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Che cosa è successo oggi? – Venerdì 4 settembre 2020

COVID Chiusure

Il racconto della giornata di venerdì 4 settembre 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dai dati dell’epidemia in Italia alla pubblicazione di tutti i verbali delle riunioni del Comitato Tecnico Scientifico sul sito della Protezione Civile e la fotografia che emerge dagli ultimi sondaggi in vista del voto del 20 e 21 settembre. Gli aggiornamenti sullo stato di salute di Silvio Berlusconi e come la sua positività al COVID-19 potrebbe impattare sulle prossime elezioni. I film della terza giornata di Venezia 77 e, infine, i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

I dati dell’epidemia diffusi oggi

Oggi in Italia sono stati accertati 1.733 casi di coronavirus, il massimo dal 2 maggio. Record assoluto per i tamponi, 113mila: nel nostro Paese non erano mai stati fatti tanti nel giro di 24 ore. La regione con più nuovi positivi, 337, è la Lombardia, in cui sono avvenute anche 6 delle 11 morti comunicate oggi. A livello nazionale i pazienti in terapia intensiva sono 121, uno in più di ieri, a cui si aggiungono circa 1.600 persone ricoverate in altri reparti, aumentate di 102 tra ieri e oggi.
Sempre oggi il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno diffuso i risultati del loro monitoraggio settimanale sul COVID, che parla di “progressivo peggioramento”. In quasi tutte le regioni aumentano i ricoveri, ma da nessuna arriva segnalazione di ospedali in difficoltà per il numero di pazienti. Secondo i dati ufficiali i nuovi focolai sono circa 650 su quasi 1800 attivi.

COVID-19, pubblicati tutti i verbali delle riunioni del CTS

(di Michele Migone)

Tutti i verbali delle riunioni del Comitato Tecnico Scientifico sono stati pubblicati sul sito della Protezione Civile. In un primo momento la loro diffusione era stata bloccata dal governo, poi le polemiche, la battaglia legale della Fondazione Einaudi, le accuse dell’opposizione hanno convinto Giuseppe Conte a renderli pubblici.
La loro lettura non svela le ragioni per cui nei primi giorni di marzo non sia stata attivata una Zona Rossa ad Alzano Lombardo e a Nembro, ma tra le righe si intravvedono le ambiguità attraverso le quali si sono mossi da una parte, i vertici del governo, e dall’altra quelli della Regione Lombardia. CONTINUA A LEGGERE.

Elezioni Regionali, cosa dicono gli ultimi sondaggi?

(di Anna Bredice)

L’ultima fotografia delle regionali, prima che a mezzanotte scatti il divieto di pubblicare i sondaggi, non è confortante per il centrosinistra che nella migliore delle ipotesi potrebbe pareggiare, 3 a 3, ma nella peggiore rischia di vincere solo in una regione, la Campania, perdendo una delle roccaforti come la Toscana, oltre che la Puglia.
Un incubo per Zingaretti, quando sta per celebrare il primo anno di governo Conte Due, quello che inizialmente non voleva, convinto ad accettare da Renzi, che da mesi è diventato una spina nel fianco, e ora costretto a sostenere questo governo con tutte le forze. CONTINUA A LEGGERE.

“La situazione clinica di Berlusconi è tranquilla e confortante”

La situazione clinica di Silvio Berlusconi è tranquilla e confortante“. Sono le parole di Alberto Zangrillo, medico personale di Berlusconi, pronunciate durante la conferenza stampa all’ospedale San Raffaele di Milano per aggiornare il bollettino medico sull’ex capo del governo.

Berlusconi è stato ricoverato stanotte al San Raffaele. Ricovero necessario dopo che ieri – ha detto Zangrillo – “è stato rilevato un blando coinvolgimento polmonare”. Il medico di Berlusconi ha poi aggiunto di aver imposto al suo paziente un “riposo assoluto” e ha smentito che Berlusconi si trovi in terapia intensiva: “il paziente non è intubato – ha detto – e respira spontaneamente”.
Tantissimi i messaggi di auguri inviati a Berlusconi: da Mattarella a Di Maio, da Zingaretti a Salvini e Meloni e a Conte. Tra i messaggi anche quello dell’ex moglie Veronica Lario.

Berlusconi, il COVID-19 e la campagna elettorale

(di Raffaele Liguori)

In queste ore di altissima attenzione dei media su Berlusconi si fa notare una dichiarazione di Veronica Lario, l’ex moglie del capo di Forza Italia, pubblicata da La Stampa.
Dice Veronica Lario: “La cosa più giusta da fare, in questo frangente, è affidarsi con la massima fiducia alle terapie, seguire scrupolosamente le indicazioni dei medici”.
Lario in pratica dà un consiglio all’ex marito: gli suggerisce di fidarsi solo dei medici e di non ascoltare nessun altro, di non prestarsi ad alcun gioco mediatico attorno alla sua malattia.
Eppure la tentazione di non ascoltare il consiglio è forte, soprattutto nell’entourage berlusconiano.
Da quando si è saputo del suo contagio da COVID-19 Berlusconi è balzato sulle prime pagine dei giornali come non succedeva da settimane. L’ultima volta due mesi fa, quando proprio i suoi giornali e le sue tv cercarono di proporre l’immagine di un Berlusconi leader incensurato e perseguitato. Lo fecero utilizzando quelle registrazioni dell’ex giudice di cassazione Amedeo Franco, morto negli anni scorsi, che dipingevano Berlusconi vittima di un complotto dei giudici della Cassazione.
Al di là dei suggerimenti di Veronica Lario, di Berlusconi e della sua salute sentiremo parlare nei prossimi giorni. In questi pomeriggi di fine estate leggeremo prima i comunicati dei medici di Berlusconi e poi quelli del Ministero della Sanità sui contagi e ricoveri giornalieri.
La salute del leader e quella del Paese saranno affiancate in questa particolare scansione del tempo.
In conclusione, resta qualche interrogativo. Il Berlusconi combattente contro la malattia spingerà ancor di più a destra il pendolo della campagna elettorale per le regionali?
Renderà più visibili le richieste di aiuto di Mediaset al governo per entrare nel business della banda larga e della rete unica? Negli ultimi tre giorni le azioni Mediaset sono cresciute di oltre il 10%.

Venezia 77, i film della terza giornata

(di Barbara Sorrentini)

È arrivato “Padrenostro”, il primo titolo italiano in concorso a Venezia 77. Diretto da Claudio Noce, interpretato e co-prodotto da Pierfrancesco Favino, il film racconta un episodio legato alla biografia del regista accaduto negli anni più bui della storia d’Italia. Alla fine degli anni settanta il padre di Claudio Noce ha subito un attacco terroristico a cui è sopravvissuto con la paura e il senso di colpa per chi non ce l’ha fatta. “Padrenostro” parte da quel momento per raccontare il punto di vista del figlio di dieci anni e l’elaborazione storica ed emotiva da parte di un bambino cresciuto negli anni di piombo. La ricostruzione è interessante, con un approfondimento sul rapporto con il padre e un ragazzo un po’ più grande che compare all’improvviso portando con sé un segreto.
Fuori concorso è passato “The Duke” di Roger Michell con due giganti come Jim Broadbent ed Helen Mirren, una coppia della working class di Newcastle negli anni sessanta, alle prese con il furto del prezioso ritratto del Duca di Windsor alla National Gallery di Londra. Commedia con temi cari a Ken Loach, ma stilisticamente più ricercata, dedicata al ‘welfare degli anziani’ con la lotta dell’uomo comune Kempton Bunton per il diritto al benessere dei pensionati e la giustizia sociale.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

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    Redazione
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    Le premiazioni della 83ª edizione dei Golden Globe hanno avuto luogo ieri a Hollywood  dando come ogni anno il via ufficiale alla stagione dei premi. Oggi, a Volume, abbiamo commentato i vincitori e i momenti più rilevanti della cerimonia insieme ad Alice Cucchetti. "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson ha portato a casa quattro statuette, Timothée Chalamet ha vinto per la prima volta con “Marty Supreme”, mentre sul fronte televisivo a trionfare è stata la miniserie “Adolescense”. Tuttavia, dopo lo scandalo di corruzione che incriminò l’organizzazione cinque anni fa, spiega Alice Cucchetti, "ci sono ancora dei meccanismi loschi, perchè la società che ha acquistato i Golden Globe è adesso la stessa che gestisce i principali giornali di cinema americano“. L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande ad Alice Cucchetti.

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    "Laboratorio Neanderthal" è una nuova sezione del Museo delle Civiltà di Roma. Si tratta di un progetto multimediale inaugurato di recente dopo una lunga fase di studio e coprogettazione a cui ha lavorato Studio Azzurro. Al centro ci sono gli straordinari reperti provenienti da Grotta Guattari, sito preistorico d'importanza internazionale situato a San Felice Circeo (LT). Tiziana Ricci ne ha parlato con Leonardo Sangiorgi, uno dei fondatori di Studio Azzurro.

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    Iran: la piazza vuole la fine del regime

    Le rivolte sono partite stavolta dai lavoratori dei bazar e dall’inflazione, ma in due settimane le istanze sono diventate un movimento generalizzato che riguarda tutte le province e coinvolge anche le minoranze etniche, come ci spiega Paola Rivetti, docente alla Dublin City University (Irlanda), esperta di Iran: “Viviamo in un momento dove informazione e disinformazione sono spesso difficili da separare, ma queste proteste rappresentano sicuramente una minaccia esistenziale per il regime. E la risposta del regime non sembra efficace. Dopo quindici anni di proteste e di risposte sempre più repressive e violente, la piazza vuole la fine del regime”. I dubbi di un intervento militare USA o israeliano non semplificano lo scenario, anzi, come le voci che dalla diaspora vorrebbero già eleggere un nuovo capo sulla testa (come il figlio dell’ex monarca) delle tante differenze da ricomporre nel Paese. Di Paola Rivetti è in uscita per Laterza: "Storia dell'Iran, Rivoluzione, guerra e resistenza (1979-2025)". Ascolta l'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.

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    Colonialismo e imperialismo. Due concetti che ritornano e forse non se ne sono mai andati. Il dibattito pubblico li usa come sinonimi di alcune eclatanti azioni dell’autoritarismo trumpiano: l’attacco al Venezuela con il rapimento di Maduro, le minacce a mezzo mondo, da Cuba alla Colombia, dalla Groenlandia a Panama. Le ferite del passato, il colonialismo di due e più secoli fa, e il colonialismo di oggi, per alcuni niente di più che protettorati. Pubblica ha ospitato Maria Rosaria Stabili, professoressa emerita di «Storia dell'America Latina» all'università di Roma Tre. Si è occupata nelle sue ricerche di temi come colonialismo, processi di occidentalizzazione, esilio. L’altro ospite è stato Marco Aime, antropologo, africanista e scrittore, già docente di antropologia culturale all'Università di Genova.

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    A cura di Chawki Senouci con Alfredo Somoza

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