I legami tra la diaspora iraniana e l’estrema destra europea

Nella galassia dei gruppi dell’opposizione iraniana attivi all’estero ce n’è uno che ha allacciato rapporti documentati con l’estrema destra europea e statunitense, creando una delle lobby più attive all’interno del Parlamento europeo.
Stiamo parlando del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. Una coalizione dominata dal MEK, un gruppo armato attivo negli anni ’70 contro lo Shah Reza Pahlavi, questa organizzazione è riuscita a stringere potenti vincoli con l’estrema destra europea e statunitense.
Secondo un’inchiesta del sito Euractiv, che si occupa di affari europei, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana è una delle lobby più attive all’interno del Parlamento europeo e gode del sostegno trasversale di parlamentari appartenenti a diversi gruppi politici.
Le relazioni tra questo settore dell’opposizione iraniana e l’estrema destra europea sono venute alla luce quando si è scoperto che VOX, il partito dell’estrema destra spagnola, ricevette oltre un milione di euro in micro-donazioni legate all’opposizione iraniana tra il 2013 e il 2014. Fondi che garantirono la sopravvivenza nella fase iniziale del partito, oltre a pagare gli stipendi dei dirigenti e a finanziare la campagna per le elezioni europee del 2014.
Il sostegno iraniano a un partito anti-islamico rappresenta una forte contraddizione politica. Una contraddizione che però non è mai stata un problema per il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, che negli Stati Uniti ha coltivato rapporti con esponenti dell’area più interventista del Partito Repubblicano, in particolare durante la presidenza Trump.
Una convergenza che si basa su interessi strategici più che ideologici, in particolare sull’ostilità radicale verso il regime di Teheran. Un allineamento che, in sostanza, ha contribuito a trasformare le priorità del Consiglio Nazionale Iraniano in parte dell’agenda della destra occidentale, plasmando il modo in cui l’Occidente guarda all’Iran.
Fino ai primi anni 2000 il gruppo era incluso nelle liste ufficiali delle organizzazioni terroristiche dall’Unione Europea e fino al 2012 negli Stati Uniti. Ma con la decisione di chiudere con la lotta armata si è convertito in un referente dell’opposizione iraniana, costruendo una rete di influenze trasversali.
Ma da dove provengono i fondi che hanno permesso al gruppo di trasformarsi in una delle più influenti lobby dell’opposizione iraniana? Secondo i rapporti sul terrorismo del Dipartimento di Stato USA, i primi finanziamenti sarebbero arrivati dall’Iraq di Saddam Hussein. Successivamente sarebbero giunti dall’Arabia Saudita e da Israele, anche se l’organizzazione ha sempre negato queste ricostruzioni.
E non c’è solo VOX tra i partiti dell’estrema destra europea vicini al Consiglio Nazionale. In Italia è stato accolto a Roma per una serie di incontri alla Commissione Affari Esteri della Camera, con il supporto di personalità di spicco di Fratelli d’Italia. La Francia è il Paese dove si trova la sede del Consiglio iraniano: i rapporti con il Rassemblement National di Marine Le Pen non sono così stretti come in altri Paesi, ma diversi esponenti del partito hanno partecipato agli eventi organizzati dall’organizzazione.
Ma dove ha avuto maggior successo è all’interno del Parlamento europeo. Il gruppo informale “Amici dell’Iran” riunisce deputati di diversi gruppi dell’Europarlamento e funge da struttura di coordinamento permanente per le attività del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana a Bruxelles e Strasburgo.
La tolleranza europea però non è mai piaciuta al regime degli ayatollah, che considera il Consiglio Nazionale come un’organizzazione terroristica, con contromisure che non si sarebbero limitate all’ambito diplomatico. Nel novembre del 2023, in Spagna, l’ex deputato di VOX Alejo Vidal-Quadras rimase vittima di un attacco armato davanti alla porta di casa a Madrid. Vidal-Quadras è stato il principale anello di congiunzione tra VOX e il Consiglio Nazionale Iraniano. È stato lo stesso Vidal-Quadras, sopravvissuto all’attentato, ad accusare direttamente il governo iraniano. L’autore dell’attentato, arrestato dopo mesi in Belgio, ha dichiarato che l’ordine di porre fine alla vita di Vidal-Quadras è arrivato da “ignoti” come vendetta per la sua attività politica a favore della resistenza iraniana.
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