Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di mar 21/01 delle ore 22:31

    GR di mar 21/01 delle ore 22:31

    Giornale Radio - 22/01/2020

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mar 21/01

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 22/01/2020

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mar 21/01 delle 19:49

    Metroregione di mar 21/01 delle 19:49

    Rassegna Stampa - 22/01/2020

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Stile Libero di mar 21/01

    Stile Libero di mar 21/01

    Stile Libero - 22/01/2020

  • PlayStop

    Notte Vulnerabile di mar 21/01

    Notte Vulnerabile di mar 21/01

    Notte vulnerabile - 22/01/2020

  • PlayStop

    L'altro martedi' di mar 21/01

    L'altro martedi' di mar 21/01

    L’Altro Martedì - 22/01/2020

  • PlayStop

    Wi-Fi Area del mar 21/01

    Wi-Fi Area del mar 21/01

    Wi-fi Area - 22/01/2020

  • PlayStop

    Ora di punta di mar 21/01 (prima parte)

    Ora di punta di mar 21/01 (prima parte)

    Ora di punta – I fatti del giorno - 22/01/2020

  • PlayStop

    Ora di punta di mar 21/01 (seconda parte)

    Ora di punta di mar 21/01 (seconda parte)

    Ora di punta – I fatti del giorno - 22/01/2020

  • PlayStop

    Esteri di mar 21/01

    Esteri di mar 21/01

    Esteri - 22/01/2020

  • PlayStop

    Ora di punta di mar 21/01

    Ora di punta di mar 21/01

    Ora di punta – I fatti del giorno - 22/01/2020

  • PlayStop

    Malos di mar 21/01 (prima parte)

    Malos di mar 21/01 (prima parte)

    MALOS - 22/01/2020

  • PlayStop

    Malos di mar 21/01 (seconda parte)

    Malos di mar 21/01 (seconda parte)

    MALOS - 22/01/2020

  • PlayStop

    Malos di mar 21/01

    Malos di mar 21/01

    MALOS - 22/01/2020

  • PlayStop

    Due di due di mar 21/01 (prima parte)

    Due di due di mar 21/01 (prima parte)

    Due di Due - 22/01/2020

  • PlayStop

    Due di due di mar 21/01 (seconda parte)

    Due di due di mar 21/01 (seconda parte)

    Due di Due - 22/01/2020

  • PlayStop

    Cult di mar 21/01 (seconda parte)

    ira rubini, cult, giuseppe miale di mauro, dodici baci sulla bocca, compagnia nest, elfo puccini, cesare picco, alchemy, connected, marco…

    Cult - 22/01/2020

  • PlayStop

    Cult di mar 21/01 (prima parte)

    ira rubini, cult, giuseppe miale di mauro, dodici baci sulla bocca, compagnia nest, elfo puccini, cesare picco, alchemy, connected, marco…

    Cult - 22/01/2020

  • PlayStop

    Due di due di mar 21/01

    Due di due di mar 21/01

    Due di Due - 22/01/2020

  • PlayStop

    Jack di mar 21/01 (seconda parte)

    Jack di mar 21/01 (seconda parte)

    Jack - 22/01/2020

  • PlayStop

    Jack di mar 21/01 (prima parte)

    Jack di mar 21/01 (prima parte)

    Jack - 22/01/2020

  • PlayStop

    Radio Session 21-01-20

    a cura di Vic White

    Radio Session - 22/01/2020

  • PlayStop

    Considera l'armadillo mar 21/01

    Considera l'armadillo mar 21/01

    Considera l’armadillo - 22/01/2020

Adesso in diretta

Approfondimenti

Il discorso di Mattarella: la scossa che non arriva

Il Presidente Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno

Non ci si attendeva certo una scossa dal discorso alla Nazione del Presidente della Repubblica, un evocare azioni politiche forti per uscire dallo stallo in cui l’Italia giace come rassegnata, con poche eccezioni. Eppure, le parole di Sergio Mattarella sono state estremamente prudenti. Forse troppo.

Parole di buon senso che, sia chiaro, avercene in questo periodo storico in cui una destra radicale, anche se relegata all’opposizione, mostra la sua aggressività e raccoglie ampi consensi tra gli italiani.

Parole di buon senso che narrano di un’Italia solidale, inclusiva, laboriosa. Dove i giovani sono protagonisti, dove si è attenti ai deboli. Dove si ha speranza per il futuro.

Parole che sarebbero valide sempre, in ogni stagione. I problemi urgenti però sono rimasti fuori dal Quirinale e dalle case degli italiani. Le grandi e crescenti diseguaglianze sociali. La crisi economica da cui l’Italia non è mai uscita a differenza di tutti gli altri Paesi occidentali. Una società bloccata, che invecchia.

Una realtà da cui i giovani continuano a fuggire andando all’estero e dove non si fanno più figli, come ha certificato ancora una volta l’Istat solo due giorni prima del discorso di fine anno.

Fatta salva l’emergenza climatica, la politica è la grande esclusa dal discorso del Capo dello Stato. Esclusi il Governo, il Parlamento, ai partiti. Eppure, nell’anno che ci lasciamo alle spalle, di cose ne sono accadute.

La segretaria di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha lodato le parole di Mattarella definendole “di alto profilo” e questa è una cartina di tornasole di come Mattarella si sia tenuto volutamente alla larga dal conflitto (silenzio invece della numero uno della formazione di destra sul pestaggio di un parlamentare di sinistra, Arturo Scotto, picchiato da un manipolo di fascisti in piazza San Marco, a Venezia, allo scoccare della mezzanotte. Loro urlavano slogan contro Anna Frank, lui aveva cercato di zittirli. Le botte, la fuga nel classico stile fascista).

Concordia tra tutti, speranza per il futuro, buoni sentimenti. Conflitto a zero. Forse non ci si sarebbe potuti aspettare di più da un Presidente che, nel solco della sua cultura, gioca il ruolo di chi cerca di attenuare il più possibile le mai sopite tensioni che attraversano il Paese, nemmeno dopo il fatto politico principale del 2019, la caduta repentina e inaspettata del governo egemonizzato dalla Lega, e la nascita del governo Conte bis.

Le conseguenze importanti di questo fatto politico sono rimaste fuori dal discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Il Conte bis tiene insieme una maggioranza che sta dando l’impressione di esistere solo per evitare le elezioni e al tempo stesso arrivare ad eleggere proprio il successore di Mattarella nel 2022 e forse la chiave per comprendere il senso del discorso di Mattarella sta qui: fino a oggi, la scossa di cui avrebbe bisogno l’Italia non l’ha data chi ha la primaria responsabilità di darla, il nuovo Governo nato ai primi di settembre, dopo l’estate del Papeete.

Eppure, per tornare ad avere quella speranza per il futuro evocata da Mattarella, le risposte ai problemi del Paese sono necessarie e urgenti. Altrimenti non solo i giovani continueranno a emigrare, non solo non si faranno più figli, non solo le diseguaglianze continueranno ad aumentare mentre l’economia resterà al palo. Ma la destra radicale che si cerca di esorcizzare continuerà ad avere successo.

Foto | Quirinale

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni