Omosessuali USA

Il ritorno tragico del passato

lunedì 13 giugno 2016 ore 11:02

C’è dolore, paura, stupore nella comunità omosessuale americana dopo la strage di Orlando.

Il Pulse è uno dei locali più popolari della città, frequentato soprattutto da giovani ispanici e afro-americani. Orlando, come vaste aree urbane della Florida, è una città con una larga comunità omosessuale, ben inserita nella vita cittadina.

Il massacro è dunque un evento sconvolgente, che fa improvvisamente riemergere un passato che sembrava per sempre alle spalle: quello della repressione, delle violenze, delle persecuzioni, della paura.

In queste ore molti nella comunità omosessuale hanno ricordato proprio questo passato. I tempi in cui i gay venivano picchiati e insultati perché faggots, froci. L’incendio del 1973 contro un bar gay a New Orleans. L’assassinio di Matthew Shepard, nel 1998.

Il passato torna improvvisamente a riesplodere nell’America che sembrava ormai definitivamente sulla strada del riconoscimento dei diritti. Un anno fa la Corte Suprema si è dichiarata a favore dei matrimoni gay. C’è stata l’approvazione, da parte del governo federale, di una serie di tutele a protezione di gay e lesbiche. Ci sono state le recenti dichiarazioni, sempre da parte dell’amministrazione Obama, per il diritto dei trasgender a usare i bagni pubblici.

I successi di questi mesi, di questi anni, vengono però travolti, cancellati dal sangue dei cinquanta uccisi di Orlando. Questa non è soltanto la strage più sanguinosa della storia americana. Questa è anche la strage più terribile nella storia del movimento omosessuale.

L’inchiesta è ancora ai primi passi; si cerca di stabilire il grado di appartenenza allo Stato Islamico di Omar Mateen, il killer. Si cerca di capire se fosse un “lupo solitario” o se avesse legami strutturali con l’ISIS. A prescindere da tutto questo, il movente anty-gay di Mateen è evidente. Il ragazzo, prima di scegliere il Pulse come oggetto della sua furia omicida, ha fatto una ricerca in Rete sui locali gay di Orlando.

C’è anche da rilevare che in quest’ultimo anno, negli Stati Uniti, i casi di violenza contro gay, lesbiche e trasgender sono aumentati. Lo denuncia un gruppo, la Human Rights Campaign. C’è il caso, lo scorso marzo, di una coppia gay di Atlanta che è stata innaffiata di acqua bollente e ha riportato gravi ustioni. Sempre a marzo, un teenager trasgender è stato ucciso in Iowa.

Giugno è anche tradizionalmente il mese delle parate del Gay Pride. Una serie di eventi sono stati organizzati in città grandi e piccole d’America. Con un messaggio (rivolto soprattutto a quelle zone del Sud e del Midwest dove la battaglia per i diritti è ancora all’inizio): venite allo scoperto, dichiarate la vostra omosessualità, non c’è più nulla da temere.

La strage di Orlando mostra, drammaticamente, che per gli omosessuali americani è ancora una stagione di paure.

E di morte.

Aggiornato martedì 14 giugno 2016 ore 13:01
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