Approfondimenti

Una deriva pericolosa

Giuseppe Conte, Danilo Toninelli e Luigi Di Maio a Genova

Una delle peggiori conseguenze del modo di fare politica di questo Governo è che è diventato difficilissimo, se non impossibile, ragionare a mente fredda. Usare argomenti razionali. Valutare le migliori opzioni e confrontare le idee. Prevalgono la violenza verbale, l’aggressività, il disprezzo dell’altro, unite a un approccio ideologico ai problemi. E chi critica viene bastonato mediaticamente.

Sta accadendo la stessa cosa anche nella vicenda della concessione autostradale ad ‘Autostrade per l’Italia‘. Nel merito, mantenere in essere concessioni pubbliche che fruttano miliardi di ricavi di Euro a fronte di investimenti molto bassi, appare discutibile. Ma in un Paese normale, con una classe politica di Governo – e di opposizione – normale, il tema delle concessioni autostradali sarebbe oggetto di dibattito tra i favorevoli e i contrari, valutando le convenienze economiche dell’una e dell’altra opzione.

Da noi, no.

Un fatto gravissimo come il crollo del ponte Morandi a Genova, con le decine di morti e feriti e le centinaia di sfollati (dei quali – avete notato? – nessuno o quasi parla) diventa l’occasione per l’ennesima campagna mediatica: ritiro della concessione, anzi multa milionaria, anzi ritiro della concessione e multa milionaria, e nessun indennizzo, anche se la legge lo prevede.

Ma non solo: Di Maio e soci hanno montato una campagna di aggressione contro un gruppo industriale e, ancora più grave, contro delle persone in carne e ossa, i Benetton. È stato individuato il colpevole senza aspettare processi e sentenze della magistratura. E’ stato del tutto calpestato il principio fondamentale che gli anglosassoni chiamano “rule of law” e che da noi può essere tradotto in rispetto dello Stato di Diritto.

Il Governo non solo lo ha fatto, ma lo ha rivendicato, affermando che non avrebbe aspettato le sentenze dei tribunali per individuare il colpevole e quel colpevole ha già un nome e un cognome. Questo atteggiamento, oggi, genera consenso. Siamo sicuri, anche tra molti che stanno leggendo. C’è voglia di soluzioni semplici, rapide, definitive. Chi dice che tutto questo è pericoloso è in minoranza e si espone a sua volta agli attacchi. Ma è doveroso affermarlo: tutto questo è pericoloso.

Se il Governo afferma di non essere interessato al lavoro della magistratura non tanto per revocare una concessione – non è questo il tema – ma per emettere una sentenza di colpevolezza, nessuno è più al sicuro. Se si calpesta il principio dello Stato di Diritto, della Legge come norma di tutela universale, non è al sicuro il monopolista privato che ricava miliardi come non lo è il comune cittadino che per qualsiasi motivo potrebbe essere chiamato a difendersi da una qualsivoglia accusa. Oggi pare che molti, troppi italiani questo pericolo non lo vogliano vedere, o non lo riescano a vedere. Non appaiono interessati, in nome della speranza in una presunta rinascita del Paese. “E se qualche capro espiatorio dovrà pagare, che paghi” sembra essere l’idea di molti.

I principali responsabili, sul piano politico, sono le forze che siedono a Palazzo Chigi. Ma le opposizioni hanno a loro volta una grande responsabilità. Dal 4 marzo le opposizioni di sinistra, quale che sia la definizione di sinistra che ciascuno voglia dare, sono totalmente succubi dell’agenda politica e soprattutto comunicativa di Lega e 5 Stelle. O meglio: di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

L’esempio di Genova è ancora una volta lampante. Una delegazione del Partito Democratico è andata a Genova. A tre giorni dai fatti, ma tant’è. C’erano il segretario Maurizio Martina, la vicepresidente Barbara Pollastrini, il coordinatore della segretaria Matteo Mauri. Sono andati alla sede del partito, dove hanno tenuto una conferenza stampa, e in Comune dal Sindaco. Poi hanno telefonato al presidente della Regione Liguria. A Sampierdarena, sotto al ponte, tra le centinaia di abitanti delle case popolari che sono stati sfollati, non ci sono andati.

Prendersela col Pd sembra perfino facile. In realtà, è un problema che riguarda tutte le opposizioni di sinistra. Prive di idee e di iniziativa, di una visione, di una strategia. E in politica il vuoto non esiste. Chi si ritira, chi abbandona al loro destino le persone che dovrebbe rappresentare, è destinato a venire sostituito da altri.

L’assenza di una seria opposizione di sinistra rappresenta un pericolo grande quanto la condotta di questo Governo.
E chi è stato il primo e fino a oggi unico politico ad affermarlo con chiarezza? Roberto Maroni. Un leghista.

Giuseppe Conte, Danilo Toninelli e Luigi Di Maio a Genova
Foto | Palazzo Chigi
  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR giovedì 18/04 9:29

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle 16 edizioni quotidiane del Gr. Un appuntamento con la redazione che vi accompagna per tutta la giornata. Annunciati dalla “storica” sigla, i nostri conduttori vi racconteranno tutto quello che fa notizia, insieme alla redazione, ai corrispondenti, agli ospiti. La finestra di Radio Popolare che si apre sul mondo, a cominciare dalle 6.30 del mattino. Da non perdere per essere sempre informati.

    Giornale Radio - 18-04-2024

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di giovedì 18/04/2024

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 18-04-2024

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di giovedì 18/04/2024 delle 7:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 18-04-2024

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di giovedì 18/04/2024

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 18-04-2024

  • PlayStop

    Non vedo l'ora di giovedì 18/04/2024

    Non Vedo l'Ora, ma nonostante questo iniziamo con calma! Poi appena riprendiamo conoscenza, dopo un caffè, due chiacchiere e della buona musica, vi racconto le cose per cui NON VEDO L'ORA di stare ogni giorno con voi!!

    Non vedo l’ora - 18-04-2024

  • PlayStop

    0091 di giovedì 18/04/2024

    Dalla musica classica alle produzioni elettroniche moderne, dai villaggi alla diaspora, l'India raccontata attraverso la sua musica. IG baaz_light_year

    0091 - 17-04-2024

  • PlayStop

    News della notte di mercoledì 17/04/2024

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 17-04-2024

  • PlayStop

    Percorsi PerVersi di mercoledì 17/04/2024

    Poesie, liriche, sonetti, slam poetry, rime baciate, versi ermetici, poesie cantate. Ogni settimana Percorsi PerVersi incontra a Radio Popolare i poeti e li fa parlare di poesia. Percorriamo tutte le strade della parola poetica, da quella dei poeti laureati a quella dei poeti di strada e a quella – inedita – dei nostri ascoltatori.

    Percorsi PerVersi - 17-04-2024

  • PlayStop

    Il giusto clima di mercoledì 17/04/2024

    Ambiente, energia, clima, uso razionale delle risorse, mobilità sostenibile, transizione energetica. Il giusto clima è la trasmissione di Radio Popolare che racconta le sfide locali e globali per contrastare il cambiamento climatico e ridurre la nostra impronta sul Pianeta. Il giusto clima è realizzato in collaborazione con è nostra, la cooperativa che produce e vende energia elettrica rinnovabile, sostenibile, etica. In onda tutti i mercoledì, dalle 21 alle 22. In studio, Gianluca Ruggieri ed Elena Mordiglia. In redazione, Sara Milanese e Marianna Usuelli.

    Il giusto clima - 17-04-2024

  • PlayStop

    Quel che resta del giorno di mercoledì 17/04/2024

    I fatti più importanti della giornata sottoposti al dibattito degli ascoltatori e delle ascoltatrici. A cura di Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro

    Quel che resta del giorno - 17-04-2024

  • PlayStop

    Esteri di mercoledì 17/04/2024

    1 - La guerra in Ucraina, capitolo 1. Un bombardamento russo ha fatto 17 morti e oltre 60 feriti nel nord del paese. I missili non sono stati intercettati. Zelensky: con le armi occidentali non sarebbe successo. Nei prossimi giorni il Congresso americano proverà a votare il pacchetto di aiuti (Roberto Festa) 2 - La guerra in Ucraina, capitolo 2. La strategia occidentale per contenere Putin non sembra funzionare. Nonostante le sanzioni l’economia russa sta crescendo più dei paesi ricchi. Lo dice il Fondo Monetario. Pesano le esportazioni verso Cina e India 3 - Peggiorano le relazioni tra Pechino e i paesi del sud-est asiatico. Nei prossimi giorni le Filippine faranno esercitazioni militari con l’alleato americano nel Mare Meridionale Cinese. Per la prima volta in una zona che la Cina rivendica come propria (Gabriele Battaglia) 4 – 10 anni senza Gabriel Garcia Marquez. In Esteri l’impegno politico dell’autore di Cent’anni di solitudine (Alfredo Somoza) 5 - Graphic Novel. La gemella fantasma. Il primo romanzo a fumetti di Lisa Brown (Luisa Nannipieri)

    Esteri - 17-04-2024

  • PlayStop

    Muoviti Muoviti di mercoledì 17/04/2024

    Quando le prime luci della sera… no, non è l’incipit di un romanzo. E’ l’orario in cui va in onda “Muoviti, muoviti” la trasmissione che vi accompagna nel rientro a casa dopo una giornata di lavoro, di studio o di semplice e puro fancazzismo (voluto o subito). Il racconto dei fatti principali della giornata, le piccole notizie che assurgono a tema di interesse generale, gli argomenti più dibattuti sui social, l’andamento del primo anno scolastico in presenza post-Covid, le elezioni (amministrative e del Presidente della Repubblica ma anche quelle dei consiglieri di condominio nel caso…), il presente e il futuro dell’atletica leggera dopo i successi di Tokyo. Tutto questo e molto altro lo trovate in “Muoviti muoviti” dalle 17.30 alle 19 dal lunedì al venerdì su Radio Popolare con Davide Facchini, Luca Gattuso e Marta Zambon.

    Muoviti muoviti - 17-04-2024

Adesso in diretta