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Il Patto per Milano vale 2,5 miliardi

martedì 13 settembre 2016 ore 16:26

E’ un patto che vale 2,5 miliardi quello sottoscritto dal sindaco di Milano Giuseppe Sala e dal presidente del consiglio Matteo Renzi. Soldi che Comune e Governo dovranno trovare per finanziare i maggiori progetti che investiranno Milano nei prossimi 5 anni: dal prolungamento di alcune linee della metropolitana al post Expo, dai lavori di sistemazione del fiume Seveso alla riqualificazione delle periferie.

“Per il momento abbiamo 650 milioni sul biennio 2017-2018” ha specificato Sala. Il resto arriverà, ha fatto capire Renzi, con Fondi europei, governativi e privati.

Con la firma di questo patto Renzi adotta Milano quale città modello su cui investire, la più virtuosa, quella che meglio può rappresentare l’Italia nel mondo. Un brand Milano di cui Renzi parla come fosse una sua creatura, senza fare alcun cenno ai cinque anni di governo Pisapia.

Quello di oggi è il primo passaggio, il secondo sarà a dicembre, quando Sala ha detto di voler presentare in modo dettagliato i progetti su cui la giunta lavorerà nei prossimi quattro anni e mezzo.

Sono sette gli ambiti elencati da Sala su cui ha chiesto impegni al Governo: mobilità, periferie, dissesto idrogeologico, città metropolitana, post Expo, sicurezza e welfare.

Sulla mobilità ci sono il prolungamento della M5 fino a Monza, Sesto e Cinisello, il prolungamento della M1 verso Baggio/Muggiano, la metrotranvia da Certosa a Cascina Gobba, l’adeguamento della M2. Ci sono anche l’acquisto di 15 nuovi treni e di 40 bus elettrici.

Su edilizia e periferie ci sono progetti per 174 milioni, 30 già finanziati, gli altri da trovare tra Comune, Governo e privati.

Sul dissesto idrogeologico ci sono le vasche di laminazione per contenere le esondazioni del fiume Seveso e la pulizia del corso d’acqua. Lavori per 151 milioni “e in due anni avremo quasi risolto il problema” ha detto Sala.

Uno dei tasti dolenti è la città metropolitana. Mancavano 45 milioni per chiudere il bilancio, secondo quanto detto nei giorni scorsi dal vicesindaco Eugenio Comincini: ne arriveranno 25. Secondo Sala, attraverso una razionalizzazione delle spese saranno sufficienti a chiudere il bilancio.

Poco è stato detto sul post Expo, se non che per attirare le aziende Governo e Comune sono pronti a trasformare Cardo e Decumano in una No Tax Area, una zona economica speciale a tassazione zero. Per quanto riguarda Human Technopole e il nuovo Campus Universitario Statale bisogna aspettare la presentazione del Dpcm (il decreto del presidente del consiglio dei ministri) nei prossimi giorni, dove – ha detto Renzi – ci sarà anche un capitolo sul post Expo.

Ultimi due capitoli quelli di sicurezza e welfare. Sul primo Sala ha chiesto più militari per pattugliare le strade in attesa di poter assumere più vigili. Sul welfare, “Milano per continuare ad essere modello per l’Italia ha bisogno di adeguate risorse” ha detto Sala.

Aggiornato mercoledì 14 settembre 2016 ore 18:13
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