Approfondimenti

La fine della corsa al Colle di Berlusconi, la grande sfida del governo cileno e le altre notizie della giornata

elezioni presidente della repubblica Berlusconi

Il racconto della giornata di sabato 22 gennaio 2022 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. A due giorni dall’inizio delle votazioni per il Presidente della Repubblica, Silvio Berlusconi ha fatto il tanto atteso passo indietro e ritirato la sua candidatura. Oggi si è avuta notizia di altri due morti sul lavoro, ma per il governo anticipare il pacchetto di norme previsto per la sicurezza sul lavoro non è urgente. Negli anni in cui la pandemia ha allargato la forbice tra la parte più ricca e quella più povera della popolazione, nella classifica dei miliardari della rivista Forbes arrivano 11 nuovi italiani. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

Silvio Berlusconi abbandona la corsa al Colle

A due giorni dall’inizio delle votazioni per il presidente della Repubblica, Silvio Berlusconi ha fatto il tanto atteso passo indietro e ritirato la sua candidatura. La notizia è di pochi minuti fa: cosa l’ha convinto? La sceneggiata è finita, Berlusconi si è ritirato pochi minuti fa dalla corsa al Colle. Il capo di Forza Italia non si è nemmeno presentato al vertice on line del centrodestra con Salvini e Meloni. Ha mandato Tajani e Ronzulli a dire che rinuncia in nome dell’unità del Paese.
La resa arriva dopo aver fatto i conti, i 505 voti necessari non c’erano nonostante la campagna acquisti: proprio stamattina un senatore ex grillino era passato a Forza Italia. Le mosse di Berlusconi, che siano passi in avanti o indietro, sono un elemento con cui il centrodestra è costretto a fare i conti.

Il governo non ritiene urgente il pacchetto di norme per la sicurezza sul lavoro

Oggi si è avuta notizia di altri due morti sul lavoro: un operaio di 64 anni precipitato dal tetto di una cella frigorifera a Pomezia vicino Roma, mentre sistemava cavi elettrici in un capannone industriale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale dell’Asl Roma 6. L’uomo era salito sulla struttura per sistemare cavi elettrici. Si chiamava Vincenzo Pignone, 59 anni, l’uomo morto in una stamperia industriale nel canavese. Secondo una prima ricostruzione è caduto dentro una sabbiatrice, un macchinario che si usa per pulire i pezzi dello stampaggio. Quattro lavoratori di ditte esterne che lavorano per le ferrovie sono rimasti feriti ad Orbassano, dove due treni merci si sono scontrati allo scalo merci dell’interporto. La causa dell’incidente sarebbe stato un errore di manovra. A metà dicembre un macchinista era rimasto ucciso nello stesso scalo
Ieri il Ministro del Lavoro Orlando aveva proposto in Consiglio dei Ministri di anticipare il pacchetto di norme previsto per la sicurezza sul lavoro, che dopo gli annunci di alcuni mesi fa è scomparso. Ma il governo non l’ha ritenuto urgente.

Il rinnovato appello per abrogare l’alternanza scuola-lavoro

La Procura di Udine ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico del legale rappresentante dell’azienda dove ieri è morto lo studente 18enne Lorenzo Parrelli, all’ultimo giorno di uno stage nell’ambito della ex alternanza scuola lavoro. Il 18enne è rimasto schiacciato da una trave d’acciaio mentre eseguiva lavori di carpenteria.
La vicenda di Udine ha riaperto la discussione sull’alternanza scuola-lavoro, di cui gli studenti chiedono l’abrogazione da anni. In una nota la segretaria confederale della CGIL Rossana Dettori e il segretario generale della FLC CGIL Francesco Sinopoli chiedono di cancellarne l’obbligo. Un appello per abrogare l’alternanza scuola-lavoro lo ha lanciato anche l’insegnante e scrittore Christian Raimo:


 

11 nuovi italiani nella classifica dei miliardari di Forbes

(di Massimo Alberti)

Negli anni in cui la pandemia ha allargato la forbice tra la parte più ricca e quella più povera della popolazione, nella classifica dei miliardari della rivista Forbes arrivano 11 nuovi italiani. Che rispecchiano la struttura dinastica del capitalismo nostrano.
Sono 3 gli italiani stabilmente tra i più ricchi del mondo. Leonardo del Vecchio di Luxottica, il re della Nutella Giovanni Ferrero e l’imprenditore farmaceutico Stefano Pessina, italiano ma cittadino di Monaco. I nuovi arrivi sono specchio del capitalismo familiare italiano, con poche eccezioni: Sergio Stevanato, che guida la principale azienda mondiale di vetro per farmaceutica. Insomma, tra le altre cose fa le provette dei vaccini. Facile intuire perché sia finito in quella classifica. C’è poi un altro nome noto, Enrico Preziosi, fondatore di Giochi Preziosi ed ex patron del Genoa venduto a settembre a un fondo americano. Il fondatore di Techongym Nerio Alessandri si avvicina alle leggende del sogno americano. A 22 anni nel garage di casa crea il suo primo attrezzo da ginnastica, di cui ora è leader mondiale. Inizia poi la lunga sfilza di figli di e nipoti di. Il nipote di Agnelli John Elkann, presidente di Exor, Ferrari, Stellantis e dell’editoriale Gedi. Giuliano e Marina Caprotti, i figli del fondatore di Esselunga che dopo non pochi scontri familiari hanno ereditato l’impero del padre. Antonio ed Emma Marcegaglia, figli di Steno, l’omonimo gruppo dell’acciaio tra gli altri partner di Arcelor Mittal nella gestione dell’ex Ilva di Taranto, che hanno appena incassato dallo stato, tra le proteste, quasi 600 milioni per la riconversione prima destinati alle bonifiche.
E poi Simona Giorgetta, Marco e Veronica Squinzi, nipote e figli di Giorgio Squinzi, l’ex presidente di Confindustria e patron della Mapei morto 3 anni fa. Insomma, viva il merito. In tutto i 40 italiani più ricchi posseggono la stessa ricchezza dei 18 milioni più poveri.
A livello globale negli ultimi 2 anni i 10 più ricchi hanno raddoppiato i loro patrimoni, mentre 163 milioni di persone sono cadute in povertà. Una disuguaglianza che i governi continuano ad ignorare rinunciando ai più timidi interventi redistributivi, lo si è visto bene nell’ultima riforma fiscale italiana. Una ignavia tale che 102 multimiliardari europei e statunitensi, nessun italiano, hanno scritto al World Economic Forum per chiedere di essere tassati di più. “È la soluzione più semplice” scrivono. Che però nessuno sembra voler prendere in considerazione.


Cile. La grande sfida del governo di Gabriel Boric

(di Gianni Beretta)

Quattordici donne e dieci uomini, con un’età media di 49 anni. È il governo con il quale il 35enne Gabriel Boric assumerà la Presidenza della Repubblica in Cile a partire dall’11 marzo prossimo. Una composizione antitetica a quelle formali e patriarcali, tutte al maschile, dei tempi della dittatura del generale Augusto Pinochet. Lo stesso Ministro dell’Istruzione è un gay dichiarato.
Tra le figure di primo piano Maria Alejandra Fernandez Allende, nipote del presidente Salvador Allende che si immolò quell’11 settembre 1973 durante il golpe al Palacio de La Moneda. Sarà proprio lei ad assumere il Ministero della Difesa.
Anche agli Esteri ci sarà una donna: Antonia Urrejola, avvocata, specialista in diritti umani. Così come a donne sono stati affidati, fra gli altri, i ministeri della giustizia, sanità, lavoro, ambiente, miniere, sport e cultura.
È una grande sfida quella di Gabriel Boric che, dopo l’affermazione elettorale del dicembre scorso sulla destra nostalgica, col suo governo democratico-riformista dovrà lasciarsi definitivamente alle spalle anche la costituzione pinochetista che verrà cambiata proprio quest’anno…

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Sono 171.263 i nuovi contagi accertati da COVID nelle ultime 24 ore, circa 9mila in meno di una settimana fa. Il tasso di positività è in crescita, al 16,4% contro il 14,8% di 7 giorni fa. I morti sono stati 333. I ricoverati in terapia intensiva sono stabili, circa un migliaio in più i ricoverati nei reparti ordinari rispetto ad una settimana fa.
Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato come il tasso di ricoveri in terapia intensiva sia 39 volte più alto tra i non vaccinati rispetto ai vaccinati con richiamo, mentre il ricovero nei riparti ordinari circa 12 volte più alto. Quanto alla mortalità, le vittime sono 33 volte di più.
Le persone che si sono reinfettate sono il 3,4%, la probabilità di riprendere il COVID è più alta se non ci si è vaccinati. Infine si vede l’effetto della riapertura delle scuole. La percentuale di casi nella popolazione in età scolare è salita dal 20 al 24%.

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    Redazione
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