L’Unione Europea apre gli aiuti di Stato. Ma l’Italia non può spendere perché non ha i conti in ordine

Di fronte a una crisi economica sempre più pressante, in Europa la Commissione apre a maggiori aiuti di Stato, ma non alla sospensione del patto di stabilità. Due dossier che l’Italia vorrebbe collegare, ma finora invano. Proprio oggi il gabinetto von der Leyen ha dato il via libera a un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dei settori più colpiti dalla crisi energetica, cioè agricoltura, pesca, trasporti e industria ad alta intensità energetica.
Si tratta di una misura che rimarrà in vigore fino alla fine di quest’anno e permetterà ai 27 governi di compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dalle aziende più esposte ai picchi dei prezzi del carburante. Per i piccoli agricoltori, pescatori e trasportatori si potrà anche stanziare una compensazione forfettaria fino a 50.000 € per beneficiario. Qui però si pone una questione urgente per il governo italiano.
Se un paese è in procedura per disavanzi eccessivi secondo il patto di stabilità—come lo è l’Italia, appunto—avrà meno margine di manovra per stanziare aiuti di Stato, a meno che non tagli ulteriormente su altri capitoli di spesa. Viceversa, uno come la Germania, che ha più denaro pubblico da poter spendere, potrà farlo più facilmente. Ma von der Leyen non ha aperto a un possibile allentamento delle misure UE nemmeno stamattina, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento sulle risposte alla crisi.
Semplicemente non ne ha parlato perché, per la Commissione, l’unica condizione per sospendere il patto di stabilità è quella classica: la recessione economica. E ancora non ci siamo.
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