Il fattore Vannacci agita la destra. Meloni attacca l’ex generale, Salvini rischia tutto

Solitamente generoso nelle sue esternazioni social, oggi Matteo Salvini si è invece limitato a twittare uno scontatissimo “Ci manchi Silvio”, per ricordare la morte di Berlusconi, esattamente tre anni fa. Del resto, il leader leghista ha ben poco da twittare. Tra indagini che coinvolgono persone a lui vicine, il drenaggio di consensi e militanti da parte di Roberto Vannacci e il fuoco amico interno alla Lega, Salvini sta attraversando il periodo più buio della sua carriera politica.
La resa dei conti interna, dopo il consiglio federale straordinario di mercoledì scorso, è stata solo rimandata, e la prossima settimana i nodi verranno al pettine. La via d’uscita per il segretario leghista è una sola, come da indicazioni dell’ala nordista del movimento: recuperare centralità nell’azione di governo. Per nulla facile, visto che la richiesta di un suo ritorno al Viminale, su cui puntano i governatori del Nord, è stata respinta senza appello da Giorgia Meloni.
La modifica dell’assetto nella Lega, con la creazione di un modello bavarese che dia massima autonomia al nord, alla guida di Luca Zaia, porterebbe a un Salvini altamente depotenziato, e aumenterebbe i malumori dei leghisti del centro sud, ormai gli unici fedeli al Capitano. Strada quindi esclusa. A tutto questo si aggiunge il sempre maggior successo di Roberto Vannacci, che aumenta nei sondaggi (arrivando a tallonare la Lega) e sta drenando militanti e iscritti in tutta la destra. Un fattore che, in vista delle politiche del prossimo anno, agita le acque nella coalizione, e che ormai anche Giorgia Meloni sa di non poter evitare, come dimostrato dall’attacco diretto ai vannacciani di ieri in Parlamento.
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