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Le analisi

Nella galassia dei gruppi dell’opposizione iraniana attivi all’estero ce n’è uno che ha allacciato rapporti documentati con l’estrema destra europea e statunitense, creando una delle lobby più attive all’interno del Parlamento europeo. Stiamo parlando del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

La Russia ha costruito la sua fama di paladina del “Terzo Mondo” esattamente 70 anni fa. Nell’ottobre del 1956, Mosca intimò alla coalizione israelo-franco-britannica di ritirarsi dal Canale di Suez – appena nazionalizzato dall’Egitto – minacciando un intervento militare dell’Armata Rossa.

Fino a quando resisterà l’Iran? Fino a quando Teheran sarà in grado di rispondere agli attacchi di Stati Uniti e Israele?

Omicidio premeditato. Si aggrava la posizione del poliziotto che ha sparato ad Abderrahim Manosuri e a suo carico ora sono oltre 30 le accuse. E si allarga anche l’indagine: ci sono altri due poliziotti indagati e nella ricostruzione dei pubblici ministeri altri poliziotti volevano soldi e droga di Mansouri. L’avvocata della famiglia Mansouri, Debora Piazza, […]

Dicono al Senato che ci possa essere stato un intervento da parte di un’autorità superiore per convincere La Russa a spostare l’incontro con la famiglia nel bosco a dopo il referendum, settimana prossima.

Trump ha chiesto l’aiuto degli altri Paesi, alleati e non, per riaprire lo stretto di Hormuz. Hanno risposto quasi tutti di no.

Mentre Israele pianifica, e forse è sul punto di iniziare, l’annunciata massiccia offensiva di terra nel sud del Libano, nella striscia di Gaza l’inizio della guerra contro l’Iran ha bruscamente interrotto l’avvio del pur fragile processo di pace.

Sei statuette per “Una battaglia dopo l’altra“. Il bellissimo film di Paul Thomas Anderson, regista coraggioso, da sempre, nel raccontare l’America in decadenza.

“Zagate” è un’espressione araba che deriva dal francese “ça se gâte”, che significa “le cose si mettono male”: la cantante e chitarrista algerina Souad Massi l’ha scelta come titolo del suo nuovo album, uscito nei primi giorni di marzo. “Fra la disoccupazione, l’imperialismo, gli sconvolgimenti geopolitici, la disperazione dei migranti, la distruzione del pianeta e […]

Che cos’hanno in comune il Sudan, il Camerun, il Myanmar, e l’Afghanistan? I primi tre sono Paesi con gravi conflitti armati in corso, l’ultimo è nel mezzo di una crisi umanitaria devastante, con la ripresa del potere dei talebani nell’estate del 2021.