lo scontro politico

Il paradosso dei rifiuti di Roma

mercoledì 03 agosto 2016 ore 14:14

Pd contro 5 stelle, l’ex amministratore delegato di Ama contro la nuova assessora ai rifiuti. Il cambio di amministrazione nella capitale ha riaperto subito lo scontro su quello che è uno dei problemi endemici della capitale: lo smaltimento dei rifiuti.

Uno dei temi più complessi della modernità, diventato materia strumentale di scontro politico. Con un paradosso: tutti a Roma sembrano essere d’accordo sulle soluzioni, ma sono le responsabilità che hanno portato a questa situazione a far discutere. Una situazione intricata dove è difficile capire dove si fermi il merito,e dove inizi la strumentalizzazione.

Di certo ci sono le due inchieste sull’azienda che deve gestire i rifiuti in città, l’Ama. Il suo ex amministratore delegato Fortini – quindi il numero uno dell’azienda, il suo principale responsabile – dimissionario, e la nuova assessora all’ambiente scelta dai 5 stelle, Paola Muraro, sotto accusa per conflitto di interessi proprio per i 12 anni passati da consulente di Ama.

Tutto nella delicatissima fase dello storico passaggio di poteri nel Comune di Roma, a cui a giorni seguirà anche il rinnovo dei vertici operativi di Ama. “Non c’è dubbio che aver messo Roma sotto i riflettori della politica nazionale abbia deformato la lettura di questa situazione, che è a basso livello di criticità, anche se le criticità ci sono”, osserva Enzo Favoino, uno dei principali esperti di rifiuti in italia: responsabile del centro di ricerca “rifiuti zero” e consulente della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti.

Le fotografie dei rifiuti che appaiono e scompaiono dai giornali, i cumuli nelle strade di alcuni quartieri. “Certo, un’emergenza può scoppiare, ma a Roma c’è da sempre un’emergenza endemica, un sistema precario che va trasformato, senza dubbio: siamo proprio in una fase di cambiamento, dopo la chiusura della discarica di Malagrotta – prosegue Favoino – ma è qui che arriva il paradosso: sul medio e lungo termine c’è una convergenza di vedute, si litiga su cosa fare nell’immediato e sulle relative responsabilità che hanno portato a questa situazione”.

Favoino spiega che la strada iniziò a tracciarla proprio il sindaco del Partito democratico Ignazio Marino – prima che il suo stesso partito ne interrompesse il percorso: raccolta differenziata, riciclo, compostaggio, massimizzazione dei benefici economici delle gestione dei materiali, seguendo il quadro di riferimento europeo. Una strategia che il Movimento 5 stelle, che ha sempre fatto del “rifiuto zero” una delle principali linee di programma, ha confermato.

Tutti apparentemente d’accordo sul merito dunque, eppure prevale lo scontro politico: “Non si può non leggere nell’ottica della politica nazionale ciò che sta succedendo”, prosegue Favoino. “Paola Muraro è persona dalle indubbie competenze, che nessuno, neppure lo stesso Fortini, ha mai smentito. Ma nella politica nazionale si va alla guerra, e il passato di Muraro e i suoi rapporti con Ama vengono utilizzati più o meno strumentalmente per attaccarla, dicendole: non puoi accusarci tu di inefficienza quando sei stata parte della macchina”.

La conclusione di Favoino è amara: “Non voglio entrare in retroscena che non conosco, ma non c’è dubbio che le strategie mediatiche stiano prevalendo du quelle tecniche. E questo è un peccato”.

Ascolta qui l’intervista a Enzo Favoino

FAVOINO

Aggiornato lunedì 08 agosto 2016 ore 09:33
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