Radio Popolare Home
sostienici

Cinturrino non era solo: altri poliziotti volevano soldi e droga di Mansouri

16 marzo 2026|Roberto Maggioni
CONDIVIDI

Omicidio premeditato. Si aggrava la posizione del poliziotto che ha sparato ad Abderrahim Manosuri e a suo carico ora sono oltre 30 le accuse. E si allarga anche l’indagine: ci sono altri due poliziotti indagati e nella ricostruzione dei pubblici ministeri altri poliziotti volevano soldi e droga di Mansouri. L’avvocata della famiglia Mansouri, Debora Piazza, dice a Radio Popolare che l’inchiesta si allargherà ancora di più e che si aspetta indagini anche su altri poliziotti per episodi che hanno a che fare con lo spaccio tra Rogoredo e Corvetto.“O ti arresto o ti ammazzo”, “Dì a Zack che se lo becco, io lo uccido”, “Mi raccomando, ricorda a Zack che se lo prendo lo ammazzo”. Sono alcune delle minacce che l’assistente capo Carmelo Cinturrino avrebbe rivolto, direttamente o tramite altri spacciatori, ad Abderrahim Mansouri, conosciuto negli ambienti di Rogoredo come Zack, ucciso con un colpo di pistola alla testa dal poliziotto il 26 gennaio scorso. Le frasi sono contenute nella richiesta di incidente probatorio notificata nelle scorse ore e riguardano le aggravanti dell’accusa di omicidio volontario. Per il pm Giovanni Tarzia si tratta di omicidio premeditato. Cinturrino non avrebbe sparato per paura, ma avendo pianificato l’uccisione di Mansouri.Il movente, secondo quanto ricostruito dai legali della famiglia Mansouri, sarebbe da ricondurre al controllo dello spaccio e dei guadagni dello spaccio. Cinturrino aveva dato sostanzialmente due opzioni a Mansouri: lasciargli la piazza di spaccio oppure finire a libro paga del poliziotto. Ma il 28enne marocchino non voleva pagare mazzette al poliziotto, tantomeno lasciargli la piazza di spaccio. Il numero di accuse a carico di Cinturrino è impressionante: sono oltre 30, tra cui sequestro di persona, detenzione e spaccio di droga, estorsione, concussione, percosse, arresto illegale, calunnia, falso, depistaggio, rapina. In queste azioni illegali Cinturrino non era da solo, ci sarebbero altri poliziotti complici degli abusi di poteri e delle azioni illegali di Cinturrino. C’è un episodio riportato nelle carte. Cinturrino, con gli altri due poliziotti, avrebbe denudato, scaraventato “a terra”, colpito “con un martello sullo sterno e sui fianchi” e con “il collo di una bottiglia di birra” un tossicodipendente disabile. E tutti e tre, minacciandolo, avrebbero cercato di portargli via droga e denaro che l’uomo custodiva per conto di Mansouri. Nell’allargamento dell’inchiesta ci sono altre due poliziotte indagate. Salgono così a sette i poliziotti coinvolti nell’indagine. Sono anche cominciati nei laboratori della polizia scientifica gli accertamenti biologici su una mazza di legno e su un martello che Cinturrino avrebbe usato nelle sue operazioni illegali e negli abusi di potere perpetrati tra Corvetto e Rogoredo.

Segui Radio Popolare su