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Il piano vaccini troppo lento, l’ennesimo pasticcio lombardo e le altre notizie della giornata

moratti fontana - vaccini lombardia

Il racconto della giornata di domenica 21 marzo 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. LA lentezza del piano vaccinale è manifesta: siamo ancora molto lontani dal mezzo milione di vaccinazione promessi dal governo, nel frattempo si comincia a fare i conti con nuove ricadute della pandemia, come la dispersione scolastica. Il Lombardia continuano i malfunzionamenti del sistema di prenotazione delle vaccinazioni, ma anche guardando fuori dei confini nazionali la situazione non è poi così migliore, il caso tedesco insegna. Infine, i dati di oggi sull’andamento dell’epidemia da COVID in Italia.

Sono troppo pochi i vaccini giornalieri, il piano del governo non decolla

Oggi gli uffici del commissario all’emergenza coronavirus hanno stimato che nella settimana che inizia domani ci sarà una media di 200mila vaccinazioni al giorno. Sono poche, troppo poche per rispettare i tempi promessi. Le 500mila vaccinazioni al giorno evocate per aprile rimangono un miraggio.

E le cose sono  rese piu complicate da quello che succede nelle regioni. A volte la situazione è proprio drammatica,  come in Lombardia. A pagare piu di tutti gli errori, le inefficienze e le mancanze della gestione della pandemia in Italia sono gli anziani, che non vengono vaccinati, e i giovani, con un aumento della dispersione scolastica tra gli studenti in didattica a distanza per il secondo anno scolastico consecutivo.

Oggi il ministro Speranza ha fatto altre promesse: “”Per l’estate sono ottimista, sono stato sempre quello più duro e realista che era costretto a dire  sempre la verità, ma ora ci sono le ragioni  per guardare con più fiducia alle prossime settimane. Questo però è ancora un momento difficile, dobbiamo conservare tutte le precauzioni ma con il passare delle settimane la situazione andrà gradualmente a migliorare”

Certo, pensando a come sta andando la campagna vaccinale è difficile essere altrettanto ottimisti. Il confronto con la Gran Bretagna, per fare un esempio, è impietoso: oggi per il terzo giorno di fila in Gran Bretagna le vaccinazioni sono state più di 850mila.

La dispersione scolastica è tra le ricadute sociali più pesanti dell’epidemia

Stanchi, irritabili, più impreparati sono gli studenti italiani in Dad, protagonisti inascoltati della crisi. La dispersione scolastica da scollegamento è il nuovo fenomeno, quasi l’8% degli studenti delle superiori semplicemente scompare dagli schermi. Tra i maschi sono più del 10%. Oggi in Piazza Duomo a Milano è tornata in piazza “Priorità alla scuola” per chiedere di ritornare all’unica scuola che funziona quella in presenza.

Ecco le voci raccolte per noi da Filippo Robbioni:

 

Il nuovo capitolo del fallimento lombardo si chiama Aria

(di Claudio Jampaglia)

Si chiama Azienda regionale per l’innovazione degli acquisti e con buona pace di Moratti e Bertolaso che si scagliano contro di essa è una creatura di questa maggioranza regionale targata Attilio Fontana, esiste da due anni infatti ed è stata creata per accorpare tre aziende regionali dell’era Formigoni: la centrale acquisti Arca, e le super discusse Lombardia informatica e Lombardia infrastrutture considerate poltronificio dei partiti del centrodestra, come raccontano le inchieste della magistratura, e completamente inefficienti come ha più volte scritto la Corte dei Conti.

Tre carrozzoni politici fusi in uno Aria nel 2019 a cui sono affidati 10 miliardi di acquisti pubblici. Creatura del presidente del suo braccio destro l’assessore al bilancio Caparini, viene affidata a un presidente più di facciata di Forza Italia e un direttore generale plenipotenziario in quota Lega. A luglio proprio quest’ultimo, Filippo Bongiovanni, si dimette in seguito al coinvolgimento nelle indagine della Procura di Milano insieme allo stesso Fontana e al cognato del Presidente per l’affare dei camici prima pagati a Aria e poi donati alla Regione.

È solo una delle defaillance di Aria travolta anch’essa dal Covid, le decine di gare per i vaccini antinfluenzali andate deserte ne sono la prova. Fontana ringrazia Bongiovanni mettendolo a capo del Sistema delle società regionali che coordina anche tutte le aziende ospedaliere, la cassaforte Finlombarda, le ferrovie Nord.

Ad agosto dal Veneto, nuovo bacino di manager per la giunta lombarda, arriva un nuovo direttore generale, Mauro Gubian, finito ora nel ciclone del sistema di prenotazioni vaccini. Nessuno si capacita come possano sbagliare procedure così semplici e standard. Ma tra farfugliamenti di errori materiali e problemi di fornitori, alla fine Aria verrà sostituita ad aprile nella gestione della campagna vaccinale da Poste italiane. A futura memoria dell’eccellenza lombarda.

Crisi covid e scandali politici: la Germania non è l’Eldorado d’Europa

In Germania domani potrebbe essere decisa una serie di nuove misure anti contagio, anche severe, ad esempio l’obbligo di fare più tamponi rapidi settimanali per ciascun lavoratore che stia in presenza e non lavori da casa. O divieto di contatti negli spazi privati e nuove chiusure.

In Germania le cose non vanno bene nemmeno sul piano politico. Il governo rischia di essere coinvolto in un nuovo scandalo relativo alle forniture di mascherine. Si è scoperto che il marito del ministro della Sanità lavora per una ditta che ha fornito al ministero centinaia di migliaia di mascherine

Tommaso Pedicini è caporedattore di Radio Colonia, il programma in lingua italiana della radio pubblica tedesca WDR:

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

 

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    Centinaia di migliaia di persone in 50 città, secondo gli organizzatori, tanti studenti e movimenti per la Palestina insieme ai lavoratori hanno animato le piazze dello sciopero generale indetto unitariamente dalle sigle del sindacalismo di base contro la manovra economica. Una manovra di guerra, condizionata dalla necessità di aumentare le spese militari e che taglia salari e stato sociale, il centro della protesta. A Roma la manifestazione si è concentrata davanti a Montecitorio, molto partecipati anche i cortei di Milano e di Genova, aperto dai lavoratori portuali insieme a Greta Thunberg. A Torino un gruppo di manifestanti a volto coperto ha fatto irruzione nella redazione de LA Stampa, vuota per lo sciopero, lasciando scritte e buttando all’aria materiali di lavoro. Il Cdr e il sindacato dei giornalisti hanno duramente condannato l’atto. A Venezia ci sono state cariche e l’uso di idranti quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere la sede dell’industria militare Leonardo. Le interviste realizzate al corteo di Milano da Martino Fiumi.

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