Approfondimenti

Lo sprint del governo sui decreti, la nuova escalation al confine tra Libano e Israele e le altre notizie della giornata

Meloni Nordio ANSA

Il racconto della giornata di mercoledì 3 luglio 2024 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Il governo ha fretta di concludere l’esame dei molti decreti, almeno 10, che attendono la conversione in legge e che rischiano di scadere se non vengono conclusi entro la pausa estiva. L’elogio della democrazia di Mattarella. Nelle ultime ore è aumentata in maniera importante la pressione su Joe Biden. Nelle ultime ore c’è stata una nuova escalation al confine tra Israele e Libano. Dopo il flop alle europee Salvini passa all’attacco. Una storica sentenza della Corte Suprema giapponese che ha dichiarato la Legge di Protezione Eugenetica “incostituzionale”

Il governo accelera sui decreti

Il governo ha fretta di concludere l’esame dei molti decreti, almeno 10, che attendono la conversione in legge e che rischiano di scadere se non vengono conclusi entro la pausa estiva. Ci sono poi 5 disegni di legge bandiera che l’esecutivo punta, a suon di fiduce, a spingere avanti il più possibile. Tra questi la gestazione per altri reato universale che oggi è stata licenziata dalla commissione giustizia del senato. E poi l’abolizione del reato di abuso di ufficio, che andrà invece in aula nei prossimi giorni.

In un consiglio dei ministri è stato invece approvato oggi un altro decreto, a prima firma Carlo Nordio, che ha come obiettivo quello di alleggerire le carceri sovraffollate. Prevede: semplificazione delle misure alternative al carcere e della libertà anticipata. Albo delle comunità per i detenuti tossicodipendenti a fine pena, riprogrammazione de della riforma del tribunale dei minori. Il testo del decreto non è ancora stato pubblicato.

Dicevamo del via libera oggi in commissione al reato universale di gestazione per altri. A proposito di politiche sulla maternità e la natalità. Dopo che gli ultimi dati dell’Inps hanno certificato la tiepida adesione delle donne italiane allo strumento del bonus mamma, dalla maggioranza arriva un’altra proposta per indurre le donne a fare figli, anzi a non abortirli. Il senatore di Forza Italia Gasparri ha presentato oggi una sua proposta di legge che assicurerebbe mille euro al mese per un anno alle donne che, pur in difficoltà economica, rinunciano all’interruzione e portano avanti la gravidanza.

Il discorso di Mattarella a Trieste

(di Anna Bredice)
L’elogio della democrazia. Il Capo dello Stato oggi è a Trieste per la settimana sociale dei cattolici e nel suo discorso, lungo discorso, ha messo al centro l’esercizio e il valore della democrazia, con le sue vulnerabilità e i rischi che il Presidente della Repubblica solleva e cita quello della “democrazia della maggioranza” definita “una insanabile contraddizione per la confusione tra strumenti di governo e tutela della condizione dei diritti e delle libertà”. Mattarella quando parla di valore della democrazia inserisce naturalmente l’esercizio da parte degli elettori del diritto di scegliere e quindi di votare, ma sembra soprattutto impegnato a sottolineare le disfunzioni, li chiama gli “analfabeti della democrazia”, un meccanismo di equilibri, “no all’assolutismo di Stato, c’è bisogno della coscienza dei limiti, e quindi aggiunge, nessuna restrizione in nome del dovere di governo”. Mattarella parla di unità del paese come spirito anche della Costituzione. Non è difficile leggere tra le righe alcuni riferimenti anche a riforme molto importanti, quella del premierato ad esempio, sulla quale mai Mattarella è voluto intervenire finora, forse per la delicatezza delle funzioni del Capo dello Stato. Ma il richiamo a non cadere nella democrazia della maggioranza forse ha un riferimento ad equilibri che cambierebbero con l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Il richiamo all’unità certo è un riferimento alla legge sull’autonomia differenziata che in ogni caso Mattarella ha firmato. Un intervento che segue invece il silenzio a quell’appello di Giorgia Meloni quando pochi giorni fa lo chiamò in causa per colpire l’inchiesta di Fanpage. Gelo del Quirinale e oggi arrivano queste parole per ricordare che uno dei pilastri della democrazia è costituito dai diritti e dalle libertà, forse anche quella di informare.

Stati Uniti, aumenta la pressione su Biden dopo il disastroso dibattito con Trump

Nelle ultime ore è aumentata in maniera importante la pressione su Joe Biden, per la sua posizione sempre più a rischio dopo il disastroso dibattito con Donald Trump la scorsa settimana. Secondo il New york times il presidente avrebbe per la prima volta parlato di un possibile ritiro. La Casa bianca nega. Oggi l’incontro con i governatori democratici. In caso di passo indietro – dicono i media americani – l’alternativa più probabile sarebbe la vice di Biden, Kamala Harris.

Nuova escalation al confine tra Israele e Libano

Un raid israeliano ha ucciso un alto comandante degli Hezbollah nella zona di Tiro. La risposta non si è fatta attendere e sul nord di Israele sono piovuti quasi cento razzi. Non si hanno al momento notizie di vittime.
É una delle più importanti escalation dal 7 ottobre.
Il ministro della difesa israeliano, Gallant, ha detto che i carri armati al momento a Gaza possono arrivare in poco tempo sul fronte nord.

Nella Striscia di Gaza sono intanto almeno 250mila i palestinesi che da ieri hanno lasciato Khan Yunis, nel sud, dopo l’ennesimo ordine di evacuazione.
Lo dicono le Nazioni Unite.

Nelle ultime 24 ore ci sono state anche cinque vittime palestinesi in Cisgiordania. E proprio in Cisgiordania – denuncia la ong israeliana Peace Now – Israele sta per valutare e discutere la costruzione di altre 6mila unità abitative.
Un sviluppo che dice molto del conflitto israelo-palestinese.
Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi…

La strategia della Lega per recuperare terreno dopo il flop alle europee

(di Michele Migone)

La miglior difesa è l’attacco. Dopo il flop alle europee, Matteo Salvini pensa che questa sia la tattica per rimanere in sella. Negli ultimi giorni, in Parlamento, la Lega si è differenziata dal resto della maggioranza. Salvini l’ha impegnata in una guerriglia che ha come vero bersaglio Giorgia Meloni. Dalle Balneari alla Maternità Surrogata alla Rai. ogni motivo è buono per fare da contraltare. In questo modo, il leader leghista vuole cogliere due obiettivi. Il primo: dimostrare di essere saldo alla guida del suo partito. Lo aiuta lo scontro sull’Autonomia Differenziata. Veneto e Lombardia hanno già chiesto di attuarla; ed è iniziata la battaglia per il referendum. La Lega fa quadrato. L’altro obiettivo di Matteo Salvini – conseguente al primo – è recuperare peso politico dentro la coalizione di governo. Per farlo, non conta solo sul braccio di ferro a Roma. Guarda agli equilibri internazionali. La Lega dovrebbe entrare nel nuovo gruppo dei Patrioti che l’ungherese Orban ha fondato all’Europarlamento insieme al ceco Babis e all’austriaco Kickl. Lo farà anche il Rassemblement National, subito il ballottaggio francese. Queste destre europee, il partito di Putin nella UE, fanno fronte comune a Bruxelles. Salvini, coerente con la sua storia, sarà uno degli azionisti di maggioranza di un gruppo che la possibile vittoria di Marine Le Pen a Parigi renderà politicamente più forte in Europa. In questo quadro e per come si è mossa, Giorgia Meloni si è indebolita su tutti i fronti. Guida un altro Eurogruppo, i conservatori, meno forte rispetto ai Patrioti; e per l’Italia non avrà la poltrona pesante che ha chiesto a Ursula Von Der Layen. C’è poi un altro fattore nel quale spera Matteo Salvini per riacquistare peso politico: la vittoria di Donald Trump. Se ci fosse, Giorgia Meloni dovrà allinearsi alla nuova politica di Washington nei confronti della Nato e dell’Ucraina. Non ci metterebbe molto, ma già il doverlo fare sarebbe una vittoria per il leader leghista.

Giappone: sì ai risarcimenti alle vittime di steriliazzazione forzata, non c’è prescrizione

(di Disma D. Pestalozza)

Storica sentenza della Corte Suprema giapponese che ha dichiarato la vecchia Legge di Protezione Eugenetica “incostituzionale” e ha ordinato al governo centrale di risarcire coloro che sono stati sterilizzati forzatamente in base a tale legge, escludendo la“prescrizione” secondo cui il diritto a richiedere un risarcimento scadrebbe dopo 20 anni.

La legge rimase in vigore dal 1948 al 1996 e il suo macabro obiettivo era quello di, testualmente, “prevenire la nascita di discendenti difettosi” prevedendo che persone con disabilità o determinate malattie potessero essere sterilizzate forzatamente.

Le sterilizzazioni raggiunsero il picco alla fine degli anni ‘50 arrivando a mille per anno, per poi diminuire in modo consistente nei decenni successivi. Si stima che in totale abbia riguardato all’incirca 25mila persone di cui 16mila senza il loro consenso.

Negli ultimi anni 39 persone hanno presentato cause in 12 tribunali distrettuali nipponiciper ottenere giustizia. La corte suprema, presieduta dal giudice Saburo Tokura dopo aver analizzato alcune di queste cause ha stabilito che sarebbe stato estremamente ingiusto non procedere con i
risasrcimenti e ha ordinato al governo di muoversi in tal senso.

L’avvocato di uno dei querelanti ha sostenuto, dopo la vittoria ottenuta presso il più alto grado della giustizia giapponese, che visto il risultato probabilmente arriveranno altre richieste di risarcimento e altre cause

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    Nuova perizia sul caso Ramy: l’urto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter c’è stato e ha condizionato la traiettoria della moto

    C’è una nuova perizia sul caso di Ramy Elgaml, il giovane di 19 anni morto la notte del 24 novembre 2024 al termine di un inseguimento con i carabinieri. Secondo questa perizia commissionata dai legali della famiglia di Ramy ci sarebbe stato un contatto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter a bordo del quale era seduto Ramy e sarebbe avvenuto in via Ripamonti, prima dell’incrocio con via Quaranta. Quel contatto avrebbe determinato la svolta a sinistra della moto e lo schianto contro il palo del semaforo. Senza quel contatto la moto avrebbe potuto proseguire la sua marcia su via Ripamonti. Una perizia che conferma quanto scritto anche dalla polizia locale nel primo verbale scritto la notte stessa dell’incidente - anche i vigili avevano parlato di un urto poco prima dell’incrocio con via Quaranta - e contrasta con la perizia commissionata dalla Procura, secondo la quale tra auto dei carabinieri e scooter non ci sarebbe stato alcun contatto preliminare. Ma cosa dice nel dettaglio questa nuova perizia? Ascolta l’intervista di Roberto Maggioni all’avvocata della famiglia di Ramy Elgaml, Barbara Indovina.

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    1) I dazi di Trump fanno tremare il mondo. Crollano le azioni statunitensi in borsa, mentre i paesi preparano la reazione. Il presidente francese Macron incontra le imprese più colpite e chiede di sospendere gli investimenti negli stati uniti. (Roberto Festa, Francesco Giorgini) 2) Striscia di Gaza. Verso il piano delle 5 dita. Con la creazione del nuovo corridoio Morag, Israele sembra richiamare il piano ideato da Sharon. 3) Netanyahu in viaggio in Ungheria. Il premier israeliano incontra Orban che non solo non lo arresta, ma annuncia l’uscita del paese dalla Corte Penale Internazionale. (Massimo Congiu) 4) Terremoto in Myanmar. Continua a crescere il bilancio delle vittime. Sono più di tremila mentre i soccorsi e gli aiuti faticano a raggiungere le persone più bisognose. (Paolo Tedesco - Asia Ngo) 5) World Music. Al festival delle Culture di Ravenna arriva “Voci e musica dalla Palestina”. (Marcello Lorrai)

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    Quarta lezione del nono ciclo di incontri ideato dalla Scuola di formazione “Antonino Caponnetto” e realizzato insieme a Radio Popolare. Il 2 aprile 2025, ospiti della Casa della Memoria di Milano, si è svolta una lezione per ricordare il grande intellettuale siciliano Pippo Fava, giornalista e direttore de’ “i Siciliani”, un giornale di inchieste e di denuncia dei poteri mafiosi della Catania dei primi anni ‘80. Pippo Fava fu assassinato da cosa nostra il 5 gennaio 1984. Il titolo di questo quarto incontro e del libro che l’ha suggerito è «Processo alla Sicilia. Un continente dentro una nazione» (Zolfo editore). Si tratta si una raccolta di scritti e inchieste di Giuseppe Fava. Relatore: Claudio Fava, giornalista e scrittore. L’incontro è stato coordinato da Giuseppe Fava, della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto”.

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