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Le serie TV da non perdere a gennaio 2020: The New Pope

The New Pope

The New Pope: il ritorno dei papi di Paolo Sorrentino. L’estate scorsa, sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video, è stata pubblicata la prima serie di Nicolas Winding Refn, il regista danese autore di Drive, Solo Dio perdona, The Neon Demon. La serie si intitola Top Old to Die Young, due sue puntate erano state presentate al festival di Cannes, il protagonista è Miles Teller (il giovane batterista di Whiplash) nei panni di un poliziotto corrotto che, in cerca di redenzione, insegue e punisce violentemente i peggiori criminali anche al di fuori della legalità.

Lo scorso 10 gennaio, su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno, è cominciata The New Pope, creata e diretta da Paolo Sorrentino: si tratta del sequel (o della seconda stagione, con un titolo lievemente diverso) di The Young Pope, co-produzione tra Sky, HBO e Canal+ che aveva debuttato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2017.

Papa Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, primo papa americano nella Storia fittizia immaginata da Sorrentino, era il protagonista di The Young Pope: interpretato da un Jude Law in stato di grazia, era imprevedibile, iper conservatore e manipolatore, e alla fine della stagione, in seguito a un problema cardiaco, finiva in coma.

The New Pope si apre così col Vaticano in subbuglio, e la disperata necessità di trovare un nuovo pontefice: il furbo e potente cardinale Voiello (uno straordinario Silvio Orlando che, a suo modo, è il vero protagonista della serie) fa eleggere sir John Brannox, un aristocratico inglese, che sale al soglio pontificio col nome di Giovanni Paolo III e ha il volto enigmatico del grande John Malkovich.

Il nuovo papa pare l’esatto opposto del giovane papa – è moderato e riflessivo laddove l’altro era estremista e impulsivo – ma nasconde comunque dei segreti; inoltre, la particolare situazione a San Pietro fa sì che si creino diverse fazioni di fedeli sempre più simili a sette…

Perché abbiamo accostato Too Old to Die Young e The New Pope? Certo, in entrambe si parla di peccato, fede e redenzione, e gli intrighi del sottobosco criminale di Los Angeles e del New Mexico potrebbero fare eco a quelli cardinalizi della Città del Vaticano, quanto meno nella versione pop immaginata da Sorrentino. Ma Too Old to Die Young è un crime drama serissimo e rarefatto, con improvvise esplosioni di violenza a spezzare un ritmo ipnotico, mentre The New Pope ha un’irresistibile vena di commedia satirica, accanto al grottesco tipicamente sorrentiniano, e in questa nuova stagione, grazie anche all’arrivo in sceneggiatura del veterano del piccolo schermo italiano Stefano Bises, le trame si fanno più serrate.

Too Old to Die Young, poi, è una serie pensata per lo streaming, e Nicolas Winding Refn ha dichiarato di essere stato affascinato proprio da questa nuova modalità di diffusione e fruizione: per questo la sua serie è così “lenta” e ipnotica, perché vuole assomigliare a un flusso dove lo spettatore può entrare o uscire in ogni momento.

The New Pope è invece tv prestigiosa a tutti gli effetti: vedremo due puntate a settimana su Sky per i prossimi due mesi o poco meno. Una cosa in comune però ce l’hanno, e non è solo la predilezione per le luci al neon di entrambi i cineasti (anche se c’entra): entrambe sono l’espansione seriale di un brand, di un marchio cinematografico. Promettono, e mantengono, prima di tutto un’esperienza: quella, unica e inconfondibile, offerta dallo stile del proprio regista. Too Old to Die Young è puro Nicolas Winding Refn, mentre The New Pope è Sorrentino distillato: a loro modo, dunque, entrambe esplorano nuovi confini della narrazione audiovisiva, assottigliando sempre più il limite tra piccolo e grande schermo.

A QUESTO INDIRIZZO POTETE RECUPERARE LE SERIE TV DI DICEMBRE 2019.

Foto dalla pagina ufficiale di The New Pope su Facebook

  • Autore articolo
    Alice Cucchetti
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