Approfondimenti

Vecchia e nuova Europa

Vecchia e nuova Europa

Tamburi, canti di guerra, inni, bandiere, urla, gioia e dolore. Il calcio e i Mondiali in particolare sembrano un surrogato più o meno pacifico della guerra. Una arena dove 11 gladiatori combattono per l’onore della propria nazione, del proprio popolo con acconciature e tatuaggi improbabili. Le passioni nazionali si riaccendono, si ricordano i torti veri o presunti subiti dal proprio popolo ed, in alcuni casi, la partita diventa un modo per prendersi una rivincita su storici nemici. Accadde, ad esempio, con l’Argentina che nel 1986 battendo l’Inghilterra, “vendicò” sul campo la sconfitta militare subita contro la Gran Bretagna alle Falkland.

Quando la nazionale gioca ai mondiali il paese si ferma e può accadere anche che i centri commerciali chiudano anzitempo e che vengano persino cancellati gli spettacoli. La finale dei mondiali tra Francia e Croazia sembra essere la metafora dello scontro tra vecchia e nuova Europa. La barriera tra Oriente e Occidente oggi non è mai stata così alta dalla caduta del Muro di Berlino. Da una parte c’è l’Europa meticcia, quella “invasa” dai migranti, dall’altra c’è una nazione bianca, cattolica e nazionalmente omogenea. Proprio la paura dell’invasione incontrollata ed il presunto pericolo per usi, costumi e tradizioni, che secondo la retorica dei paesi dell’est Europa rischierebbero di essere messi in pericolo anche da quote irrisorie di rifugiati sta squassando il vecchio continente.

I transalpini sono una antica potenza coloniale con alle spalle una lunga storia. A loro, così come ai tedeschi, di solito le campagne di Russia non portano bene e quindi la Croazia può sperare. La Francia è la patria dei diritti dell’uomo, dell’idea di libertà, uguaglianza e fraternità, ma anche dell’antisemitismo e della repressione in Algeria.

Il 14 luglio i francesi celebreranno la presa della Bastiglia riempiendo le spiagge. Attorno ai tavolini famiglie multicolore, dove le ostriche troveranno posto accanto al cuscus, perché alla fine l’amore trionfa sempre sulle xenofobie e nessun nazionalismo può impedire un figlio di algerini di innamorarsi di una francese o ad un francese di sposare una senegalese. Così allo scoccare della mezzanotte saranno tutti lì ad intonare la Marsigliese, perché, per dirla con Renan per loro la nazione non è altro che il plebiscito d’ogni giorno, dove per essere francese basta decidere di esserlo.

Ad unire la Francia, ancor più che il 14 luglio, probabilmente quest’anno ci sarà la finale dei mondiali, con una nazionale composta da 19 calciatori su 23 nati da famiglie di origine non francese o provenienti dalle colonie. È l’esaltazione della società multiculturale, che oggi fa tanta paura alle periferie d’Europa, ed è l’esempio che la convivenza è possibile. Quei giovanotti che domenica vestiranno le maglie della Francia ce l’hanno fatta. Sono usciti dai sobborghi, che, probabilmente, avrebbero difficilmente abbandonato senza il pallone, perché la Francia e con essa l’Europa occidentale si scontra ancora con il problema dell’esclusione dalla società dei nuovi cittadini, anche di seconda e terza generazione, che fanno più fatica degli altri ad uscire dall’emarginazione.

La Croazia d’altra parte è il simbolo della nuova Europa, un paese cattolico, etnicamente e culturalmente omogeneo. Con l’indipendenza Zagabria ha realizzato il sogno di liberarsi dal giogo di potenti ed ingombranti padroni, ha ritrovato l’orgoglio nazionale represso nella Jugoslavia di Tito ed è uscita da una lunga e sanguinosa guerra per riprendersi le zone controllate dai paramilitari serbi.

Per i croati la transizione dal comunismo è stata difficile ed è passata attraverso la “democratura” di Franjo Tudjman con la riscoperta della fede, che assieme allo sport e soprattutto il calcio, è servita a rafforzare patriottismo e nazionalismo. Una identità, la loro, non basata sulla libera scelta, come accade per i francesi, ma sul suolo e sul sangue.

Sin da subito i croati poterono contare su grandi campioni, con il cuore che batteva per la loro patria. La stella Zvonimir Boban, nel maggio 1990, quando il processo di disgregazione della federazione jugoslava era oramai arrivato ad un punto di non ritorno, non ci pensò due volte a difendere un tifoso della Dinamo dalle manganellate di un polizotto jugoslavo, nei disordini a Zagabria durante la partita con la Stella Rossa. Rischiò il carcere, ma se la cavò con una sospensione di sei mesi, che gli costò l’esclusione dalla nazionale jugoslava che partecipo ai mondiali in Italia. Probabilmente la cosa non gli dispiacque più di tanto.

Una nazionale, quella croata, composta anche da croati della diaspora e di Bosnia, espressione di patriottismo ed anche di becero nazionalismo, come quando, nel 2014, il difensore Josip Šimunić, raggiunta la qualificazione per i mondiali brasiliani, arringò la folla all’urlo: “Per la Patria. Pronti!”. Uno slogan tradizionale croato usato durante le guerre jugoslave, ma anche dagli Ustascia durante la seconda guerra mondiale. Venne squalificato per 10 partite. Ciò non impedì ai croati di continuare a cantare nello spogliatoio le canzoni di Thompson, un ultranazionalista i cui concerti sono vietati in molti paesi d’Europa.

Così se da una parte i galletti di Francia sono espressione di un occidente multiculturale ed arcobaleno, che oggi è messo sempre più in discussione, i “vatreni” croati sembrano essere il perfetto simbolo per una società monoetnica, senza marcate differenze. Quella di domenica, in sintesi, non sarà solo una partita di calcio, ma anche il confronto tra due modelli d’Europa.

Vecchia e nuova Europa

(Articolo di Stefano Lusa pubblicato su OBC Transeuropa)

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

Ultima Rassegna stampa

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di lun 12/04/21 delle 19:48

    Metroregione di lun 12/04/21 delle 19:48

    Rassegna Stampa - 04/12/2021

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    From Genesis to Revelation di mar 13/04/21

    From Genesis to Revelation di mar 13/04/21

    From Genesis To Revelation - 13/04/2021

  • PlayStop

    Jazz Anthology di lun 12/04/21

    Jazz Anthology di lun 12/04/21

    Jazz Anthology - 13/04/2021

  • PlayStop

    News Della Notte di lun 12/04/21

    News Della Notte di lun 12/04/21

    News della notte - 04/12/2021

  • PlayStop

    Jailhouse Rock di lun 12/04/21

    Jailhouse Rock di lun 12/04/21

    Jailhouse Rock - 04/12/2021

  • PlayStop

    A casa con voi di lun 12/04/21

    A casa con voi di lun 12/04/21

    A casa con voi - 04/12/2021

  • PlayStop

    Ora di punta di lun 12/04/21

    Ora di punta di lun 12/04/21

    Ora di punta – I fatti del giorno - 04/12/2021

  • PlayStop

    Esteri di lun 12/04/21

    1-Ecuador: il suicidio della sinistra. Per punire il movimento progressista di Correa ha scelto il candidato della destra liberista vicino…

    Esteri - 04/12/2021

  • PlayStop

    Sunday Blues di lun 12/04/21

    Sunday Blues di lun 12/04/21

    Sunday Blues - 04/12/2021

  • PlayStop

    La pillola va giu di lun 12/04/21

    La pillola va giu di lun 12/04/21

    La Pillola va giù - 04/12/2021

  • PlayStop

    Considera l'armadillo lun 12/04/21

    Considera l'armadillo lun 12/04/21

    Considera l’armadillo - 04/12/2021

  • PlayStop

    Gimme Shelter di lun 12/04/21

    Puntata 33 - Le case della scacchiera del rock e dell’architettura. Le donne, il Bauhaus e il rock in cerca…

    Gimme Shelter - 04/12/2021

  • PlayStop

    Jack di lun 12/04/21

    Jazmine Sullivan - a cura di Claudio Agostoni

    Jack - 04/12/2021

  • PlayStop

    Record Store di lun 12/04/21

    Un breve viaggio nella musica soul all'interno del cinema degli ultimi 50 anni

    Record Store - 04/12/2021

  • PlayStop

    Senti un po' di lun 12/04/21

    Senti un po' di lun 12/04/21

    Senti un po’ - 04/12/2021

  • PlayStop

    DOC di lun 12/04/21

    DOC 33 - HAVE A GOOD TRIP: ADVENTURES IN PSYCHEDELICS - ..Un viaggio attraverso le sostanze psicotrope e i loro…

    DOC – Tratti da una storia vera - 04/12/2021

  • PlayStop

    Rosalba Maletta su Durs Grunbein, Il bosco bianco

    ROSALBA MALETTA SU DURS GRUNBEIN - IL BOSCO BIANCO - presentato da IRA RUBINI

    Note dell’autore - 04/12/2021

  • PlayStop

    Cult di lun 12/04/21

    cult, ira rubini, flashmob magnificat, arianna scommegna, san satiro, san giorgio, san lorenzo, don walter magnoni, parrocchia sociale diocesi milano,…

    Cult - 04/12/2021

  • PlayStop

    Sui Generis di lun 12/04/21

    Con Pia Covre, storica attivista, prostituta, fondatrice del Comitato per i diritti delle prostitute onlus, facciamo il punto sulla situazione…

    Sui Generis - 04/12/2021

  • PlayStop

    Prisma di lun 12/04/21

    Ritorno a scuola anche per gli adolescenti, ne parliamo con la sottosegretaria all'istituzione Barbara Floridia. E i vostri ragazzi sono…

    Prisma - 04/12/2021

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di lun 12/04/21

    Rassegna stampa internazionale di lun 12/04/21

    Rassegna stampa internazionale - 04/12/2021

Adesso in diretta