Approfondimenti

Ran Baratz, portavoce di polemiche

Doveva migliorare l’immagine del governo israeliano nel mondo.

In realtà, la nomina di Ran Baratz a direttore della comunicazione e portavoce di Benjamin Netanyahu sta suscitando un’ondata di polemiche che non sembra fatta per facilitare la comunicazione tra Israele e il mondo.

Ran Baratz, 42 anni, ha un Ph.D in filosofia, ha fondato MIDA, un sito conosciuto per la sua ideologia neoconservatrice e libertarian, vive in una colonia in Cisgiordania. In un post su Facebook, la settimana scorsa, ha dileggiato il presidente israeliano Reuven Rivlin, figura largamente simbolica ma molto rispettata nel paese, per la sua abitudine di viaggiare in classe economica, quando prende l’aereo.

“E’ del tutto marginale”, quindi non ci sono preoccupazioni per la sua sicurezza, ha scritto Baratz, aggiungendo che Rivlin “potrebbe essere paracadutato in Siria”, dove lo Stato Islamico sarebbe pronto a ritirarsi se solo Israele si riprendesse Rivlin.

Sempre Facebook ha ospitato altri giudizi piuttosto controversi di Baratz. Dopo il discorso di Netanyahu al Congresso americano, lo scorso marzo – quando il primo ministro israeliano aveva cercato di convincere l’America a non stipulare l’accordo sul nucleare con l’Iran – Baratz scrisse che l’atteggiamento di Barack Obama “rappresenta il moderno antisemitismo dei Paesi liberali”.

Obama aveva condannato il “ripetuto veleno antisemita” dell’Iran, ma aveva anche detto che non c’erano alternative a un accordo.

L’obiettivo polemico privilegiato di Baratz è comunque John Kerry, responsabile della politica estera americana. Sul suo sito, MIDA, che vole offrire informazioni e punti di vista “non scontati”, Baratz ha definito “comiche” le dichiarazioni fatte da Kerry in occasione dell’inizio del Ramadan, equiparandole a quelle di una persona “con il livello mentale di un dodicenne”.

Dopo la nomina di Baratz a responsabile della comunicazione di Netanyahu, molti media israeliani sono comunque andati a scavare anche più a fondo. E hanno trovato che nel 2004 Baratz, che non è religioso, scrisse della speranza di “costruire un Terzo Tempio”. Proprio le tensioni attorno al Monte del Tempio, o Spianata delle Moschee, hanno contribuito al riesplodere degli scontri tra forze israeliane e palestinesi.

Baratz è stato nominato da Netanyah soltanto mercoledì. Dopo un primo, timido tentativo di difendere il nuovo responsabile della comunicazione, e di fronte alle proteste ferme che sono arrivate da Washington, il governo israeliano ha promesso di “riconsiderare la nomina di Baratz”. La settimana prossima Netanyahu è in visita a Washington; il dossier tra Gerusalemme e l’amministrazione americana appare già affollato di problemi e incomprensioni e non sembra opportuno aggiungerne altri.

Baratz, da parte sua, è ricorso ancora una volta a Facebook per scusarsi per i “commenti malevoli” e per non aver informato il primo ministro Netanyahu di quanto aveva scritto nel passato. Baratz ha cercato di giustificarsi, spiegando che si tratta di cose scritte “in modo frivolo, divertito, in un tono adatto a un social network”. La sua sorte, secondo fonti vicine al governo israeliano, dovrebbe essere comunque decisa.

Al ritorno da Washington, Netanyahu revocherà la sua nomina.

In Israele la vera questione, per molti, è però un’altra. E cioè: come un polemista di destra, autore di attacchi così decisi, espliciti, incondizionati all’establishment israeliano e internazionale, possa essere stato designato per un ruolo così delicato, di comunicazione, soprattutto con la stampa internazionale.

Secondo alcuni, la nomina è il segnale della cecità del primo ministro di fronte al progressivo isolamento internazionale del suo Paese. Del resto, di recente, lo stesso Netanyahu è stato protagonista di uscite clamorose, che lui stesso, poco dopo, ha dovuto rettificare. Per esempio, quella secondo cui il Mufti di Gerusalemme, e non Hitler, sarebbe il vero responsabile della soluzione finale.

Secondo altri, per esempio Mitchell Barak, consulente politico, le mosse di Netanyahu hanno invece uno scopo e un senso deliberati. Servirebbero a mostrare al mondo che lui e il suo governo non deflettono, non tengono in grande considerazione le critiche della comunità internazionale, hanno scelto di mettere ormai completamente da parte l’ipotesi di creazione di uno Stato palestinese.

In questo senso andrebbero due recenti decisioni del gabinetto di Netanyahu – e cioè la nomina di un ambasciatore all’ONU e di un vice-ministro degli esteri esplicitamente contrari alla soluzione dei due Stati -; oltre che la scelta di Ran Baratz, versione “accademica” di Netanyahu, come responsabile della comunicazione.

  • Autore articolo
    Roberto Festa
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio giovedì 15/01 07:29

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 15-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve giovedì 15/01 09:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 15-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di giovedì 15/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 15-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di giovedì 15/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 15-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    A come Atlante di giovedì 15/01/2026

    Trasmissione trisettimanale, il lunedì dedicata all’America Latina con Chawki Senouci, il mercoledì all’Asia con Diana Santini, il giovedì all’Africa con Sara Milanese.

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 15-01-2026

  • PlayStop

    FABRIZIO BOZZETTI - MARGHERITA DEI RIBELLI

    FABRIZIO BOZZETTI - MARGHERITA DEI RIBELLI - presentato da Ira Rubini

    Note dell’autore - 15-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di giovedì 15/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 15-01-2026

  • PlayStop

    Strage di Lampedusa: identificata la vittima 186

    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

    Clip - 15-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di giovedì 15/01/2026

    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 15-01-2026

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di giovedì 15/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 15-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di giovedì 15/01/2026

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 15-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Giornali e commenti di giovedì 15/01/2026

    La mattina inizia con le segnalazioni dai quotidiani e altri media, tra prime pagine, segnalazioni, musica, meteo e qualche sorpresa.

    Presto Presto – Giornali e commenti - 15-01-2026

Adesso in diretta