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La tutela dell’ambiente entra in Costituzione, Beppe Grillo è tornato a capo del M5S e le altre notizie della giornata

Conte Grillo M5S ANSA

Il racconto della giornata di martedì 8 febbraio 2022 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è entrata a far parte della Costituzione italiana. Beppe Grillo ha chiesto a tutti i dirigenti del Movimento 5 Stelle di rimanere in silenzio per evitare di peggiorare una situazione resa molto delicata dalla sentenza del tribunale di Napoli e dagli scontri tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Il caos dentro i 5 stelle potrebbe avere serie ripercussioni sul rapporto con il PD e il dibattito sulla futura legge elettorale. ll Comune di Torino si è costituito in giudizio contro la decisione del Tribunale che ha negato il doppio cognome al figlio di due mamme. Oggi si è conclusa la due giorni diplomatica del presidente francese Macron. È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino è nella cinquina per il Miglior Film Straniero alla 94esima Notte degli Oscar. L’italia ha vinto l’oro nel curling misto alle olimpiadi invernali di pechino. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi entra nella Costituzione

L’Aula della Camera oggi ha definitivamente approvato a larga maggioranza la proposta di legge costituzionale che modifica in due articoli della Carta costituzionale, l’articolo 9 e l’articolo 41. Una giornata storica, dicono i le associazioni ecologiste, che da decenni chiedevano questo passaggio.
Abbiamo sentito Domenico Aiello del WWF Italia

 

Beppe Grillo: “Le sentenze si rispettano, nessuno prenda iniziative”

(di Anna Bredice)

Riflessioni politiche. Sulla chat del gruppo parlamentare alla Camera dei deputati la convocazione della riunione in corso questa sera ha questo titolo. Riflessioni politiche, anche se ciò che sta causando il congelamento di tutti gli organi dirigenti del Movimento ha più a che fare con aspetti giudiziari, che si portano però dietro lo stallo della forza politica più rappresentata in parlamento. Gli interventi nell’assemblea in corso riportano lo stato d’animo dei deputati che non sanno che cosa accadrà adesso, formalmente esistono i gruppi e i capigruppo in Parlamento, la piattaforma Rousseau e il garante, Beppe Grillo che ora ordina a tutti, compreso Conte, di rispettare le sentenze e di non prendere decisioni avventate. E, infatti, se ieri Conte si era precipitato in televisione a dirsi pronto a rimettere tutto a posto, compreso sé stesso nel ruolo di presidente del Movimento, oggi ha cancellato il suo intervento a Porta a porta, perché le cose non sono così facili come pensava. Grillo impone di rallentare i tempi e annuncia che deciderà cosa fare dopo vari confronti. Vuol dire che vedrà anche altri, oltre Conte, magari lo stesso Di Maio, che si era dimesso dal Comitato dei garanti che da ieri non esiste più. L’azzeramento deciso dai giudici in qualche modo azzera anche i conflitti di potere interni al movimento, tra Conte e Di Maio. Ciò che bisogna capire è se anche la collocazione stessa del Movimento che Conte ha portato nel campo progressista, in una coalizione da costruire con Letta vede ora uno stop. E se il ritorno alle origini, o perlomeno a un anno fa, prima che Conte si mettesse alla guida dei Cinque stelle, è un ritorno indietro anche alle votazioni degli iscritti on line, alla piattaforma Rousseau che conte ha cercato di ridimensionare, prendendo su di sé, il ruolo di decisore, accompagnato dai vicepresidenti e dai garanti, tutte cariche ora azzerate.

Caos M5S, a rischio il rapporto del movimento con il PD

(di Michele Migone)

Enrico Letta non ha motivi per essere sereno. Il suo progetto di Campo Largo rischia di affondare. Sulla carta, il rapporto con i 5 Stelle sarebbe il pilastro del suo tentativo di ridare ossigeno al bipolarismo, con il PD perno dello schieramento di Centrosinistra, ma il caos nel Movimento, una possibile scissione tra Conte e Di Maio e, infine, l’incertezza rispetto alla reale volontà dei suoi interlocutori di mantenere in vita l’alleanza Giallo-Rosso, mettono il segretario del PD in una difficile situazione. Troppi travagli, troppe ambiguità. Letta ha detto di fidarsi di Giuseppe Conte, ma molti dirigenti del Nazareno non lo fanno più. Prima tra tutti Dario Franceschini. Ora spinge con forza per abbracciare la nuova legge proporzionale su cui puntano Renzi e Toti. Il ministro della Cultura, come Lorenzo Guerini, Andrea Orlando, ma anche come i Giovani Turchi di Matteo Orfini, la vogliono non solo come salvagente per il partito per affrancarsi dal rapporto con un alleato traballante come i 5 Stelle, ma anche e soprattutto per tenersi le mani libere per il dopo elezioni politiche quando nascerà il Grande Centro. Anche Enrico Letta sembra aver superato il guado: se in breve tempo non ci sarà chiarezza sul destino dei 5 Stelle, cambierà strategia. Il suo progetto di Campo largo finirà in soffitta: il segretario PD potrebbe decidere che i tempi per un Ulivo 2.0 sono ormai passati, spazzati via dalle dinamiche politiche emerse durante i giorni delle votazioni per il Quirinale. Quindi potrebbe dire anche lui: arrivederci Bipolarismo, bentornato proporzionale. Con tutto quel che ne consegue.

Il tribunale di Torino ha negato il doppio cognome al figlio di due madri

(di Chiara Ronzani)

ll Comune di Torino si è costituito in giudizio contro la decisione del Tribunale che ha negato il doppio cognome al figlio di due mamme, con la motivazione che l’atto amministrativo su cui si basa la richiesta è illegittimo.

Il sindaco Stefano Lo Russo ha strigliato il parlamento: “Legiferi, non è da paese civile scaricare un diritto sulle decisioni di sindaci e tribunali”. Ora soltanto alcune città accolgono la richiesta delle coppie dello stesso sesso di iscrivere all’anagrafe i bambini con due genitori. | diritti dipendono da dove si nasce: a Torino e Napoli si sono imposti gli allora sindaci Appendino e De Magistris, altre città come Pistoia e Trento sono state obbligate dai tribunali ad iscrivere i bimbi, in altri casi è stata la magistratura a ribaltare le scelte a favore delle famiglie omogenitoriali da parte delle amministrazioni. A Milano vengono iscritti i figli delle coppie di madri, ma non quelle delle coppie di papà. Una situazione oggettivamente discriminante, di cui dopo il 2016 i partiti hanno smesso di occuparsi. Stralciata la stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili, queste migliaia di bambini e di famiglie sono caduti nell’oblio.

Crisi ucraina, Putin: “L’occidente continua a ignorare le nostre preoccupazioni”

Oggi si conclude la due giorni diplomatica del presidente francese Macron: ieri l’incontro con Putin, oggi quello con l’omologo ucraino Zelenski. Macron ha detto di avere ottenuto da entrambi il consenso a ricucire la crisi a partire dagli accordi di Minsk e di avere avuto dal presidente russo rassicurazioni sul fatto che non ci sarà un’escalation. Poco dopo è arrivata la nota dura, quasi ostile, del Cremlino, che ha negato tutto: “Un accordo tra Francia e Russia su questo è impossibile perché Parigi, oltre che rappresentante dell’unione europea, è anche un membro della Nato, un’organizzazione di cui non detiene la leadership”

“È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino è candidato agli Oscar come miglior film internazionale

(di Barbara Sorrentini)

“L’ironia, la libertà, la tolleranza, il dolore, la spensieratezza, la volontà, il futuro, Napoli e mia madre.” Ha espresso così Paolo Sorrentino il suo entusiasmo per la candidatura di “È stata la mano di Dio” come miglior film internazionale agli Oscar 2022. Non del tutto inaspettata e comunque con avversari degni di nota. Tipo Drive my Car del giapponese Ryûsuke Hamaguchi, quotatissimo ma già con quattro candidature tra cui quella per il miglior film. L’Italia è presente anche con Massimo Cantini Parrini, costumista di Cyrano ed Enrico Casarosa regista del film d’animazione della Pixar Luca, ambientato in Italia. Tra i candidati per il miglior film troviamo, come in altre occasioni, alcuni titoli già notati alla Mostra del Cinema di Venezia: Il potere del cane di Jane Campion e Dune di Denis Villeneuve. Un po’ come sempre le candidature gravitano intorno alla lista dei nominati per il miglior film, sia per regia, interpreti e premi tecnici, salvo alcune eccezioni. Quindi stiamo parlando della mega produzione di West Side Story di Steven Spielberg, remake del celebre musical anni ’60, dell’amatissimo Don’t look up di Adam McKay, n. 1 su Netflix da Natale in avanti e Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson, acclamatissimo dalla critica per la narrazione originalissima della love story tra due adolescenti, in arrivo a marzo in Italia.

In questa edizione in cui l’Academy sembra aver sdoganato molti successi provenienti dalle piattaforme, tra le cinque attrici protagoniste svetta Penelope Cruz, già premiata per la sua interpretazione in Madri Parallele di Pedro Almiodovar, con Kristen Stewart, triste Lady D in Spencer del cileno Pablo Larrain e le già premiate Olivia Colman, Nicole Kidman. Mentre tra gli attori se la giocano due divi black: Denzel Washington e Will Smith. In risposta al famoso #OscarSowhite, ma forse non basta.

Constantini e Mosaner conquistano il primo oro olimpico italiano nel curling

(di Luca Gattuso)

Stefania Constantini ha 22 anni, fino a qualche giorno fa lavorava in un negozio di abbigliamento a Cortina.
Amos Mosaner ne ha 26, fino a qualche anno fa lavorava in un’azienda vitivinicola poi è entrato in Aeronautica ed è riuscito ad aumentare le ore di allenamento nel curling.
Oggi Stefania e Amos sono saliti su un podio a Pechino alle Olimpiadi e si sono messi al collo la medaglia d’oro nel curling doppio misto.
Un impresa raggiunta battendo in finale la Norvegia 8-5.
Un’impresa di quelle che solo le Olimpiadi sanno raccontare. Arrivati da outsider alla prima partecipazione hanno infilato 11 vittorie su 11 incontri e questa sera sono saliti su quel podio che, forse, neanche nei più fantasiosi sogni pensavano di raggiungere.
Diverso il discorso per l’altra medaglia arrivata oggi per l’Italia nello sci di fondo gara sprint a tecnica libera. Federico Pellegrino conquista l’argento dietro sua maestà il norvegese Klaebo arrivato al 4° oro olimpico in carriera e, in questo modo, l’italiano bissa l’argento vinto 4 anni fa alle Olimpiadi di Pyeongchang. La medaglia di Pellegrino era di quelle ipotizzate alla vigilia ma alle Olimpiadi non c’è nulla di certo come sanno le nazioni forti del curling mondiale.
Nel medagliere l’Italia sale al 6° posto con 2 ori 4 argenti e un bronzo. In testa la Svezia che di ori ne ha già conquistati 4. E domani scende in pista nello snowboard Michela Moioli la portabandiera azzurra.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Il ministro speranza ha firmato l’ordinanza sulle mascherine: da venerdì non saranno più obbligatorie all’aperto in tutta italia, indipendentemente dalla fascia di rischio delle regioni. Resterà però obbligatorio averne con sé una, in caso di assembramenti e, “fino al 31 marzo”, come si legge nel provvedimento, resterà obbligatorio indossarle in tutti i luoghi chiusi al di fuori dell’abitazione privata. La formulazione del provvedimento lascia intendere che dal 1 aprile anche questo obbligo decadrà, ma le valutazioni su questo sono in corso. L’altra novità di oggi riguarda le capienze degli stadi: Speranza e la ministra dello sport Valentina Vezzali, hanno annunciato che, dal 1 marzo, la capienza di stadi e palazzetti sarà portata al 75%, dall’attuale 50, all’aperto, e al 60% dall’attuale 35 al chiuso.

Decisioni, e annunci, motivati con la flessione che riguarda ormai tutte le curve epidemiche, dai contagi ai ricoveri ai decessi. Oggi siamo tornati sopra i 100mila casi, 101mila, in un giorno. In termini assoluti sono tanti, ma la diminuzione rispetto al dato di martedì scorso è del 23%. Nell’ultima settimana i casi totali sono calati del 30% rispetto a quella precedente: si tratta di un ritmo di decrescita molto veloce, che abbiamo sperimentato solo dopo il primo lockdown di due anni fa, ha fatto notare il matematico Giorgio Sestili: oltre alle vaccinazioni, ha inciso probabilmente il grandissimo numero di casi di Omicron, 6 milioni ufficialmente ma di sicuro molti di più, forse il doppio, che si sono verificati in poche settimane, 5-6 settimane, aumentando così di molto gli immunizzati di recente e riducendo quindi la platea dei contagiabili. A calare, ma meno, rispetto ai contagi, sono anche i ricoveri, – 8% rispetto a una settimana fa, le intensive, -11 e i decessi, meno 2,8%. La curva dei morti è sempre l’ultima e crescere e poi a decrescere. Un’altra, un’ultima, cosa da segnalare, una buona notizia, è che nell’ultima settimana hanno iniziato a calare anche i ricoveri pediatrici, che erano rimasti stabili intorno a quota 200 dai primi di gennaio.

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    Redazione
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