Approfondimenti

L’AIFA blocca un lotto di vaccini di AstraZeneca, la Lombardia guarda ai privati per le vaccinazioni e le altre notizie della giornata

AstraZeneca ANSA

Il racconto della giornata di giovedì 11 marzo 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. L’AIFA blocca un lotto di vaccini di AstraZeneca dopo due decessi sospetti in Sicilia, mentre Danimarca, Svezia e Islanda sospendono del tutto la somministrazione del vaccino. La Lombardia, intanto, si prepara ad appaltare ai privati parte della campagna vaccinale. Il 22 marzo lo sciopero nazionale dei lavoratori dei depositi e delle consegne legati ad Amazon. Il Giappone ricorda il disastro di Fukushima a 10 anni di distanza. Infine, i dati di oggi sull’andamento dell’epidemia da COVID in Italia.

Vaccino di AstraZeneca e casi di trombosi. L’EMA prova a tranquillizzare

Un lotto del vaccino AstraZeneca è stato bloccato oggi in Italia e sempre oggi Danimarca, Svezia e Islanda hanno del tutto sospeso la somministrazione di AstraZeneca.
In Italia si indaga su due morti di due persone che si erano da poco vaccinate con AstraZeneca in Sicilia. In Danimarca invece le autorità hanno dei sospetti su alcuni casi di trombosi segnalati dopo le vaccinazioni. Da qui la misura cautelare che è stata decisa anche da altri paesi.
L’ente europeo per il farmaco, l’EMA, ha subito cercato di tranquillizzare, affermando che non si riscontrano rischi di coaguli superiori alla media nelle persone vaccinate, e che la somministrazione può continuare in attesa delle verifiche.
In realtà ci si deve attendere una sospensione temporanea della somministrazione, anche se breve, dice ai nostri microfoni Antonio Clavenna, capo dell’unità farmaco epidemiologica dell’istituto Mario Negri di Milano:

C’è anche un problema politico, perché la notizia potrebbe creare ritardi nella somministrazione e paure tra i cittadini. Mario Draghi ha avuto una telefonata con la presidente della Commissione Europea, Von Der Leyen. Un brevissimo comunicato alla fine della telefonata recita: “Non sono emerse evidenze tra il vaccino e i casi registrati in Europa”. Si cerca di tranquillizzare quindi anche se le paure sono inevitabili. Il virologo Fabrizio Pregliasco:


 

La Lombardia guarda al privato anche per la campagna vaccinale

Oggi c’è stato un incontro tra governo e regioni sul nuovo piano vaccinale che dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni. Ci si aspetta una centralizzazione della campagna, con direttive che quantomeno riducano le differenze tra i diversi modi in cui viene portata avanti nelle varie zone d’Italia. Tra i punti da chiarire quello della possibile vaccinazione dei lavoratori all’interno delle aziende, su cui in Lombardia la Regione e Confindustria hanno già firmato un accordo.
Al momento il nuovo piano nazionale – che però non è stato ancora approvata in modo definitivo – prevederebbe che le dosi possano andare alle imprese solo quando saranno state vaccinate tutte le persone sopra i 60 anni, quelle particolarmente fragili e categorie come insegnanti e militari.
Uno degli effetti del patto tra Regione Lombardia e Confindustria è che i privati stanno iniziano a proporsi alle aziende per iniettare loro, a pagamento, le dosi fornite dalla stessa Regione.

(di Roberto Maggioni)

La delibera che potete leggere a questo indirizzo permetterà alle aziende di costituire in maniera autonoma un ulteriore canale di somministrazione delle vaccinazioni anti-Covid19“. Inizia così la mail che il centro medico Santagostino, uno dei principali centri medici privati milanese, sta mandando alle aziende a cui in questi mesi ha fornito tamponi e test sierologici, proponendo il vaccino anti-COVID.
Un po’ come avvenuto proprio con i tamponi, i test sierologici e il vaccino antinfluenzale: il sistema pubblico potrebbe affidare una fetta della torta al privato.
Perché in Lombardia esiste il sistema sanitario misto pubblico-privato frutto di 30 anni di governi di centro destra che hanno finanziato il privato a scapito del pubblico.
E il pubblico appalta sistematicamente pezzi di sanità al privato. Lo chiamano “modello lombardo”.
Quando sarà possibile, questo canale parallelo privato si attiverà. Dove prenderanno le dosi i privati? Dalla Regione, dice il centro medico nella mail.
E propone già anche delle tariffe: 15 euro a inoculazione per lotti superiori a 400 unità, 20 euro per lotti più piccoli.
Sembra essere la stessa storia che qui in Lombardia abbiamo visto proprio con i vaccini antinfluenzali: le dosi c’erano, il sistema regionale ne distribuiva una parte, l’altra andava ai privati. Chi era in coda con il sistema pubblico è rimasto in coda ad aspettare, altri che hanno pagato hanno avuto la dose prima di loro. È un modello che apre scenari inquietanti pensandolo anche col vaccino anti-COVID. Il Governo consentirà questa sorta di liberalizzazione in salsa lombarda? 

Enrico Letta torna a Roma. Pronto a guidare il PD?

(di Anna Bredice)

Da Parigi dove si trovava in questi ultimi anni, Letta è tornato oggi a Roma. Su Twitter fa sapere di essere tornato per tenere una lezione al King’s College, in realtà ad attenderlo ci saranno anche incontri più da vicino con il partito che nel 2014, con Renzi che prese il suo posto, lo cacciò via.
Ora in molti vogliono che prenda la guida di un Pd diviso tra correnti diverse che non riescono a trovare una sintesi dopo le dimissioni di Zingaretti.
Domani scadono le 48 ore che letta si è dato per dire sì o no. Certo, è tentato di tornare a fare il segretario del partito Democratico, in questo momento così difficile, con Draghi a Palazzo Chigi sarebbe una sfida e un incarico importante, ma da Via del Nazareno gli arrivano opinioni, propositi e in alcuni casi vere e proprie condizioni che potrebbero limitare la sua libertà di manovra.
Zingaretti oggi ha scritto una lettera per passare a lui il testimone, “è la soluzione più forte scrive, e la migliore garanzia per un rilancio di un partito popolare ed europeo, io ci sarò sempre, aggiunge”, ma ciò che Zingaretti non scrive lo dicono quelli vicini al segretario appena dimesso: vorrebbero che Enrico Letta portasse avanti il progetto di Zingaretti, “Piazza grande”, l’idea di un’alleanza larga e progressista a sinistra. Ma su questo Letta ancora non si è pronunciato, nel recente passato ha spesso apprezzato alcune scelte dei Cinque stelle, mentre con Renzi è quasi certo che pesino ancora molto le vicende del passato.
Sul fronte opposto, Base riformista, gli ex renziani nel Pd, attendono di capire che cosa sceglierà ma in molti chiedono che si svolga presto un Congresso, dopo le amministrative, e la richiesta, per quanto legittima, potrebbe bloccare la strada a Letta, perché non lascerebbe certo Parigi per tornare a guidare un partito per soli sei mesi, facendosi logorare fino ad allora e precludendo ogni altro ruolo futuro.

Salta il confronto con Amazon. Sciopero dei lavoratori il 22 marzo

Uno sciopero nazionale dei lavoratori dei depositi e delle consegne legati ad Amazon. Lo hanno proclamato oggi Cgil, Cisl e Uil di categoria per il 22 marzo, parlando di “indisponibilità cronica a un confronto” da parte della multinazionale, che ha smentito parlando di due incontri organizzati a gennaio. Alessandro Principe ha intervistato Michele De Rose, segretario nazionale della Filt-Cgil:


 

10 anni dopo il disastro di Fukushima

Dieci anni dopo, il Giappone ricorda il disastro di Fukushima. Alle 14.46 ora locale, momento esatto in cui nel 2011 si verificò il sisma, le persone in tutto il paese hanno osservato un minuto di silenzio per ricordare le oltre 15mila vittime, mentre le sirene suonavano lungo i litorali della regione del Tokoku, sul versante nord orientale del Giappone, luogo del disastro:

Dieci anni dopo, gli effetti del disastro nucleare sono ancora visibili, e i tentativi di decontaminare l’aria sembrano essere falliti. Le operazioni di bonifica continueranno almeno fino al 2050, ma le conseguenze a lungo termine sono ancora in parte sconosciute. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Onufrio, direttore di Green Peace Italia:


 

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Oggi in Italia sono stati accertati 25.673 casi di coronavirus ed è risultato positivo il 6,9% delle persone che hanno fatto il tampone, una percentuale in aumento rispetto a ieri. Le morti comunicate nell’ultima giornata sono 373 e continua a crescere il numero di persone ricoverate: oggi sono 32 in più in terapia intensiva e 365 in più negli altri reparti COVID. Intanto continua l’attesa per le nuove restrizioni che il governo dovrebbe approvare nei prossimi giorni, e che potrebbero entrare in vigore da lunedì. Tra le misure previste la zona rossa automatica se si superano i 250 contagi ogni 100mila abitanti e limitazioni da fascia arancione in tutta Italia durante i fine settimana. Domani è atteso anche il monitoraggio settimanale di Ministero e Istituto Superiore di Sanità, col possibile cambio di colore per alcune regioni. Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lazio potrebbero entrare in zona rossa.

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