SIRIA

I raid russi non solo su Aleppo

mercoledì 16 novembre 2016 ore 06:00

“Dite al mondo che siamo tornati all’inferno”. In queste ore molti cittadini di Aleppo scrivono queste parole sui social network. I quartieri orientali della città, sotto assedio da tempo, non ricevono aiuti dalla scorsa estate. La rete è il loro unico contatto con il mondo esterno.

Il regime aveva invitato ribelli e popolazione civile a lasciare la città. In modo da poter entrare senza problemi, come fatto in altri centri del paese. Ma quasi nessuno è andato via. Nessuno si fida di Assad. Finito questo periodo di stop, durato più di due settimane, la campagna per strappare Aleppo ai ribelli è quindi ripresa e sembra essere entrata nella fase finale. Lo confermerebbero anche le mosse russe.

Mosca ha usato per la prima volta le navi appena arrivate al largo della costa siriana nel Mediterraneo. Da lì sono partiti missili e caccia. I russi hanno detto di aver colpito postazioni dell’ISIS e di altre organizzazioni terroristiche. I raid si sono concentrati sulle province di Homs e Idlib, la roccaforte dell’opposizione armata.

Le operazioni militari sono cominciate dopo una telefonata tra Putin e Trump, nella quale si è parlato anche di Siria. Secondo il Cremlino i due avrebbero concordato una maggiore cooperazione contro il terrorismo.

La ripresa dei raid su Aleppo potrebbe anticipare la ripresa della campagna di terra dell’esercito siriano e dei suoi alleati sul campo. La campagna era stata interrotta diverse settimane fa. Adesso sembrerebbe che ci siano le condizioni per andare avanti.

Il fatto che la Russia stia colpendo anche in altre zone, dicevamo Homs e Idlib, vuol dire che quella che sta per cominciare sarà sicuramente una campagna massiccia, che non si concentrerà solo sull’ISIS. Nella città di Aleppo e nella provincia di Idlib non ci sono miliziani dello Stato Islamico. A Homs la loro presenza è decisamente minoritaria.

In Siria, nelle zone controllate dai ribelli, criticano da tempo l’immobilismo americano. Trump non si spenderà nemmeno a parole per l’opposizione siriana. Difficile che a questo punto il regime non riesca a riprendere il controllo di tutta la città di Aleppo, l’ultimo grande centro urbano ancora in mano, seppur parzialmente, all’opposizione.

Aggiornato giovedì 17 novembre 2016 ore 15:58
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