Approfondimenti

Il rischio della partecipazione della Bielorussia alla guerra, la frattura nella destra lombarda e le altre notizie della giornata

leghisti per Moratti ANSA

Il racconto della giornata di sabato 25 giugno 2022 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Per la prima volta dall’inizio della guerra un attacco diretto in Ucraina sarebbe partito da territorio bielorusso. È l’accusa che hanno lanciato oggi le autorità militari di Kiev. Alla vigilia delle amministrative è scoppiata la guerra nella destra lombarda, in vista delle elezioni regionali del prossimo anno: l’attuale vicepresidente Letizia Moratti, di Forza Italia, ha lanciato la sua candidatura, sfidando di fatto il governatore uscente Attilio Fontana, sostenuto dalla Lega e da Salvini. Negli Stati Uniti la battaglia della Corte Suprema per ridisegnare la società americana per i prossimi decenni è aperta. I democratici, però, sperano di capitalizzare lo sdegno esploso in queste ore per portare la gente a votare. La sparatoria avvenuta nella notte a Oslo, che ha provocato due morti e 21 feriti, viene considerata come un “atto di terrorismo islamista”. Lo ha reso noto l’antiterrorismo norvegese. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

Severodonetsk è sotto il controllo dei russi

Per la prima volta dall’inizio della guerra un attacco diretto in Ucraina sarebbe partito da territorio bielorusso. È l’accusa che hanno lanciato oggi le autorità militari di Kiev. La regione di Cernihiv, al confine proprio con la Bielorussia, è stata colpita da venti missili sparati da aerei russi che sorvolavano lo spazio aereo di Minsk. Per l’intelligence ucraina si tratta di un chiaro “tentativo di coinvolgere l’esercito bielorusso in guerra”.
Il raid è avvenuto questa mattina, nel giorno in cui Putin ha ricevuto a San Pietroburgo il dittatore Lukashenko, suo alleato. A lui, Putin ha promesso l’invio di missili Iskander, missili a corto raggio capaci di trasportare testate atomiche. Quanto è concreta la possibilità che Minsk partecipi direttamente alla guerra? Mara Morini, docente di politiche dell’Europa orientale all’università di Genova:

Oggi nel Donbass ci sono stati altri bombardamenti. Mosca dice di aver ucciso 80 mercenari polacchi in un attacco condotto nella regione. Severodonetsk, intanto, è ormai sotto il totale controllo russo. Lo ha annunciato il sindaco della città alla tv ucraina. Secondo i separatisti filorussi, anche l’impianto chimico Azot è stato occupato ed evacuati gli 800 civili rifugiati all’interno.
Tuttavia, per il capo dell’intelligence ucraina Budanov la ritirata da Severodonetsk è stata organizzata, di fatto una tattica. “Ad agosto ci sarà una svolta. Riprenderemo il controllo dei territori e torneremo ai confini del 1991”, ha detto Budanov. L’ambizione è quella di riconquistare Kherson, la prima città occupata dai russi. Dall’Ucraina sentiamo il nostro collaboratore Sabato Angieri:

La guerra in Ucraina sarà al centro del vertice del G7 di domani. A Monaco di Baviera, in Germania, i leader delle 7 economie più avanzate del pianeta affronteranno anche i temi dell’energia e della crisi alimentare globale.

La destra lombarda si spacca. Moratti sfiderà Fontana?

Domani si vota per il secondo turno delle elezioni amministrative. Sono 2 milioni i cittadini chiamati alle urne in 65 comuni. La sfida principale a Verona con Damiano Tommasi che per il centrosinistra se la vedrà con il sindaco uscente Federico Sboarina, sostenuto da Lega e FdI, ma non da Forza Italia con cui c’è stata la rottura. Altri ballottaggi significativi saranno a Parma, Monza, Lucca, Alessandria, Como e Sesto San Giovanni.

Alla vigilia delle amministrative, intanto, è scoppiata la guerra nella destra lombarda, in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. L’attuale vicepresidente Letizia Moratti, di Forza Italia, ha lanciato la sua candidatura, sfidando di fatto il governatore uscente Attilio Fontana, sostenuto dalla Lega e da Salvini. Che cosa c’è in gioco nella lotta per la leadership tra i due partiti? Carlo Galli, politologo dell’università di Bologna:


 

(di Alessandro Braga)

Che Letizia Moratti ambisse da tempo a occupare la poltrona del piano più alto di palazzo Lombardia non è un segreto da tempo. Più o meno dal giorno in cui, era gennaio del 2021, venne chiamata, ironia della sorte proprio da Matteo Salvini, a sostituire Giulio Gallera come assessore al welfare della Regione. Nei corridoi del palazzo della giunta lombarda si mormora da diversi mesi che Lady Moratti si comporti da vera padrona, e che obblighi tutti a chiamarla vicepresidente, con qualche malcelato fastidio per il prefisso vice. Ora è uscita allo scoperto: “Da tempo ho dato la mia disponibilità alla coalizione e sono sollecitata quotidianamente da più parti a candidarmi”, ha detto. Boom, la bomba è esplosa, a poche ore dai ballottaggi in diversi comuni italiani, in una tornata amministrativa non facile per il centrodestra, già imbrigliato in liti interne e veti incrociati. La Lega la gela, dicendo che “squadra vincente non si cambia”. Forza Italia commenta a mezza voce, sottolineando che Letizia Moratti non parla a nome del partito. Fratelli d’Italia al momento tace, ma sorniona Giorgia Meloni potrebbe cavalcare la proposta anche solo per fare un dispetto a Salvini. Il leader della Lega, in difficoltà da mesi, aveva rilanciato Fontana come candidato della coalizione, anche se l’attuale presidente non ha ancora sciolto le riserve sulla sua ricandidatura. Il passo avanti di Lady Moratti, chissà quanto studiato e con chi, di sicuro non rasserena gli animi nella coalizione che ormai da più di vent’anni governa la Lombardia. La prossima settimana potrebbe esserci un vertice tra i leader dei tre partiti. Discuteranno di tutto, comprese le candidature alla guida delle Regioni che il prossimo anno dovranno andare al voto. Che la coalizione, almeno in Lombardia, dovesse restare a trazione leghista, fino a poco fa era un dogma che nessuno avrebbe messo in dubbio. Fino a poco fa, appunto.

42enne arrestato per atto di terrorismo islamista a Oslo

La sparatoria avvenuta nella notte a Oslo, che ha provocato due morti e 21 feriti, viene considerata come un “atto di terrorismo islamista”. Lo ha reso noto l’antiterrorismo norvegese. Per l’assalto è stato arrestato un uomo di 42 anni. Il Gay Pride di Oslo che si sarebbe dovuto svolgere proprio oggi pomeriggio è stato annullato. Giugno è il mese delle manifestazioni del Pride in tutta Europa. In Italia oggi otto città sono coinvolte. Al Pride del Lazio abbiamo raggiunto il segretario generale dell’Arcigay Gabriele Piazzoni:


 

La Corte Suprema prova a ridisegnare la società americana: la battaglia è aperta

(di Roberto Festa)

La battaglia è aperta. Non solo l’aborto, ma diverse altre sentenze, mostrano che una Corte Suprema su posizioni fortemente reazionarie sta cercando di ridisegnare la società americana per i prossimi decenni. E contro la volontà degli americani. La Corte ha cancellato Roe v. Wade, ma otto americani su dieci sono per mantenere il diritto all’aborto. Poche ore prima la Corte aveva cancellato una legge di New York, vecchia di 108 anni, che poneva restrizioni al porto di un’arma in pubblico. Otto newyorkesi su dieci erano per mantenere la legge. Un’altra recente sentenza della Corte fa a pezzi uno dei fondamenti della Repubblica – la separazione tra stato e chiesa – e impone al Maine di finanziare con soldi pubblici le scuole religiose. Attese, nei prossimi giorni, sentenze che cancelleranno regolamentazioni ambientali e per le imprese. Si tratta insomma dell’offensiva che una Corte, ormai fuori controllo, lancia, incurante degli orientamenti degli americani.
I democratici, che tutti i sondaggi degli ultimi mesi danno in forte affanno alle elezioni di midterm, sperano di capitalizzare lo sdegno esploso in queste ore per portare la gente a votare. Un esempio. La cancellazione di Roe v. Wade ha portato al bando all’aborto in Arizona, Wisconsin, Michigan, Georgia. Sono Stati dove, a novembre, si terranno sfide importanti al Senato, e dove portare più donne alle urne, e più membri delle minoranze, direttamente toccati dal bando all’aborto, potrebbe essere decisivo per i democratici. Stesso discorso per le sfide di governatore in Stati come la Pennsylvania, e ancora il Wisconsin e il Michigan. Mantenere un governatore democratico, potrebbe essere garanzia di mantenimento del diritto all’aborto in questi Stati. La sfida è dunque aperta, ma non è facile vincerla. Bisogna per l’appunto tenere viva la mobilitazione, raccogliere i finanziamenti, organizzare la campagna attorno al tema dell’aborto, senza però trascurare il resto, i temi economici, dell’inflazione, che sono al momento il vero tallone d’Achille di Biden e dei democratici. Ciò su cui i repubblicani continuano a soffiare, nella speranza di riprendersi il Congresso.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Siamo nel pieno di una ondata di contagi da COVID che fa salire il numero dei casi positivi: oggi sono oltre 56mila e il tasso di positività al tampone sfiora il 22%. Dati peraltro sottostimati secondo tutti gli esperti, dal momento che i sintomi sono generalmente più lievi che in passato e che i test fai da te non sono così attendibili con la nuova variante del virus, Omicron 5.
“Non si va verso nuove restrizioni”, ha ribadito oggi il sottosegretario alla Salute Sileri. Il ministro Speranza è tornato a confermare che comunque per chi è positivo l’obbligo di restare in isolamento rimane. “Oggi in isolamento ci sono 650mila persone – ha detto Speranza – Non è immaginabile che se ne vadano in giro”.
Nelle ultime 24 ore ci sono stati 40 decessi e i ricoveri in ospedale, sia nei reparti ordinari, sia in terapia intensiva, sono in aumento. Abbiamo chiesto una valutazione di questa fase dell’epidemia al virologo Fabrizio Pregliasco:

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    “La diversità è la spina dorsale degli USA”: gli statunitensi The Sophs raccontano il loro debutto

    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

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