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Triennale. Quasi raggiunto l’accordo il nuovo presidente: Vincenzo Trione, docente e curatore d’arte

29 aprile 2026|Tiziana Ricci
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Vincenzo Trione

Non ci saranno altre proroghe, almeno così sembra. Si avvicina dunque la scadenza del bando del Comune fra il 5 e il 7 maggio e in pole position sembra esserci Vincenzo Trione, frutto di un eventuale accordo tra ministro Giuli, che propone, e sindaco Sala. Trione, docente di storia dell’arte contemporanea allo IULM, curatore della mostra in corso a Palazzo Reale sulla Metafisica, che mette in evidenza le sue doti di curatore, capace di avere una visione e una competenza in varie discipline: arte, architettura, cinema, musica e design. Indubbio talento che lo ha favorito. Ha lavorato poi 7 anni come direttore nel Dipartimento di Ricerca e Formazione al Museo Madre di Napoli. È stato, inoltre, alla presidenza della scuola di beni e attività culturali col ministro Franceschini e, tra le tante cose, anche curatore del Padiglione italiano alla Biennale di Venezia del 2015. Un bel curriculum, dunque, anche se molti avrebbero preferito una competenza più vicina all’ambito dell’architettura, dell’urbanistica, del design. Ma lo dicevamo, si tratta, e lo constatiamo, di equilibri politici e la competenza non è certo la prima preoccupazione. Riguardo, poi, al consiglio d’amministrazione, queste le regole: il ministro può definire tre nomi, il Comune due, come la Camera di Commercio, e la Regione uno solo. Camera di Commercio e Regione, insieme, un altro nome. Tra i probabili nominati Davide Rampello, già presidente di Triennale in passato, Antonio Calabrò, presidente Assolombarda, e Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano.

 

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