Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di lun 09/12 delle ore 08:00

    GR di lun 09/12 delle ore 08:00

    Giornale Radio - 12/09/2019

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di lun 09/12

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 12/09/2019

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di lun 09/12 delle 07:16

    Metroregione di lun 09/12 delle 07:16

    Rassegna Stampa - 12/09/2019

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 09/12 (terza parte)

    Fino alle otto di lun 09/12 (terza parte)

    Fino alle otto - 12/09/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 09/12 (seconda parte)

    Fino alle otto di lun 09/12 (seconda parte)

    Fino alle otto - 12/09/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 09/12 (prima parte)

    Fino alle otto di lun 09/12 (prima parte)

    Fino alle otto - 12/09/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 09/12

    Fino alle otto di lun 09/12

    Fino alle otto - 12/09/2019

  • PlayStop

    Reggae Radio Station di dom 08/12

    Reggae Radio Station di dom 08/12

    Reggae Radio Station - 12/09/2019

  • PlayStop

    Prospettive Musicali di dom 08/12 (prima parte)

    Prospettive Musicali di dom 08/12 (prima parte)

    Prospettive Musicali - 12/08/2019

  • PlayStop

    Prospettive Musicali di dom 08/12 (seconda parte)

    Prospettive Musicali di dom 08/12 (seconda parte)

    Prospettive Musicali - 12/08/2019

  • PlayStop

    Prospettive Musicali di dom 08/12

    Prospettive Musicali di dom 08/12

    Prospettive Musicali - 12/08/2019

  • PlayStop

    Sacca del Diavolo di dom 08/12

    Sacca del Diavolo di dom 08/12

    La sacca del diavolo - 12/08/2019

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 08/12 (terza parte)

    Sunday Blues di dom 08/12 (terza parte)

    Sunday Blues - 12/08/2019

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 08/12 (seconda parte)

    Sunday Blues di dom 08/12 (seconda parte)

    Sunday Blues - 12/08/2019

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 08/12 (prima parte)

    Sunday Blues di dom 08/12 (prima parte)

    Sunday Blues - 12/08/2019

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 08/12

    Sunday Blues di dom 08/12

    Sunday Blues - 12/08/2019

  • PlayStop

    Bollicine di dom 08/12 (seconda parte)

    Bollicine di dom 08/12 (seconda parte)

    Bollicine - 12/08/2019

  • PlayStop

    Bollicine di dom 08/12 (prima parte)

    Bollicine di dom 08/12 (prima parte)

    Bollicine - 12/08/2019

  • PlayStop

    Bollicine di dom 08/12

    Bollicine di dom 08/12

    Bollicine - 12/08/2019

  • PlayStop

    Domenica Aut di dom 08/12

    Domenica Aut di dom 08/12

    DomenicAut - 12/08/2019

  • PlayStop

    Italian Girl di dom 08/12

    Italian Girl di dom 08/12

    Italian Girl - 12/08/2019

  • PlayStop

    50 Special di dom 08/12

    50 Special di dom 08/12

    50 Special - 12/08/2019

  • PlayStop

    Pop Cast di dom 08/12

    Pop Cast di dom 08/12

    PopCast - 12/08/2019

Adesso in diretta

Approfondimenti

Ecco chi evitò il fallimento del Barça

Ci sono tanti muri a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord. Ci sono quelli di cemento e acciaio che dividono i quartieri cattolici da quelli protestanti: circa 40 nella sola capitale, quasi 90 nelle sei contee dell’Irlanda del Nord. E poi ci sono i muri invisibili alimentati da decenni di guerra civile e odio tra le due comunità. I secondi stanno lentamente e inesorabilmente crollando, anche se i troubles, il conflitto nordirlandese che ha insanguinato le contee nordirlandesi (e non solo), con i tremila morti di questo conflitto pesano ancora sulle comunità.

La fotografia del presente è offerta dalle Peace Lines, Linee di Pace. Sono muri, barriere, cancelli, strade interrotte, checkpoint militari e zone di coprifuoco controllate dalla polizia, come se fosse ancora in guerra. Tagliano in due i quartieri più caldi di Belfast, Shankill, Ardoyne, Short Strand, aree di interfaccia, per utilizzare il termine tecnico con cui vengono definite, localizzate nei “punti territoriali con forti connotazioni politiche, etniche e religiose“. Uno di questi Peace Line è nelle adiacenze di Falls Road, una lunga via i cui muri sono impreziositi da decine di murales.

Tra questi uno immortala Lionel Messi, il calciatore del Barcellona recente Pallone d’Oro 2015. Vicino a lui l’effige di un altro calciatore, molto meno famoso (tranne che a Belfast). È Patrick O’Connell, un ex calciatore irlandese, classe 1887, originario di Dublino. Prima di giocare nel Manchester United, e successivamente diventare allenatore del Barcellona, O’Connell indossò la maglietta bianco verde del Belfast Celtic. Formazione filo-irlandese, cattolica e indipendentista, per anni fu protagonista della partita più accesa dell’Irish League (storica lega calcistica nata solo due anni dopo la Football League inglese).

Acerrimo rivale del Belfast Celtic era il Linfield Fc, protestante, filo-britannico e unionista. La partita era l’unica al mondo programmata fin dall’anno prima e si giocava nello Windsor Park nel “Boxing Day”, Santo Stefano. L’ultima venne disputata il 26 dicembre del 1948 e più che per il risultato il match è passato alla storia per la rissa sanguinosa che coinvolse calciatori e pubblico.

Il Belfast Celtic, dopo 56 titoli vinti in 58 anni di vita, cessò di esistere dopo quella partita anche se il mito del Belfast Celtic continua a vivere nei 15 ritrovi ufficiali che ancora oggi vivono (e lottano) a Belfast. Patrick O’Connell fu un pilastro di quella squadra, e sul murale di Falls Road è ritratto accanto a Lionel Messi. Il murale è parte integrante di una campagna che chiede di erigere nel cimitero di Belfast un memorial che sostituisca la tomba senza nome dove riposano le spoglie di i Patrick O’Connell, oggi custodite a Kensal Road, un cimitero di Londra.

O’Connell è ritratto con Messi per il semplice motivo che “la pulce” oggi ha una squadra solo perché O’Connell impedì al Barcellona di estinguersi. Oggi è una delle squadre più ricche al mondo e può sembrare incredibile che gli sia mai capitato di essere una sorta di Parma dell’anno scorso, ovvero una squadra sull’orlo del fallimento. Va ricordato però che quando accadde erano anni particolari. Si era a metà degli anni ’30 e la Liga venne sospesa perché in Spagna era in corso la Guerra Civile. Alcuni team per non rimanere fermi decisero di partecipare alla Liga Mediterranea.

Il Barcellona, allenato da O’Connell, nel 1937 grazie all’intraprendenza del suo coach ricevette la proposta di portare la squadra oltre oceano per una serie di esibizioni in Messico e negli Stati Uniti. In cambio di 15000 dollari, più la copertura di tutte le spese, O’Connell (Don Patricio per gli spagnoli) accettò, rimpinguando corposamente le esangui casse dei blaugrana, che con gli introiti della tournèe oltre Atlantico riuscirono a pagare i debiti pregressi.

È vero che dalla tournèe dei 16 calciatori partiti dalla Catalogna ne tornarono in patria solo quattro (gli altri decisero di appendere le scarpette bullonate a un chiodo ed iniziarono una carriera da emigrante), ma è altrettanto vero che senza l’idea (e l’intraprendenza) di Patrick O’Connell, il trio delle meraviglie formato da Messi, Neymar e Suarez non sarebbe mai esistito.

Sul blog di Onde Road (onderoad.radiopopolare.it) il podcast della puntata su Belfast: murales, cimiteri, George Best, Patrick O’Connell e il Van Morrison Trail.

  • Autore articolo
    Claudio Agostoni
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni