coscienza- espone gli ucraini ad un massacro in una guerra che non può mai essere vinta. Si vuole fare la guerra a Putin o salvare la popolazione ucraina? Non bisogna concentrarsi sulle armi, ma sulla strada del negoziato.

Putin non la vincerà questa guerra, come non l’hanno vinta gli americani in Afghanistan e in Iraq (c’è forse pace in Medio Oriente?) o gli occidentali in Libia. Le guerre si sono dimostrate in questi anni fallimentari, quelle della NATO; e così sarà per quella di Putin. Il nostro interesse è salvare la popolazione ucraina con l’unico modo possibile: un cessate il fuoco che preluda ad un vero negoziato che porti ad una soluzione condivisa. Tutto il resto – dalla chiamata alle armi alle mobilitazioni degli eserciti – non è altro che un modo retorico e ipocrita per portare avanti la propria guerra di carta, ma più concretamente un modo pericolosissimo per avvalorare l’allargamento della guerra e porre le condizioni di esiti drammatici.

  • Giulio Marcon

    Portavoce della campagna Sbilanciamoci!, è stato negli anni '90 portavoce dell'Associazione per la pace e Presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà. È stato deputato indipendente di SEL nella XVII legislatura, facendo parte della Commissione Bilancio. Tra i suoi libri: (con Giuliano Battiston), La sinistra che verrà (minimum fax 2018) e (con Mario Pianta), Sbilanciamo l'economia (Laterza 2013)

ALTRO DAL BLOGVedi tutti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio domenica 31/08 13:00

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 31-08-2025

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve domenica 31/08 10:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 31-08-2025

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di domenica 31/08/2025

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 31-08-2025

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di venerdì 01/08/2025 delle 19:48

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 01-08-2025

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    C'è di buono di domenica 31/08/2025

    La cucina e il cibo hanno un ruolo essenziale nella nostra vita, influenzano il nostro benessere e riflettono chi siamo. Scegliere consapevolmente cosa mangiare è cruciale e dovrebbe essere affrontato con conoscenza e divertimento. Niccolò Vecchia, nel programma "C'è di buono", racconta ogni settimana di prodotti e cucina, raccogliendo storie contadine antiche e moderne, esplorando una cultura gastronomica che è allo stesso tempo popolare e raffinata.

    C’è di buono - 31-08-2025

  • PlayStop

    La denuncia della Corce Rossa: "Evacuare Gaza City è impossibile"

    Migliaia di palestinesi in queste ore stanno cercando di lasciare Gaza City, nel nord della Striscia, mentre Israele accelera la sua offensiva e accerchia la città. L’esercito vorrebbe completarne l’occupazione entro l’inizio del Capodanno ebraico, il 22 settembre. Ieri ci sono stati pesanti bombardamenti per costringere la popolazione a sfollare verso sud. Un raid ha colpito una panetteria, uccidendo almeno 11 persone. Sono un milione in totale gli abitanti da evacuare da Gaza City. “Un’evacuazione non solo irrealizzabile, ma anche incomprensibile nelle attuali circostanze”, denuncia la Croce Rossa Internazionale. Christian Cardon è il portavoce della CRI.

    Clip - 31-08-2025

  • PlayStop

    Onde Road di domenica 31/08/2025

    Autostrade e mulattiere. Autostoppisti e trakker. Dogane e confini in via di dissoluzione. Ponti e cimiteri. Periferie urbane e downtown trendaioli. La bruss e la steppa. Yak e orsetti lavatori. Il mal d’Africa e le pastiglie di xamamina per chi sta male sui traghetti. Calepini e guide di viaggio. Zaini e borracce. Musiche del mondo e lullabies senza tempo. Geografie fantastiche ed escursioni metafisiche. Nel blog di Onde Road tutti i dettagli delle trasmissioni.

    Onde Road - 31-08-2025

  • PlayStop

    Ricordi d'archivio di domenica 31/08/2025

    Da tempo pensavo a un nuovo programma, senza rendermi conto che lo avevo già: un archivio dei miei incontri musicali degli ultimi 46 anni, salvati su supporti magnetici e hard disk. Un archivio parlato, "Ricordi d'archivio", da non confondere con quello cartaceo iniziato duecento anni fa dal mio antenato Giovanni. Ogni puntata presenta una conversazione musicale con figure come Canino, Abbado, Battiato e altri. Un archivio vivo che racconta il passato e si arricchisce nel presente. Buon ascolto. (Claudio Ricordi, settembre 2022).

    Ricordi d’archivio - 31-08-2025

  • PlayStop

    Itaca di domenica 31/08/2025

    Itaca, viaggio nel presente. I giornali, l’attualità, il colloquio con chi ci ascolta. Ogni sabato dalle 8.45 alle 10.30.

    Itaca - 31-08-2025

  • PlayStop

    Apertura musicale classica di domenica 31/08/2025

    La musica classica e le sue riverberazioni per augurare un buon risveglio a “tutte le mattine del mondo”. Novità discografiche, segnalazioni di concerti, rassegna stampa musicale e qualunque altra scusa pur di condividere con voi le musiche che ascoltiamo, abbiamo ascoltato e ascolteremo per tutta la settimana.

    Apertura musicale classica - 31-08-2025

  • PlayStop

    Snippet di sabato 30/08/2025

    Un viaggio musicale, a cura di missinred, attraverso remix, campioni, sample, cover, edit, mash up. Sabato dalle 22:45 alle 23.45 (tranne il primo sabato di ogni mese)

    Snippet - 30-08-2025

  • PlayStop

    News della notte di sabato 30/08/2025

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 30-08-2025

  • PlayStop

    Blue Lines di sabato 30/08/2025

    Conduzione musicale a cura di Chawki Senouci

    Blue Lines - 30-08-2025

  • PlayStop

    Mash-Up di sabato 30/08/2025

    Musica che si piglia perché non si somiglia. Ogni settimana un dj set tematico di musica e parole scelte da Piergiorgio Pardo in collaborazione con le ascoltatrici e gli ascoltatori di Radio Popolare. Mail: mischionepopolare@gmail.com

    Mash-Up - 30-08-2025

  • PlayStop

    Pop Music di sabato 30/08/2025

    Una trasmissione di musica, senza confini e senza barriere. Canzoni da scoprire e da riconoscere, canzoni da canticchiare e da cui farsi cullare. Senza conduttori, senza didascalie: solo e soltanto musica.

    Pop Music - 30-08-2025

Adesso in diretta