Foto dal profilo FB di Matteo Salvini https://www.facebook.com/salviniofficial/
67 persone a bordo

Diciotti, scontro tra Governo e Procura sui migranti

giovedì 12 luglio 2018 ore 14:10

C’è uno scontro in atto tra il ministro dell’interno Salvini, il ministro delle Infrastrutture Toninelli e la Procura di Trapani. E per questo motivo la nave Diciotti della Guardia Costiera Italiana, con a bordo i 67 migranti recuperati domenica dal rimorchiatore Vos Thalassa, che doveva attraccare già stamattina alle 8 è, invece, stata fatta riallontanare dall’imboccatura del porto.

Il motivo è che le indagini della polizia a bordo non hanno portato all’individuazione di elementi tanto gravi da arrestare qualcuno già prima dello sbarco. Sono stati “attenzionati” solo due migranti, un gambiano e un sudanese, presumibilmente coloro che avrebbero minacciato il capitano del rimorchiatore. E dovrebbe essere quindi, la Procura di Trapani a valutare eventuali ipotesi di reato.

Salvini, che già ieri aveva detto di voler vedere sbarcare i migranti solo se in manette, insiste e continua a far pressione su polizia e magistratura, ma senza una reale potere. “Il ministro dell’Interno può avere poteri direttivi sulla Polizia di Stato ma la loro attività viene svolta in assoluta autonomia o su delega della magistratura”: a spiegarcelo è Guido Savio, penalista dell’Asgi, l’associazione studi giuridici sull’immigrazione.

“Quindi questa di Salvini è una sparata mediatica priva di contenuto giuridico serio effettivo. Che poi la polizia vada a fare controlli su una nave, sarà poi la polizia stessa autonomamente a stabilire se procedere o meno all’arresto o al fermo. Ma è una valutazione autonoma che fanno gli ufficiali di Polizia Giudiziaria su cui il Ministro dell’Interno non ha nessun potere. Ovvio che ove, poi, la polizia giudiziaria, in questo caso la Polizia di Stato che è salita sulla nave, dovesse fare un rapporto da cui emergono ipotesi di reato, ne da comunicazione alla Procura della Repubbica competente territorialmente. Anche in questo caso il ministro non ha nessun potere”.

Di fatto quella di Salvini è “un’invasione di campo nel potere giudiziario”. “È la polizia che indaga e decide autonomamente se procedere agli arresti e nel caso riferisce alla procura” – specifica ancora il penalista. “Quel che fa la polizia, lo decide senza nessuna interferenza. Matteo Salvini non ha nessun potere”.

Al momento non sembrano essere contestabili, dunque, crimini gravi come quello di pirateria o dirottamento di una nave. Secondo Guido Savio, le ipotesi di reato potrebbero essere resistenza a pubblico ufficiale, nella misura in cui il comandante di una nave è un pubblico ufficiale, oppure violenza, minacce, lesioni. “Comunque reati che saranno valutati dalla Procura. Non li decide certamente Matteo Salvini”, conclude l’avvocato.

Matteo Salvini in Austria

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Aggiornato venerdì 13 luglio 2018 ore 20:30
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