manuel noriega

Il triste destino di un fedele servitore

martedì 30 maggio 2017 ore 15:46

Lo chiamavano cara de piña, faccia da ananas, per via delle cicatrici sul volto lasciate dal vaiolo. Manuel Antonio Noriega Moreno fece una folgorante carriera nella Guardia Nacional del Panama all’ombra di uno dei personaggi più carismatici degli anni ’70 in America Latina, il colonnello Omar Torrijos.

Torrijos, che governava di fatto la semi-colonia statunitense centroamericana, è tuttora considerato un eroe in Panama perché riuscì a strappare al presidente Jimmy Carter la restituzione della sovranità sul Canale che unisce Atlantico e Pacifico.

Alla morte di Torrijos nel 1981, in uno di quegli incidenti di aerei sospetti così frequenti nella storia dell’America latina, Noriega prese il potere e istaurò un regime basato sulla polizia segreta e la repressione, ma imprescindibile per la geopolitica della Guerra Fredda.

Il Panama diventò il centro di ogni operazione clandestina e di ogni traffico tra Nord e Sud America. Noriega era sul libro paga della CIA guidata da Bush senior, ma anche l’uomo di fiducia di Pablo Escobar e del Cartello di Medellìn.

Noriega fece passare le armi per i Contras che volevano rovesciare la rivoluzione sandinista, ma creò canali per il finanziamento di Cuba. Noriega fu il grande burattinaio dell’affaire Irangate che coinvolse l’amministrazione di Ronald Reagan per la triangolazione di armi e cocaina tra il Medio Oriente e il Centro America per finanziare la guerriglia anti-sandinista e vendere armi sottobanco all’Iran. Grazie a Noriega, il Cartello di Medellìn riuscì a creare una testa di ponte per la cocaina a Miami.

Questo gioco ad alto rischio si inceppò e alla vigilia di Natale del 1989 27.000 marines invasero il Panama per dargli la caccia e portarlo in un carcere degli Stati Uniti. L’operazione Giusta Causa provocò almeno 3.000 vittime tra i civili e il processo al colonnello si concluse con 41 anni di carcere. Ma al vecchio alleato caduto in disgrazia fu concesso un favore al quale teneva tanto. Riuscì a ottenere lo status di prigioniero di guerra e ad assistere al processo in alta uniforme. Dopotutto quell’uniforme la aveva utilizzata per difendere per un decennio gli interessi degli Stati Uniti in Centro America.

Aggiornato mercoledì 31 maggio 2017 ore 17:50
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