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Campionesse di pace

Le unghie dipinte con i colori delle bandiere tunisina e francese. Non è passato inosservato il “vezzo” di Inès Boubakri, nata e cresciuta a Tunisi e sposata a uno schermidore francese. Ha scelto il linguaggio degli smalti per affermare che tra il Maghreb e la Francia deve prevalere l’amore.

Un messaggio forte in una notte speciale: l’atleta tunisina, 28 anni, è la prima schermitrice africana a vincere una medaglia in una olimpiade. Ha dedicato la sua medaglia di bronzo alle donne del suo Paese, a tutte le donne arabe. “Sono qui per dire che noi ci crediamo, che esistono le donne e hanno un ruolo nella società. Il messaggio va anche ai giovani”.

Inès ha affidato il suo sogno di fratellanza tra le due sponde alle donne e ai giovani del suo Paese. Elisa di Francisca, 33 anni, ha invece scelto i colori dell’Unione europea per festeggiare la sua medaglia d’argento.

Un gesto forte “per affermare – ha detto – che l’Europa esiste ed è unita, e solo unita può superare le barriere”.

Elisa ha spiegato che l’ha fatto per Parigi, Bruxelles… “Non dobbiamo dargliela vinta, ci vogliono chiudere in casa. Non dobbiamo avere paura l’uno dell’altro, altrimenti faremo il loro gioco”.

Inès e Elisa appartengono alla cosiddetta “generazione Erasmus”. Hanno paura dei muri e della chiusura delle frontiere. Da Rio, a migliaia di chilometri da casa, hanno voluto esprimere le loro angosce ma soprattutto le loro speranze.

  • Autore articolo
    Chawki Senouci
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