Foto Denis Bosnic, http://bit.ly/1Pjasgt
Senza cittadinanza

Una legge per i diritti degli apolidi

giovedì 28 gennaio 2016 ore 07:00

Una legge per chi è letteralmente senza cittadinanza. La chiede il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), lanciando una campagna per i diritti degli apolidi: persone senza una nazionalità riconosciuta, che in Italia sono stimate in circa 15mila. Il loro problema di identità se ne porta dietro molti altri, dalla difficoltà a ottenere cure mediche a quella a iscrivere i figli a scuola.

“Le cause per cui ci si trova in questa condizione sono moltissime”, dice Valeria Carlini dall’ufficio stampa del Consiglio italiano per i rifugiati. “Penso al Tibet, un Paese non riconosciuto; penso ad alcune persone che arrivano da Eritrea, Etiopia e Sudan; penso alla Siria, dove le donne sole non possono riconoscere i figli se non hanno accanto un uomo. Per quanto riguarda l’Italia penso al gravissimo caso dei cittadini dell’ex Jugoslavia: quando c’è stata la disgregazione tanti non hanno avuto la possibilità di ottenere la nazionalità dei nuovi Stati. Molti di loro sono di origine rom e sinti, sono nel nostro Paese da lungo tempo e hanno trasmesso la loro apolidia ai figli”.

Ascolta Valeria Carlini sulle storie di alcuni apolidi

Valeria Carlini sulle storie

La campagna #NonEsisto ha raccolto le storie di alcune di queste persone. Ramadan, nato in Macedonia e abbandonato poco dopo, non è stato registrato all’anagrafe e non ha mai avuto documenti. Ha quattro figli, ma solo la compagna Elena ha potuto riconoscerli. Sandokan è nato in Italia da genitori di origine rom, ma a 18 anni ha perso la possibilità di diventare cittadino del nostro Paese a causa di un documento mancante. Anche lui ha quattro figli, di cui una vive una grave disabilità fisica e mentale, con grandi problemi ad avere le cure mediche necessarie.

“Per queste persone in Italia – dice Valeria Carlini – è già difficile farsi riconoscere lo status di apolidi. Su 15mila stimate, solo 606 ci sono riuscite. Chiediamo una legge che cambi le cose e aumenti i loro diritti”. Il testo è già stato presentato dal senatore Luigi Manconi e dalla Commissione diritti umani del Senato, in collaborazione con il Consiglio italiano per i rifugiati e con l’agenzia Onu in materia, l’Unhcr. La campagna #NonEsisto è sostenuta dalla Open Society Foundations, nata per volontà del miliardario George Soros.

Ascolta Valeria Carlini sulla richiesta di una legge

Valeria Carlini sulla richies

Aggiornato venerdì 29 gennaio 2016 ore 11:11
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