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USA, davanti alla corte suprema il caso sui trattamenti sanitari per gli adolescenti transgender

USA, davanti alla corte suprema il caso sui trattamenti sanitari per gli adolescenti transgender

Quello che avviene in queste ore nell’aula della Corte Suprema di Washington potrebbe avere conseguenze importanti sul futuro dei diritti negli Stati Uniti. La causa in discussione si chiama US v Skrmetti, e riguarda il Tennessee. Lo Stato del Tennessee, a guida repubblicana, ha messo al bando una serie di trattamenti sanitari per gli adolescenti transgender. I minori transgender non possono aver accesso a terapie ormonali e bloccanti della pubertà. La ragione della misura, spiegano le autorità del Tennessee, è quella di tutelare la salute dei minori, che non sarebbero in grado di prendere decisioni così importanti per il loro corpo e il loro futuro, come appunto quelle sulla propria identità di genere. Si tratta di una posizione in contrasto con le indicazioni delle maggiori associazioni di medici americani, che invece ritengono che terapie di quel tipo possano aiutare la salute fisica e mentale di molte giovani persone transgender. E quindi, tre giovani transgender, insieme ai loro genitori, hanno portato il Tennessee in tribunale. Di grado in grado, il caso è arrivato alla Corte Suprema, che ora potrebbe decidere di rimandarlo, per ulteriori revisioni, alle corte inferiori, oppure, ed è questa la preoccupazione di molti gruppi per i diritti, emettere una sentenza. Data infatti la supermaggioranza conservatrice della Corte, sei contro tre, è chiaro che la sentenza potrebbe dare ragione al Tennessee. Tennessee che dice che il bando ai trattamenti ormonali per i giovani transgender vuole difendere proprio i giovani transgender. Eppure, guarda caso, quello che viene proibito ai transgender, non viene proibito ai cisgender, cioè alle persone in cui identità sessuale e di genere coincidono. Ecco un esempio: in Tennessee ai ragazzi cis, maschi, che hanno problemi di pubertà ritardata, si possono prescrivere quei trattamenti ormonali che vengono negati ai giovani transgender. L’amministrazione Biden e l’American Civil Liberties Union hanno affiancato in questa causa i tre giovani transgender. A tutti è chiara del resto una cosa. E cioè che ci si trovi di fronte a una disparità di trattamento, che mina una delle basi del sistema democratico. Quello della equal protection, secondo cui, appunto, ogni persona ha gli stessi diritti, a prescindere da sesso, genere, razza e religione. In questo caso, appunto, le persone cis hanno più diritti, sanitari, delle persone trans. Non si tratta peraltro solo dell’affermazione di una gerarchia di genere. Si tratta anche del fatto, molto più concreto, che migliaia di giovani trans avranno problemi terribili, in termini di salute fisica e mentale. Tra l’altro, il Tennessee non è l’unico stato che sta restringendo i diritti dei giovani trans. Sono 24 gli stati americani che lo stanno facendo. Ma si tratta anche di un’altra cosa. Se si sancisce, con una sentenza, che alcuni giovani hanno più diritti degli altri, si potrà sancire nel futuro che non solo i giovani ma anche gli adulti transgender non hanno diritto all’assistenza sanitaria. Si potrà sancire che gli omosessuali non avranno diritto alla sanità, per problematiche relative al loro essere omosessuali. Si potrà sancire che le donne non avranno diritto alla sanità, per quanto riguarda i loro diritti riproduttivi. Una volta che è stato introdotto, giuridicamente, un principio di differente trattamento, il campo è infinito. Lo ha notato molto bene la giudice Ketannji Brown Jackson, una delle tre liberal della corte, che ha detto che questo caso le ricorda molti casi degli anni 50 e 60, quando si cercava di affermare la possibilità di proibire i matrimoni interraziali. Dopo gli argomenti orali di questi giorni, la sentenza della Corte è attesa per l’anno prossimo. È evidente che la cosa non riguarda solo i transgender ma tutti, minoranze razziali, persone LGBTQ, donne. Intanto, la comunità transgender americana, al centro di un attacco senza precedenti, assiste sgomento, paura, preoccupazione, a quanto sta avvenendo. Ha detto Bamby Salcedo, attivista e president della TransLatin Coalition: Continueremo ad esistere, a dispetto dell’oppressione che ci può venire da questa sentenza.

  • Autore articolo
    Roberto Festa
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    Nuova perizia sul caso Ramy: l’urto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter c’è stato e ha condizionato la traiettoria della moto

    C’è una nuova perizia sul caso di Ramy Elgaml, il giovane di 19 anni morto la notte del 24 novembre 2024 al termine di un inseguimento con i carabinieri. Secondo questa perizia commissionata dai legali della famiglia di Ramy ci sarebbe stato un contatto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter a bordo del quale era seduto Ramy e sarebbe avvenuto in via Ripamonti, prima dell’incrocio con via Quaranta. Quel contatto avrebbe determinato la svolta a sinistra della moto e lo schianto contro il palo del semaforo. Senza quel contatto la moto avrebbe potuto proseguire la sua marcia su via Ripamonti. Una perizia che conferma quanto scritto anche dalla polizia locale nel primo verbale scritto la notte stessa dell’incidente - anche i vigili avevano parlato di un urto poco prima dell’incrocio con via Quaranta - e contrasta con la perizia commissionata dalla Procura, secondo la quale tra auto dei carabinieri e scooter non ci sarebbe stato alcun contatto preliminare. Ma cosa dice nel dettaglio questa nuova perizia? Ascolta l’intervista di Roberto Maggioni all’avvocata della famiglia di Ramy Elgaml, Barbara Indovina.

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    1) I dazi di Trump fanno tremare il mondo. Crollano le azioni statunitensi in borsa, mentre i paesi preparano la reazione. Il presidente francese Macron incontra le imprese più colpite e chiede di sospendere gli investimenti negli stati uniti. (Roberto Festa, Francesco Giorgini) 2) Striscia di Gaza. Verso il piano delle 5 dita. Con la creazione del nuovo corridoio Morag, Israele sembra richiamare il piano ideato da Sharon. 3) Netanyahu in viaggio in Ungheria. Il premier israeliano incontra Orban che non solo non lo arresta, ma annuncia l’uscita del paese dalla Corte Penale Internazionale. (Massimo Congiu) 4) Terremoto in Myanmar. Continua a crescere il bilancio delle vittime. Sono più di tremila mentre i soccorsi e gli aiuti faticano a raggiungere le persone più bisognose. (Paolo Tedesco - Asia Ngo) 5) World Music. Al festival delle Culture di Ravenna arriva “Voci e musica dalla Palestina”. (Marcello Lorrai)

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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