Approfondimenti

Lo sciopero globale per il clima, lo scaricabarile sui morti di Cutro, la guerra in Ucraina e le altre notizie della giornata

Il racconto della giornata di venerdì 3 marzo 2023 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Oggi c’è stato lo sciopero globale per il clima: in Italia manifestazioni in decine di città per chiedere di agire subito contro il surriscaldamento del pianeta, a quattro anni dalla prima mobilitazione. Continuano le ricerche dei dispersi di Crotone. Salvini prova a difendere se stesso e il suo ministero, ma uno dei punti da chiarire è proprio il mancato via ai soccorsi: perché la Guardia Costiera, dal momento della segnalazione di Frontex delle 23, non ha lanciato un’operazione di soccorso? Il premio Nobel per la Pace 2022, fondatore della ong bielorussa per i diritti umani Viasna Ales Bialiatski, è stato condannato a 10 anni di carcere. Le accuse sono “contrabbando di denaro” e “finanziamento di manifestazioni di protesta con il pretesto di attività per i diritti umani”, imputazioni ritenute dall’opinione pubblica internazionale e dagli stessi attivisti come politicamente motivate. Ancora: la guerra in Ucraina, il caso Cospito e l’addio a Wayne Shorter.

Cinque giorni di scaricabarile e incongruenze sul naufragio di Cutro

(di Mattia Guastafierro)

Cinque giorni di scaricabarile, incongruenze e buchi temporali. A quasi una settimana dal naufragio di Cutro è questo ciò che le versioni di Frontex, Guardia di Finanza e Guardia Costiera hanno restituito sulle proprie modalità di intervento. Una catena dei non-soccorsi che ora spetterà alla procura di Crotone ricostruire.
Alcuni elementi sono stati chiariti, altri restano nell’ombra.
Il principale è la mancata apertura di un evento SAR. Perché la Guardia Costiera, dal momento della segnalazione di Frontex delle 23, non ha lanciato un’operazione di soccorso? Secondo vari esperti di diritto marittimo c’erano le condizioni per attivarla: la significativa presenza di persone nel ventre della nave, rilevata dalle fotografie termiche, l’assenza apparente di giubbotti di salvataggio, di equipaggio professionale e le condizioni agitate del mare. Bastava forse questo per spingere la Capitaneria a uscire in mare, con i propri mezzi “ognitempo”.
Il secondo punto da chiarire riguarda gli orari e le modalità di intervento della Guardia di Finanza. Le navi delle fiamme gialle escono per prime di notte per un’operazione di polizia. La missione fallisce due volte, per via del mare forza 4, ma l’avviso alla Guardia Costiera arriva solo alle 3.48 del mattino, pochi minuti prima del naufragio. Una telefonata a cui non segue, nemmeno in questo caso, l’avvio dei soccorsi.
Infine c’è un’ultima incognita che la Procura dovrà chiarire e riguarda il ruolo di Frontex. Nella sua segnalazione, l’agenzia di frontiera europea indica un caicco carico di persone e all’apparenza privo di condizioni di sicurezza. Eppure, allo stesso tempo, afferma che non ci sono segni di pericolo, scaricando le responsabilità sulle autorità italiane. A questo si aggiunge un altro mistero. Frontex avrebbe individuato una telefonata partita dalla barca verso la Turchia. I superstiti hanno detto che gli scafisti possedevano un telefono satellitare, da cui si può rintracciare la posizione della nave. Se Frontex lo ha rilevato, a chi è stato consegnato il riferimento dell’apparecchio? Domande a cui risponderanno i magistrati.

Migliaia in piazza per il clima

Oggi lo sciopero globale per il clima. In Italia manifestazioni in decine di città per chiedere di agire subito contro il surriscaldamento del pianeta, a quattro anni dalla prima mobilitazione di questo tipo, quando le strade di 2mila città del mondo si riempirono di giovani. Nel nostro paese si parlò di circa un milione di persone, 100mila solo a Milano, dove oggi si sono viste alcune migliaia di manifestanti. Lorenzo Tecleme è un giornalista ed è attivista del movimento Fridays for future

L’Onu accoglie il ricorso dei legali di Alfredo Cospito

L’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani ha accolto il ricorso dei legali di Alfredo Cospito, il militante anarchico detenuto al 41 bis. In attesa di esprimersi sul merito, l’Organismo internazionale ha chiesto all’Italia di assicurare il rispetto degli standard internazionali di detenzione, e degli articoli 7 e 10 del patto internazionale sui diritti dei detenuti, che riguardano il divieto di tortura e di trattamenti o punizioni disumane e degradanti. Il documento è stato notificato al difensore di Cospito, l’avvocato Flavio rossi Albertini, ed alla rappresentanza del governo italiano presso l’Unhcr di Ginevra. Ora il governo italiano ha sei mesi per rispondere a questa richiesta. In un comunicato l’avvocato Rossi Albertini e sottolineano che con questa azione la Commissione sta per la prima volta mettendo in dubbio la legittimità del regime 41 bis rispetto alle convenzioni internazionali. È molto difficile che l’Italia possa dimostrare che una detenzione a vita e in un regime di estremo isolamento stia garantendo il fine essenziale di ravvedimento e riabilitazione sociale”.

Le previsioni sul Pil riviste al ribasso

La perdita di potere d’acquisto dei salari e la bassa domanda interna ammazzano il Pil: nel quarto trimestre del 2022 l’Italia è stata in recessione, col prodotto interno lordo diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è cresciuto dell’1,4% nei confronti del quarto trimestre del 2021, un dato rivisto al ribasso rispetto alle stime. Due in particolare le casue: il calo della domanda interna e dei consumi privati: nel quarto trimestre del 2022 la spesa delle famiglie è calata dell’1,3%.

Il punto sulla guerra in Ucraina

E’ previsto per le 20 italiane l’incontro tra il cancelliere tedesco Scholz e il presidente degli stati uniti Joe Biden. Non è prevista una conferenza stampa finale, né una cena di stato, e il bilaterale è stato preannunciato solo da una brevissima nota della cancelleria tedesca che indica come unico tema di discussione il conflitto in Ucraina. Secondo il New York Times potrebbe essere un primo step verso la costruzione di una road map per porre fine al conflitto. Sia Washington che Berlino, negli ultimi giorni stanno affrontando una crescente irrequietudine interna sull’invio di armi a Kiev. Poco fa gli Usa hanno annunciato ufficialmente un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev da 400 milioni di dollari, mentre crescono le voci di chi si chiede come e quando finirà il conflitto.
Proprio oggi Zelensky è tornato a chiedere nuove forniture militari, parlando della necessità sia di missili a lungo raggio che di caccia militari. Una richiesta sempre più pressante anche alla luce degli sviluppi sul campo. L’esercito ucraino oggi ha detto che “Intensi combattimenti si stanno svolgendo dentro e intorno alla città di Bakhmut”. Il fondatore del gruppo di mercenari russi Wagner ha detto che le forze russe hanno praticamente circondato la città e ha invitato il presidente ucraino Volodymir Zelensky a evacuare anziani e bambini. Kiev continua a negare, ma la difesa della città è sempre più difficile, soprattutto dopo che l’esercito russo oggi ha fatto saltare in aria un ponte chiave che rappresentava l’ultima e principale via di rifornimento per la difesa ucraina, che potrebbe decidere per il ritiro da un momento all’altro. Sentiamo il nostro collaboratore Sabato Angieri

Addio al sassofonista e compositore Wayne Shorter

(di Niccolò Vecchia)

Wayne Shorter è stato una leggenda del jazz e uno dei più grandi sassofonisti di sempre, ha contribuito a dare forma e sostanza al suono del jazz moderno, attraversandone la storia, in quasi 60 anni di carriera, suonando con alcune delle formazioni più significative e influenti. Lo troviamo con i Jazz Messengers di Art Blakey e nel secondo quintetto di Miles Davis, nei Weather Report che fondò insieme a Joe Zawinul, oltre che in molti album da solista. E’ stato un innovatore, un gigante dell’improvvisazione, capace di esprimersi oltre qualsiasi barriera di genere, collaborando anche con musicisti pop e rock come Joni Mitchell, gli Steely Dan, Carlos Santana e ancora molti altri. “E’ stato in grado di raggiungere il culmine dell’eccellenza come sassofonista, compositore e orchestratore”, ha scritto di lui, omaggiandolo, l’amico fraterno Herbie Hancock. Come colonna dei Weather Report, Wayne Shorter suona sul brano Black Market, che diede il titolo a un disco celeberrimo della band, e che da sempre è la sigla del nostro Giornale Radio. Normalmente non trasmettiamo la parte della composizione in cui entra il suo sax tenore, ma oggi la useremo come chiusura del notiziario, inchinandoci doverosamente all’arte di Wayne Shorter.

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    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

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    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

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    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES - presentato da Barbara Sorrentini

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    In tenda per difendere la sanità pubblica. La storia di Piero Castrataro, sindaco di Isernia

    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

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