29 feriti

Isis rivendica il Minnesota ma non NY

domenica 18 settembre 2016 ore 18:30

Paura a New York. Un ordigno è esploso con grande fragore, sconvolgendo il quartiere di Chelsea, nella parte West di Manhattan, e ferendo 29 persone. Un secondo ordigno – una pentola a pressione con un cellulare e dei fili elettrici attaccati – è stato ritrovato poco dopo, ancora inesploso, a quattro isolati di distanza. L’ordigno inesploso è uguale a quello che provocò la morte di numerose persone durante la Maratona di Boston nel 2013

E’ stato un episodio molto grave e sicuramente intenzionale, ma per il momento non ci sono prove specifiche e credibili di legami con il terrorismo, né emergono minacce specifiche per la nostra città”, ha detto il sindaco di New York, Bill De Blasio, accorso subito sul luogo dell’esplosione.

“Ventinove persone sono state ferite – ha proseguito il sindaco – ma per fortuna, tranne un caso, nessuna è in condizioni gravi e nessuna è in pericolo di vita”. De Blasio ha anche ricordato, nel chiaro tentativo di tranquillizzare gli 8 milioni di abitanti della metropoli, che New York è diventata, dopo l’11 settembre, la città meglio attrezzata al mondo, dal punto di vista degli strumenti tecnici e della preparazione delle forze di polizia, per affrontare i pericoli del terrorismo”.

Bombe fatte in casa

Ma chi può aver collocato le bombe? Gli ordigni sono artigianali. Il secondo, quello inesploso è simile a quello che i fratelli Carnaev collocarono ai margini del percorso della Maratona di Boston. Erano dei jihadisti della porta accanto. Entrambi ceceni, figli di rifugiati negli  Stati Uniti erano cresciuti a Boston prima di trovare la strada del radicalismo, spinti dall’emarginazione.  Impararono a costruire gli ordigni che sparsero la morte per le strade di Boston attraverso internet.

Il secondo ordigno è dunque una firma? Le agenzie di sicurezza degli Usa negli ultimi due o tre anni non hanno mai avuto troppa paura del grande attentato sul suolo americano (stile 11 settembre), ma di atti minori, ma non per questo di minor impatto sull’opinione pubblica statunitense.

Nel mirino non ci sono tanto i Foreign Fighters americani che combattono in Siria e Iraq con l’Isis (pochi e tutti controllabili nel loro possibile ritorno a casa), ma piuttosto i cosiddetti Lupi Solitari, singoli individui che si radicalizzano attraverso internet e che poi decidono di agire solitari per colpire, spargendo terrore.

Potrebbe essere questa la spiegazione delle esplosioni di New York? In fondo, gli ultimi gravi attentati (la strage di San Bernardino) hanno avuto questa matrice.

Isis rivendica il Minnesota e non New York

Con il passare delle ore però si intuisce che se è stato un Lupo Solitario era veramente solo: cioè non aveva alcun collegamento di nessun tipo con strutture terroristiche. La prova di tutto ciò arriva dalla stesso Isis. Il Califfato ha rivendicato l’attentato in Minnesota, ma non quello di New York.

Segno che neppure l‘Isis riesce a vedere un matrice jahidista “seria” negli ordigni newyorchesi. Questo non vuol dire che colui o coloro che li hanno fatti esplodere non abbiamo preso come scusa la religione per giustificare il loro atto; significa semplicemente che non sono stati neppure riconosciuti da chi mette il timbro per conto dell’Isis.

Se non dovesse essere una pista jahidista bisogna capire allora cosa è stato. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che sia stato un Lupo Solitario di estrema destra, uno di coloro che seguono l’ideologia della supremazia bianca. Il motivo? Il quartiere dove sono stati collegati gli ordigni sarebbe diventato uno dei luoghi preferiti della comunità gay.

Per adesso bisogna solo aspettare di avere qualche elemento in più per poter decifrare i fatti di New York.

Più facile, invece, decifrare quelli del Minnesota e del New Jersey.

Otto persone sono state ferite in un centro commerciale di St Cloud, città che si trova un centinaio di chilometri a nordest di Minneapolis. L’assalitore era un uomo armato di coltello, ucciso durante l’intervento della polizia. Chiedeva chi fosse musulmano prima di colpire.

L’Isis ha rivendicato. Era un nostro soldato – ha detto un comunicato. Vuole dire che era stato addestrato direttamente dai jihadisti? No. Significa che forse aveva avuto qualche contatto, forse no. Sicuramente era stato ispirato (via internet) a colpire.

L’attacco in Minnesota arriva dalla galassia jihadista.

La bomba contro i marines in New Jersey

E quello in New Jersey?  Nella località balneare di Seaside Park,  dove si doveva tenere la cinque miglia dei Marines, una maratona di beneficienza che raccoglie fondi per i Marines in pensione o malati, un ordigno artigianale è esploso prima del passaggio dei concorrenti.

Non era potente, ma poteva ferire. Per fortuna, la gara era in ritardo. Qui, secondo gli inquirenti, si tratta di terrorismo. Di chi, non si sa, ma l’attacco (che non è stato collegato a quello di New York) è stato considerato più “serio” rispetto alle bombe di Chelsea.

In sintesi, a New York è stato probabilmente un individuo che ha agito da solo e con poca capacità di offendere. In Minnesota, invece, è tato probabilmente qualcuno ispirato dai jahidisti e in New Jersey è più facile vedere il secondo scenario piuttosto che il primo.

 

 

Aggiornato lunedì 19 settembre 2016 ore 16:06
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