Radio Popolare Home
sostienici

“Riappropiamoci della Costituzione”. Il fronte del No riunito in piazza del Popolo a Roma

19 marzo 2026|Anna Bredice
CONDIVIDI

Non c’è stata la foto di gruppo, un po’ per ragioni scaramantiche, un po’ per gli impegni. Ma i leader dell’opposizione erano tutti insieme in piazza del Popolo per quest’ultima iniziativa comune, per dare la volata agli ultimi due giorni di campagna referendaria, nei quali c’è una Giorgia Meloni che impazza sui social, in televisione, nei video dove fa un tutorial per il voto e poi poco dopo, in un altro, annuncia il decreto sulle accise, approvato contemporaneamente alla manifestazione di piazza del Popolo, chissà se con l’intenzione anche di oscurarla. In ogni caso un decreto che l’opposizione non esita a definire, per la brevità della sua durata, di soli venti giorni, “un decreto elettorale”. A piazza del Popolo c’erano tutti, presenti i comitati per il No della società civile, c’era Giovanni Bachelet, ottimista: “È stata una bella campagna referendaria per riappropriarsi della Costituzione” dice. La Costituzione è stata la parola più citata da chi è salito sul palco e dal pubblico nella piazza, con le bandiere, fazzoletti rossi al collo: la necessità di difendere la carta costituzionale dalla volontà della destra di modificarla, di piegare i poteri a favore di uno solo, l’esecutivo. Questo era l’allarme che è risuonato di più nei discorsi, la posta in gioco di questo referendum secondo le realtà impegnate per il No, presenti ieri nella piazza romana. Un appuntamento che può essere uno spartiacque: da una parte il via libera per continuare nelle riforme, come il premierato, dall’altra uno stop per le riforme e una battuta d’arresto per il Governo. A dirlo sono stati i tanti interventi, dalle Acli, l’Arci, Libera che ha citato tutti i magistrati uccisi dalla mafia, un messaggio da recapitare al ministro Nordio con le sue parole sui metodi paramafiosi del Csm, e poi Landini per la Cgil, e, infine, i leader politici, che da oggi in poi continueranno con altri comizi ed eventi, ma ognuno per conto proprio.

 

Segui Radio Popolare su