banche e crisi

“Helicopter money”: i soldi arrivano dal cielo

giovedì 30 giugno 2016 ore 16:48

Il voto sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue ha riaperto gli interrogativi sulla solidità delle banche europee. Prima del referendum, il Financial Times – per giustificare la sua scelta anti-Brexit – aveva scritto che l’uscita del Regno Unito dalla Ue avrebbe messo in difficoltà anche il sistema bancario britannico.

Nei giorni successivi al referendum, i titoli delle banche sono stati i più colpiti dai crolli delle vendite nelle borse europee, in particolare in Italia.

Ieri si poi è aggiunto lo scontro tra il governo italiano e quello tedesco. In gioco ci sono i salvataggi di alcune banche italiane. Renzi ha chiesto di sospendere le nuove norme europee, il cosiddetto “bail-in”. Si tratta della direttiva che vieta gli aiuti di Stato. La crisi delle banche – secondo quelle norme – deve essere pagata da azionisti, obbligazionisti e correntisti con più di 100mila euro. I contribuenti devono essere lasciati fuori dai costi dei salvataggi. Ma la cancelliera tedesca Merkel si è opposta alla richiesta del governo Renzi. In corso c’è una trattativa informale, sulla sostanza, tra Bruxelles, Berlino e Roma.

Sullo sfondo c’è una crisi economica da cui l’Europa non riesce ad uscire. La Bce ha immesso quantità eccezionali di liquidità nel sistema bancario (a colpi di 80 miliardi di euro al mese), ma quei soldi non riescono ad arrivare a destinazione, cioè alle imprese e alle famiglie. E quindi vengono meno le risorse per finanziare investimenti e acquisti di beni e servizi. Con il risultato che l’economia continua a ristagnare.

E se quei soldi fossero recapitati direttamente a imprese e famiglie? Stampati dagli Stati e versati direttamente ai cittadini? E’ un’ipotesi che è stata presa in considerazione negli ultimi mesi e va sotto il nome di “helicopter money”, l’elicottero dei soldi.

Leonardo Becchetti

Leonardo Becchetti

La puntata di Memos oggi parte da qui, dall’ipotesi estrema dell’”helicopter money” (Milton Friedman, The Optimum Quantity Of Money, 1969, p.4). E’ un’ipotesi che, con diverse varianti, piace a destra (l’ex presidente della Fed Ben Bernanke) come a sinistra (il laburista Jeremy Corbyn). Ospite della puntata è l’economista Leonardo Becchetti dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Ascolta tutta la puntata di Memos

p.s.: Con la puntata di oggi Memos chiude la sua seconda stagione. Grazie a tutte e a tutti per averla ascoltata e seguita. Memos tornerà in onda a settembre. Vi auguro un’estate serena. A presto!

Aggiornato giovedì 04 agosto 2016 ore 13:45
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