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COVID-19, Vergallo: “I casi di oggi non sono meno gravi di quelli di marzo-aprile”

ospedale covid 19

Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica (AAROI-EMAC), smentisce categoricamente chi sostiene che il COVID-19 sia diventato meno aggressivo e sottolinea che le persone colpite dal coronavirus e ricoverate in questo periodo nei reparti di terapia intensiva non sono in condizioni meno gravi rispetto ai pazienti in terapia intensiva durante la fase più acuta dell’epidemia in Italia, tra il marzo e l’aprile scorsi.

Sul piano epidemiologico sottoscrivo al 100% le parole del professor Crisanti, che inserisce lo studio dell’andamento dei casi in relazione a tanti fattori che sono, per esempio, il numero di tamponi eseguiti. Sotto il profilo clinico, invece, ogni singolo caso non è meno grave dei casi che si presentavano a marzo. Semplicemente cambia la frequenza con cui questi casi si verificano in relazione agli accertamenti diagnostici fatti, cioè in relazione al numero dei tamponi in più che viene eseguito. Per quanto riguarda invece l’esito delle cure e i conseguenti ricoveri nei casi più gravi che osserviamo nella nostre terapie intensive, è chiaro che questo esito dipende anche favorevolmente dalle terapie che oggi siamo in grado di fare rispetto a quelle che riuscivano a fare nelle prime fasi.

Pur confermando che il livello di allarme è ben lontano da quei mesi più drammatici, Vergallo ribadisce quello che i rapporti settimanali diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità nelle ultime settimane avevano già anticipato:

Sotto il piano dell’analisi dei dati relativi all’età media dei ricoveri di oggi in rapporto ai ricoveri di ieri, io temo che solo il tempo e l’analisi dei dati una volta acquisiti ci consentiranno di dare delle risposte certe. Di certo va sfatata l’iniziale credenza che fosse un virus limitato ai pazienti anziani. I fatti stanno dimostrando che dal punto di vista dell’aggressione verso gli organismi che questo non è un virus che attacca solo gli anziani.

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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

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    Europa: basta partnership con Israele

    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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    Ugo Tramballi, corrispondente de Il Sole24Ore da Gerusalemme analizza il destino incerto del Board of Peace annunciato da Trump per "gestire" Gaza, dei conflitti interni alle formazioni palestinesi e alla continua presenza di una logica di guerra nella Striscia. Giorgio Marasà,  Responsabile esteri di Sinistra italiana e membro della direzione di European Left Alliance (ELA) presenta la raccolta di firme per la cessazione dell’Accordo di Associazione tra Israele e Unione Europea. Cos’è, dove si firma, e perché bisogna raggiungere 1 milione di firme? Avete visto il lancio (e le polemiche) della Barbie autistica? Ne parliamo con  Nico Acampora, fondatore di PizzAut, prima pizzeria in Italia gestita da personale autistico, che ci spiega cosa servirebbe per dare cittadinanza alle 600mila persone in Italia a cui è stato diagnosticato un Disturbo dello spettro autistico.

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