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Ariana Grande contro Trump: l’ennesima artista usata per aumentare i clic

14 giugno 2026|Riccardo Stoppa
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Ariana Grande

Immaginate di aprire Tiktok e ritrovarvi un video postato dall’account della Casa Bianca con persone in manette e in catene, arrestate dagli agenti dell’Ice. La didascalia recita: “Bye bye, il presidente Trump ha creato il confine più sicuro della storia”. A condire il tutto, la canzone Bye di Ariana Grande. Ora immaginate di essere Ariana Grande, che non ha mai autorizzato quest’uso della sua canzone. Lei l’ha fatto sapere con un commento in cui ha chiesto “per favore” di non usare la sua musica per “questa barbara, atroce e disumana assurdità”. Grande è stata gentile, ma Tiktok è molto severo sull’uso di canzoni per video con fini politici, soprattutto se postati da account istituzionali. Così, la Casa Bianca ha silenziato il video. Ma ormai aveva già ottenuto ciò che voleva, ovvero traffico sul suo canale social.

La lista dei musicisti che si sono opposti all’uso delle loro canzoni da parte di Trump è così lunga da avere una propria pagina su Wikipedia. Già dalla campagna del 2016 artisti come Adele, gli Aerosmith e Bruce Springsteen avevano chiesto all’allora candidato di cambiare colonna sonora ai comizi. Dieci anni dopo, è diventata una strategia comunicativa consolidata. Sui social si chiama «ragebaiting», letteralmente usare la rabbia come esca in cerca di viralità. In questo caso è una pesca a strascico, che usa tutta la cultura pop e che funziona al meglio quando gli artisti rispondono. Tra i loro commenti indignati e quelli dei fan, il post raggiunge platee inesplorate. E se diventa una notizia tanto meglio.

Poi è arrivata l’intelligenza artificiale. Così, nel 2024 Trump ha postato un’immagine di Taylor Swift nei panni dello zio Sam che invitava a votare per lui. Ed era solo l’inizio: oggi, colpisce anche disegnatori e case editrici, storpiando i loro lavori con l’IA. La giapponese Shueisha è l’ultima di una già nutrita schiera di editori che hanno minacciato azioni legali. Qualche giorno fa, infatti, un video ritraeva Trump conciato come il ninja Naruto. Bazzecole, per uno che dopo aver criticato il Papa ha postato un’immagine in cui vestiva i panni di Gesù.

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