il medico di lampedusa

“L’Europa faccia di più per i migranti”

lunedì 03 ottobre 2016 ore 10:02

A Lampedusa oggi commemorazioni per i tre anni dalla strage in cui morirono almeno 366 migranti. Un peschereccio affondò a mezzo miglio dalla costa e nelle settimane seguenti Enrico Letta lanciò Mare nostrum. L’operazione di soccorso non fu rinnovata dal governo di Matteo Renzi, ma i salvataggi nel Mediterraneo sono continuati, così come i naufragi.

“Quella strage, quella mattina, è stata veramente una tragedia immane – ci dice il medico Pietro Bartolo, che ha curato moltissimi migranti arrivati sull’isola. – È stato un giorno che ha segnato un po’ la vita dei lampedusani, penso anche quella degli italiani, e in modo particolare la mia. Ho dovuto assistere alle ispezioni su 366 corpi, 366 persone, ognuna con dietro le spalle una storia di sofferenze, di violenze”.

Queste morti, aggiunge Bartolo – che è stato anche protagonista del film Fuocoammare –  non devono essere avvenute invano. “Ci devono far riflettere, far capire che parliamo di persone come noi, da accogliere e aiutare. Malgrado gli sforzi fatti dall’Italia, ma anche da Frontex, purtroppo le stragi si ripetono. In questo piccolo tratto di mare i migranti continuano a morire per la malvagità dei trafficanti, che li imbarcano su gommoni fatiscenti. Forse l’Europa dovrebbe fare un piccolo sforzo ulteriore, andare a prendere queste persone ed evitare le morti di bambini e di donne, che fanno tanto male ai lampedusani, all’Italia e spero anche al mondo intero”.

Ascolta l’intervista a Pietro Bartolo

pietro-bartolo

Milano

Aggiornato giovedì 06 ottobre 2016 ore 15:08
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