Approfondimenti

Tre, due, uno: Primavera Sound!

Al Parc del Forum di Barcellona le prime note dovrebbero sentirsi intorno alle 16.00: il compito, peraltro, di dare il via al programma ufficiale del Primavera Sound 2016 sarà affidato a un italiano, Alessandro Cortini. Un nome che, soprattutto nel nostro paese, conoscono davvero in pochi, anche se nel corso della sua carriera ha avuto modo di lavorare con i Nine Inch Nails di Trent Reznor. Il musicista bolognese è autore di un’elettronica piuttosto scura, avvolgente come una colonna sonora, ed è solo uno dei più di 50 tra artisti e band che saliranno oggi su uno dei palchi messi a disposizione dal grande Festival di Barcellona.

Come raccontavamo ieri, il programma del Primavera Sound è in realtà ancor più articolato e ricco, ma i tre giorni centrali di questa straordinaria rassegna internazionale inizieranno oggi per concludersi all’alba di domenica nell’enorme area del Parc del Forum: lì si concentra il cuore del Festival e lì questa sera sarà apparecchiata la prima grande abbuffata di musica.

Oltre ai nomi più famosi in cartellone, che per questo giovedì 2 giugno ci porta a parlare di LCD Soundsystem ed Air, che domani ci farà concentrare sui Radiohead, e domenica ci farà accalcare sotto i palchi di PJ Harvey e Sigur Ros, il Primavera Sound è fonte continua di scoperte musicali, proponendo un programma davvero capace di rappresentare molte delle cose più interessanti uscite negli ultimi mesi, oltre che tanti personaggi di culto per gli appassionati.

Noi, ad esempio, aspettiamo con ansia un po’ di queste cose.

Car Seat Headrest (giovedì h19.00): l’americano Will Toledo è un vero prodotto del suo tempo. Questo giovanissimo cantautore ha pubblicato nel giro di circa tre anni dieci album autoprodotti sulla piattaforma Bandcamp: è stato così che l’ottima etichetta Matador lo ha notato e gli ha dato modo di pubblicare un primo disco ufficiale. E da pochi giorni è arrivato il secondo, bellissimo, album: si chiama Teens of Denial e rischia già di finire sulle classifiche del meglio dell’anno di parecchi magazine musicali.

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Daughter (giovedì h20.00): Il grande merito del Primavera Sound è stato avere in cartellone questa band inglese nel 2013, per il loro esordio If you leave, portato a un notevole successo in particolare dal singolo “Youth”, una canzone dalla potenza melodica straordinaria. Il secondo disco, Not to disappear, non ha forse un singolo così trascinante, ma è una grande prova di maturità per uno dei gruppi più convincenti del pop contemporaneo

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Kamasi Washington (giovedì h21.00): Ecco uno che nelle classifiche di fine anno dei magazine specializzati ci è già finito, lo scorso anno, grazie al suo The Epic, album che ha lanciato questo sassofonista afroamericano. Nella sua carriera Washington ha suonato con grandissimi nomi del jazz come Wayne Shorter o Herbie Hancock, ma anche con stelle del pop come Lauryn Hill, Snoop Dogg o Kendrick Lamar. Il suo album unisce sia la grande tradizione sperimentale del free jazz che un’ambizione di maggiore fruibilità melodica, che dal soul porta fino al pop. E dal vivo le sue composizioni si trasformano ulteriormente.

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Beirut (venerdì h21.00): Zach Condon ha esordito con il nome di Beirut ormai dieci anni fa, quando era poco più che ventenne. Da allora un po’ di cose sono cambiate, e Beirut è diventata una vera band. L’ultimo disco, No No No, non è forse il migliore della loro discografia: ma dal vivo sono imperdibili.

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Brian Wilson performing Pet Sounds (sabato h20.00): Sì, questa non è certamente una sorpresa, ancor meno una scoperta. Ma come resistere all’idea di ascoltare uno dei più grandi geni della storia del pop interpretare per intero uno dei più grandi dischi della storia del pop? Non si può e i fortunati avventori del Primavera non hanno che da accomodarsi.

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Julia Holter (sabato h0.50): questa 31enne californiana ha esordito ormai cinque anni fa con Tragedy, un disco ispirato a una tragedia di Euripide. Non proprio materiale da classifica, evidentemente, ma una prima dimostrazione del talento eclettico della Holter. A fine 2015 è arrivato Have you in my wilderness, quarto album da studio, probabilmente l’opera più articolata e completa di questa musicista.

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Ma come? Non hai citato Moderat, John Carpenter, Destroyer, i Tame Impala, le Savages…e tutti gli altri?! Lo so, sì. L’elenco di cose belle che si possono trovare al Primavera Sound è molto più lungo di così, anche più lungo della possibilità logistica che ogni partecipante al Festival avrà di poter effettivamente assistere a tutti i concerti che lo interessano. E tra poco iniziano i live.
Dunque ci salutiamo qui, e domani arriveranno i primi racconti dal Festival di Barcellona!

L’ultima, importantissima, informazione è per chi a Barcellona non c’è, ma vorrebbe esserci. Non è la stessa cosa, ma il fatto che il Primavera Sound, a questo indirizzo, proporrà uno streaming live gratuito del Festival farà certamente felici molti appassionati di musica.

  • Autore articolo
    Niccolò Vecchia
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    Il pubblico ministero alle dipendenze della politica? C'è già! Per trovarne qualche traccia, inutile cercare nella legge Meloni-Nordio, che smembra il Csm e stravolge l’autonomia delle toghe con la scusa della separazione delle carriere dei magistrati. E’ la legge su cui voteremo nel referendum di fine marzo. Il pm che dipende da criteri generali e criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale è già scritto, nero su bianco, nella cosiddetta riforma Cartabia del processo penale. Le norme della Cartabia (legge n.134/2021) prevedono che sia il parlamento a dettare criteri generali per le indagini. Se è il parlamento a doversene occupare è probabile che a decidere sia allora la maggioranza di governo. Dunque, la maggioranza parlamentare detta i criteri generali e poi – secondo la legge Cartabia – gli uffici del pm individuano i criteri di priorità (questo sì, questo no) tra i vari reati. Infine, il pm si adegua. Una forma di dipendenza c’è, anche se forse più blanda di quella paventata dai sostenitori del NO (un pm alle dipendenze del Guardasigilli). Ora, la norma è contenuta in una legge delega approvata dal parlamento cinque anni fa e che il ministro Nordio dovrebbe attuare con decreti legislativi. Ma questo non sta avvenendo. Perchè Nordio tiene chiusa in un cassetto la legge Cartabia? Pubblica lo ha chiesto all’ex magistrato Nello Rossi, direttore della rivista giuridica “Questione giustizia” (Magistratura democratica), autore con Armando Spataro (ex pm ed ex membro del Csm) di «Le ragioni del NO» (Laterza 2025). «Questa legge – racconta Nello Rossi - è stata relegata nel dimenticatoio perchè era un utile meccanismo di coordinamento tra il parlamento e le procure della repubblica. La maggioranza di destra l'ha sistematicamente ignorata, lasciata nel cassetto. A loro non interessa questo meccanismo di coordinamento. Il che poi giustifica scelte come quelle di un meccanismo di controllo del pubblico ministero da parte dell'esecutivo».

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    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

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