Approfondimenti

Due estremisti tra le più alte cariche dello Stato, la tensione nelle trattative per il governo e le altre notizie della giornata

Fontana ANSA

Il racconto della giornata di venerdì 14 ottobre 2022 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Dopo l’elezione di La Russa a Presidente del Senato, oggi un altro estremista è stato scelto come Presidente della Camera: è il leghista Lorenzo Fontana. Nella maggioranza, intanto, si continua a trattare per chi farà parte del governo e le tensioni restano forti. Matteo Renzi sceglie la strategia della guerriglia: ottenere le vicepresidenze e far saltare la maggioranza facendo leva su Forza Italia. Oggi è tornato a parlare Vladimir Putin lo ha fatto dal vertice dei Paesi euro-asiatici in corso ad Astana in Kazakistan. La premier britannica Liz Truss sembra essere già al capolinea dopo poco più di un mese dalla sua nomina.

Lorenzo Fontana tra cattolicesimo integralista e legami con la Russia

Da oggi il leghista Lorenzo Fontana è Presidente della Camera. Un’elezione avvenuta senza colpi di scena come quelli di ieri al Senato, ma comunque molto significativa, a partire dal tipo di personaggio politico su cui la maggioranza ha puntato per la terza carica dello stato.

(di Andrea Monti)

Verona è il luogo in cui è nato e da cui ha fatto carriera in politica, in una città segnata dalla presenza dell’estrema destra, in particolare nella tifoseria della squadra di calcio dell’Hellas – tifoseria a cui Fontana ha sempre rivendicato di appartenere. Oggi alla Camera ha citato Papa Francesco, ma quello del neo-presidente è un cattolicesimo ben diverso, integralista su temi come l’aborto e le unioni tra persone dello stesso sesso. “Vogliamo un’Europa dove il matrimonio sia tra una mamma e un papà, dove i bambini vengano dati a una mamma e un papà, le altre schifezze non le vogliamo neanche sentir nominare” urlava nel 2017, due anni prima del congresso mondiale delle famiglie, che proprio a Verona riunì rappresentanti della destra religiosa e reazionaria.
Fontana allora era Ministro della Famiglia del primo governo Conte, incarico che occupava da poco quando disse che “le famiglie arcobaleno, per legge, non esistono”. La sua concezione del cattolicesimo si intreccia alle idee che ha sull’immigrazione: pochi giorni fa su Twitter ha celebrato l’anniversario della battaglia di Lepanto, parlando di “Europa cristiana” che “fiera della sua identità” fermò “l’avanzata ottomana”. Un riferimento a un fatto storico usato dalla propaganda anti-immigrazione per sostenere la tesi di un’invasione che sarebbe in corso in Europa. E sull’invasione vera, quella dell’Ucraina? Da febbraio – come Salvini – Fontana ha dovuto rivedere le sue posizioni filo-Putin, talmente nette da essere invitato in Crimea nel 2014 come osservatore del referendum farsa con cui la penisola fu annessa alla Russia. Da segnalare in particolare il rapporto con Alexey Komov, braccio destro dell’oligarca russo Konstantin Malofeev, sostenitore di Putin. Nel complesso il Fontana internazionale è nel segno dell’estremismo che lo caratterizza: sei anni fa salutava “volentieri gli amici di Alba Dorata” in un messaggio inviato al congresso del partito neonazista greco.

Due estremisti tra le più alte cariche dello Stato

L’elezione di Fontana segue quello di un altro estremista, Ignazio La Russa, che da ieri è presidente del Senato. Una doppietta che arriva dopo mesi in cui Giorgia Meloni ha cercato di mostrarsi moderata, mentre a livello giornalistico erano soprattutto le testate straniere a parlare di destra radicale, anziché di centrodestra come faceva la maggior parte dei mezzi di comunicazione italiani. La politologa Nadia Urbinati insegna alla Columbia university di New York:


 

Tensione alle stelle mentre si tratta per chi farà parte del governo

Nella maggioranza si continua a trattare per chi farà parte del governo e le tensioni restano forti.

(di Anna Bredice)

L’unica cosa che appare abbastanza sicura è Giancarlo Giorgetti al ministero dell’Economia. Non solo perché se ne parla da giorni, quanto per la fila che c’era questa mattina a Montecitorio per salutarlo e stringergli le mani. Lui al solito un po’ defilato, ma con un sorriso molto soddisfatto. Anche Matteo Salvini ha fatto buon viso a cattivo gioco, ritenendo il nome di Giorgetti un grande successo per la Lega. In realtà appare più un nome in quota Meloni che Lega, ma oggi Salvini è andato all’incasso con Lorenzo Fontana, perché è un leghista della sua area, uno dei più fedeli e dei più lontani da Zaia, veneto come lui, ma rivale di Salvini nel partito.
Prima del voto, su una panchina nel cortile, Bossi è sembrato dare la benedizione a Fontana, circondato da Salvini e Calderoli.
Ora Salvini rilancia ed è pronto a prendere per la Lega altri posti nel governo, non insiste più di tanto sul solito Viminale, ma l’asse con Meloni per ora resiste. Sono riusciti insieme a portare a casa due presidenze del Parlamento di destra, che per ora non hanno nessuna aria di essere di garanzia, visto che La Russa ancora non riesce ad essere superpartes e ha chiesto a Berlusconi di smentire quel foglio apparso sui social dove il Cavaliere descrive Giorgia Meloni come prepotente e arrogante. Forza Italia infatti sta ancora sbollendo la frustrazione per come sono andate le cose, Tajani oggi tentava pillole di saggezza, “ogni giorno ha la sua soluzione” diceva, per non dire la sua pena, “votiamo Fontana e poi si vede”. In sostanza né conferma né smentisce che possano andare da soli alle consultazioni. In realtà manca quasi una settimana, un tempo enorme per trattare sui ministeri. Berlusconi insiste su Giustizia e Sviluppo economico, ma Meloni vuole avere l’ultima parola sui nomi delle persone. Il fine settimana servirà a questo, a decidere la squadra, cercando di non rompere un’alleanza che alla prima prova al Senato ha subito già una vistosa crepa.

Spaccare maggioranza e PD: la strategia di Renzi

Enrico Letta ha commentato l’elezione di Fontana parlando di “sfregio all’Italia”. Il segretario uscente del PD attacca la maggioranza ma dopo quello che è successo al senato – i voti segreti arrivati a La Russa da una parte dell’opposizione – deve guardarsi innanzitutto dal polo centrista di Matteo Renzi, e da chi nel Partito democratico potrebbe aver aiutato l’ex sindaco di Firenze.

(di Luigi Ambrosio)

Renzi ieri era molto contento dopo l’esito del blitz al Senato che ha aperto una crepa nella maggioranza e ha messo al tempo stesso in difficoltà il PD. Oggi, se possibile, i renziani sono ancora più contenti.

“Ci infileremo in tutte le loro contraddizioni” dice uno di loro.

La strategia della guerriglia. In aula e nelle commissioni, soprattutto al Senato dove in alcuni casi la maggioranza potrebbe avere un vantaggio di due, o anche di un solo senatore.
E i renziani confidano in una sponda interna alla maggioranza: Forza Italia.

“Vedrai col voto segreto cosa succederà” dice il parlamentare pensando alle nomine della prossima settimana, le vicepresidenza del Senato e della Camera, e quelle future, il Copasir e la commissione di Vigilanza Rai, le cui presidenze spettano alle opposizioni.

La nuova tensione di oggi tra Forza Italia e La Russa con i giornali che pubblicano gli appunti di Berlusconi dove si dà della supponente, arrogante e offensiva a Meloni e con La Russa che gli chiede di dire che si tratta di un fake, fanno già prefigurare nuove rotture. [CONTINUA A LEGGERE]

Come vanno interpretate le parole di oggi di Putin?

Oggi è tornato a parlare Vladimir Putin lo ha fatto dal vertice dei Paesi euro-asiatici in corso ad Astana in Kazakistan.
“Restiamo aperti alla prospettiva di colloqui con Kiev, al momento non c’è più bisogno di ulteriori attacchi massicci sulle infrastrutture ucraine. La mobilitazione dei riservisti finirà entro due settimane e non è prevista alcuna coscrizione aggiuntiva”. Questo in sintesi quanto detto da Putin, che sul fronte diplomatico ha aggiunto “di non vedere al momento la necessità di un incontro con il presidente americano Biden. Come vanno interpretate le parole di Putin? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa” dell’Istituto Affari Internazionali:

Sul campo i riservisti russi stanno arrivando nel Donbass mentre a sud prosegue la controffensiva dell’esercito di Kiev, tanto che oggi le autorità filo-russe hanno ordinato l’evacuazione dei civili da Kherson, una delle 4 regioni annesse da Mosca. Sentiamo ancora Alessandro Marrone:


 

La premier britannica Liz Truss sembra essere già al capolinea

La premier britannica Liz Truss sembra essere già al capolinea dopo poco più di un mese dalla sua nomina. Oggi ha licenziato il Cancelliere dello Scacchiere, ovvero il Ministro delle Finanze e del Tesoro. Poco dopo in Parlamento ha annunciato un’ulteriore marcia indietro sul taglio delle tasse.
Tra i conservatori si parla già della successione. Tra le ipotesi che circolano un ticket formato da Sunak e Mourdant, i suoi due principali sfidanti nella corsa alla leadership dei Tory.
Dalla Gran Bretagna il nostro Collaboratore Daniele Fisichella:


 

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