Approfondimenti

Gaza FREEstyle, Chef Rubio: “Vogliamo mostrare un popolo ricco di vita e voglia di fare”

Chef Rubio e Meri Calvelli nella Striscia di Gaza

Nella Striscia di Gaza, in Palestina, tra dicembre e gennaio si è svolto il Gaza FREEstyle Festival, che ha coinvolto Gaza e i suoi abitanti in esibizioni, happening e attività come lo skate, il calcio, la danza, il circo, i gratti e molto altro.

Il Gaza FREEstyle Festival è anche un progetto che dura da diversi anni, portato avanti anche da collettivi italiani in collaborazione col Centro Culturale Vittorio Arrigoni per aiutare la popolazione di Gaza ad uscire dall’isolamento a cui è stata relegata.

Quest’anno tra le varie attività c’è stata anche la cucina. E questo è uno dei motivi, non l’unico, per cui Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, si trova a Gaza in questo momento.

L’intervista di Serena Tarabini a Fino alle Otto.

Dove ti trovi in questo momento?

In questo momento siamo ad Almina, nella zona ritenuta untouchable dai missili e dalle bombe israeliane. Quando sentite che ci sono degli scoppi, noi purtroppo e per fortuna siamo in salvo. Stamattina, se il tempo ce lo permetterà, i ragazzi che stavano continuando a costruire il cantiere per uno skate park ritorneranno a dare vita a quello che avevano in mente. Tutti cercheremo di dar loro una mano. Io con una piccola delegazione di media entreremo nel carcere in cui da già due giorni cerchiamo di incontrare i ragazzi per uno scambio culturale e cercare di umanizzare non solo un popolo, ma anche la figura del detenuto che spesso viene considerata solo un numero non solo in Occidente, ma anche in Medio Oriente.
Ogni giorno cerchiamo di dare il nostro apporto alla causa palestinese e alla resistenza e cerchiamo in qualche maniera di mostrare che il popolo tanto disumanizzato e definito dai sionisti solamente come la matrice internazionale del terrorismo è ricco di vita e di voglia di fare che gli viene tolta dall’occupazione.

Sono diversi giorni che siete lì con il festival e il progetto più in generale.

Io ho scoperto quest’anno il Gaza FREEstyle Festival ed è grazie a loro che sono riuscito ad entrare. È un movimento che vorrebbe lasciare qualcosa di pragmatico su cui gettare una base di normalità per le generazioni attuali e quelle che verranno, si spera, se non bombarderanno anche lo skate park. Da lì si sono aperte altre branche come possono essere la difesa personale o l’analisi del ruolo della donna che è ancora tenuta in una condizione di oppressione.
Il fatto di costruire uno skate park per tutti è anche un segnale di apertura che vorremmo dare ad un popolo considerato un branco di bestie e terroristi. Questa cosa è inaccettabile nel 2020. La nostra presenza in questo territorio ha l’obbligo e l’obiettivo di riportare agli occhi del pubblico internazionale che ci guarda e che si sfrega le mani quando parla del conflitto israelo-palestinese. Siamo un popolo del Mediterraneo, siamo fratelli e dovremmo ricordarcelo.

Per te è la prima volta nella Striscia di Gaza. Di cosa non ti dimenticherai mai?

Adesso è troppo presto per tracciare una visione dell’esperienza. Posso dirti che la prima volta che sono entrato in Palestina qualche anno fa la prima cosa che mi è stata data sono stati i sorrisi, un caffè e un pasto gratis. Mi ricordo un’accoglienza, un affetto e un’umanità pazzesca da parte del popolo palestinese. Qui a Gaza ho conosciuto un gruppo di ragazzi che si sono battuti, si battono e si batteranno per questa ingiustizia e per tante altre che purtroppo vivono sotto l’ombra del neoliberismo e del capitalismo di cui fra gli artefici ci sono anche i sionisti che adesso sembrano essere tanto in voga come movimento anche in Italia. Le cose belle sono la fatica che facciamo e quella che fanno i ragazzi per comunicarci, con tutte le difficoltà del caso, la loro situazione.

Come si intreccia questa esperienza col tuo percorso personale e umano?

Io quotidianamente con foto e storie cerco semplicemente di mostrare quello che vedo, nulla di più. Questo è importante visto che c’è sempre una descrizione fantomatica e fantascientifica fatta da chi vuole che questo popolo rimanga all’interno di questo carcere a cielo aperto per i più biechi obiettivi come l’esercitazione di tecniche di guerriglia. Una volta che saremo andati via, chi è fotografo, videomaker, istruttrice di difesa personale o di yoga cercheranno di unire le forze per, speriamo, un incontro in Italia delle varie comunità per raccontare a tutti con immagini, video e dibattiti la nostra esperienza, se i sionisti lo permetteranno. Se questo non fosse possibile lo faremo sui nostri canali in maniera molto carbonara e andremo avanti cercando di diffondere il verbo.

Foto dal profilo Facebook di Meri Calvelli, rappresentante di ACS in Palestina

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio martedì 06/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 06-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve martedì 06/01 17:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 06-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di martedì 06/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 06-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 24/12/2025 delle 19:48

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 24-12-2025

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    News della notte di martedì 06/01/2026

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 06-01-2026

  • PlayStop

    Soulshine di martedì 06/01/2026

    Soulshine è un mix eclettico di ultime uscite e classici immortali fra soul, world music, jazz, funk, hip hop, afro beat, latin, r&b, ma anche, perchè no?, un po’ di sano rock’n’roll. L’obiettivo di Soulshine è ispirarvi ad ascoltare nuova musica, di qualsiasi decennio: scrivetemi i vostri suggerimenti e le vostre scoperte all’indirizzo e-mail cecilia.paesante@gmail.com oppure su Instagram (cecilia_paesante) o Facebook (Cecilia Paesante).

    Soulshine - 06-01-2026

  • PlayStop

    Sudedoss di martedì 06/01/2026

    Sudedoss è il programma di infotainment che ogni domenica sera dalle 19.45 alle 21.30 accompagna le ascoltatrici e gli ascoltatori di Radio Popolare con leggerezza, ironia e uno sguardo semiserio sull’attualità. Conducono Matteo Villaci e Gaia Grassi, tra chiacchiere, musica, racconti e condivisione. Un momento per fare il punto sul weekend che sta per finire e prepararsi, insieme, alla settimana in arrivo, creando uno spazio di ascolto e partecipazione. Perché la domenica sera… ci dovete mollare.

    Sudedoss - 06-01-2026

  • PlayStop

    Conduzione musicale di martedì 06/01/2026 delle 19:00

    Un viaggio musicale sempre diverso insieme ai nostri tanti bravissimi deejay: nei giorni festivi, qua e là, ogni volta che serve!

    Conduzione musicale - 06-01-2026

  • PlayStop

    Gli speciali di martedì 06/01/2026 - ore 17:36

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare Network sulla società, la politica, gli avvenimenti internazionali, la cultura, la musica.

    Gli speciali - 06-01-2026

  • PlayStop

    Gli speciali di martedì 06/01/2026 - ore 16:30

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare Network sulla società, la politica, gli avvenimenti internazionali, la cultura, la musica.

    Gli speciali - 06-01-2026

  • PlayStop

    Radiografia Nera di martedì 06/01/2026

    Radiografia Nera è il programma che racconta le storie di cronaca e banditi che, dal dopoguerra in poi, hanno reso Milano la Chicago d'Italia. Condotto da Matteo Liuzzi e Tommaso Bertelli per la regia di Francesco Tragni.

    Radiografia Nera - 06-01-2026

  • PlayStop

    Gli speciali di martedì 06/01/2026 - ore 15:35

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare Network sulla società, la politica, gli avvenimenti internazionali, la cultura, la musica.

    Gli speciali - 06-01-2026

  • PlayStop

    Speciale: 50 e 50 il corteo e l’inaugurazione della mostra fotografica - 06/01/2026 - ore 12:30

    Il 14 dicembre 2025 un grande corteo popolare si è mosso da via Ollearo per raggiungere la Fabbrica del Vapore dove abbiamo dato il via ai festeggiamenti per il cinquantenario di Radio Pop e abbiamo inaugurato la mostra fotografica sulla storia della nostra e vostra amata emittente. Ascolta lo speciale a cura di Alessandro Diegoli.

    Gli speciali - 06-01-2026

  • PlayStop

    Ricordi d'archivio di martedì 06/01/2026

    Da tempo pensavo a un nuovo programma, senza rendermi conto che lo avevo già: un archivio dei miei incontri musicali degli ultimi 46 anni, salvati su supporti magnetici e hard disk. Un archivio parlato, "Ricordi d'archivio", da non confondere con quello cartaceo iniziato duecento anni fa dal mio antenato Giovanni. Ogni puntata presenta una conversazione musicale con figure come Canino, Abbado, Battiato e altri. Un archivio vivo che racconta il passato e si arricchisce nel presente. Buon ascolto. (Claudio Ricordi, settembre 2022).

    Ricordi d’archivio - 06-01-2026

Adesso in diretta