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L’attacco di Salvini al Quirinale, il cauto ottimismo per una tregua a Gaza e le altre notizie della giornata

Mattarella Quirinale 2024

Il racconto della giornata di giovedì 4 luglio 2024 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Via libera della Camera all’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Per colmare il vuoto il governo ha reintrodotto in fretta e furia un altro reato, il peculato per distrazione. Tra un voto di fiducia e l’altro Salvini non rinuncia a fare il guastatore e oggi attacca Mattarella. Cauto ottimismo per una tregua a Gaza: Netanyahu dà l’ok alla ripresa dei negoziati con Hamas per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi, ma i bombardamenti sulla Striscia per ora non si fermano. Gran Bretagna, seggi aperti fino alle 22 per le elezioni legislative che metteranno fine a 14 anni di governo Tories.

Il ddl Nordio sulla giustizia arriva alla Camera

La corsa del governo ad approvare decreti e provvedimenti bandiera prima della pausa estiva. Oggi l’aula della Camera ha iniziato l’esame del ddl Nordio sulla giustizia. Dopo l’esame degli emendamenti, oggi è stato approvato l’articolo uno della riforma: l’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Che però, per venire incontro ai rilievi del Colle e a quelli di Bruxelles, è stato di fatto reintrodotto per decreto. È il segno tangibile che l’abrogazione era ed è un’idea infelice, ha commentato il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia.

Salvini all’attacco del Quirinale

(di Michele Migone)
Il nuovo fronte di Matteo Salvini è il Quirinale. Sergio Mattarella aveva parlato di assolutismo della maggioranza, alludendo al premierato, ma non solo. Oggi il leader leghista lo ha attaccato dicendo che il vero problema è la dittatura delle minoranze. Il popolo vota, il popolo vince, il popolo decide. E chi è scelto per governare, governa – ha detto Salvini. Poi, fonti della Lega hanno tentato di smorzare i toni. Ma la sostanza rimane. E, per paradosso, con queste parole, Salvini ha dato corpo alle preoccupazioni di Mattarella. Chi vince prende tutto, è la concezione della democrazia del leader leghista. L’attacco al Quirinale non è stata lanciato a caso. Fa parte della strategia di Salvini di guerriglia continua contro alleati e avversari, politici o istituzionali, decisa dopo il flop delle elezioni europee per rimanere a galla. Giorgia Meloni, nonostante gli attriti latenti con il capo dello stato sulle riforme della Destra, visto il momento, non è certo contenta che il suo vice premier si scagli contro Mattarella. Per lei è un problema in più. Come non è certo contenta del continuo braccio di ferro imposto da Salvini in Parlamento sui provvedimenti del governo. Il leader leghista lo fa per recuperare peso specifico politico dentro la coalizione dopo i brutti risultati della Lega nelle elezioni europee, risultati che hanno messo a rischio la sua poltrona nel partito. Salvini serra le fila, cercando una nuova coesione con i notabili leghisti. Per dimostrare loro che è ancora forte, cerca di strappare qualche poltrona pesante in Rai a fronte di un partito di Giorgia Meloni sempre più bulimico con la Tv di Stato. Ma soprattutto, per cementare il partito, si lancerà nella battaglia del referendum sulla Autonomia Differenziata. I sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani è contraria alla riforma tanto voluta da Salvini e dalla Lega.

Riprendono i negoziati tra Israele e Hamas

Mentre gli attacchi tra Israele ed Hezbollah, sul fronte del Libano, continuano a intensificarsi, con oltre 200 lanci rivendicati dai miliziani solo oggi, e la conseguente risposta israeliana, per Gaza sembra aprirsi uno spiraglio per il cessate il fuoco: Benyamin Netanyahu ha approvato oggi la partenza del team negoziale per far ripartire i colloqui con Hamas, con il doppio obiettivo di raggiungere una tregua nei colloqui e la liberazione degli ostaggi che si trovano anche nella striscia.
Poco fa è iniziata una riunione del Gabinetto di sicurezza israeliano per discutere della proposta di intesa che Hamas ha consegnato ieri ai mediatori di Egitto e Qatar, nella quale rinuncia a richiedere il completo ritiro israeliano prima dello scambio di prigionieri.

La ripresa dei negoziati arriva dopo settimane di stallo; a contribuire allo sblocco delle trattative sono probabilmente diversi fattori, non ultimo la stanchezza dell’esercito israeliano, con i vertici militari preoccupati di dover coprire due fronti: quello che Hamas e quello con Hezbollah in Libano. Molti osservatori temono però che anche stavolta a bloccare tutte le possibilità di riuscita dei colloqui sia Netanyahu.

In attesa di un accordo sul cessate il fuoco, le operazioni militari israeliane nella Striscia però nel frattempo continuano: solo oggi sono almeno 22 le vittime palestinesi dei bombardamenti aerei; già oltre 38mila i morti in quasi 9 mesi di conflitto.
L’ong Oxfam in un comunicato afferma che l’ultimo ordine di evacuazione emesso da Israele, che impone a 250 mila persone di abbandonare la zona orientale di Khan Younis, equivale ad una condanna a morte per decine di migliaia di persone.

La “caccia selvaggia” resta fuori dal decreto Agricoltura

Il decreto agricoltura verso il voto della camera, dopo che oggi il Senato ha confermato la fiducia posta dal governo. L’approvazione definitiva dovrà concludersi entro il 14 luglio, per la conversione in legge. Il testo contiene norme sul fotovoltaico in aree agricole, la partenza di Granaio Italia, il registro telematico nazionale sui cereali, e fondi a sostegno delle filiere.
Bocciati invece praticamente tutti gli emendamenti, quasi tutti di matrice leghista, sulla “caccia selvaggia”, con grande soddisfazione delle associazioni ambientaliste. Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu, una delle realtà capofila della protesta:

 

Seggi ancora aperti in Gran Bretagna

In Gran Bretagna seggi aperti fino alle 23 italiane per le elezioni anticipate, convocate dal premier conservatore Sunak. Secondo tutti i sondaggi il risultato è scontato: sarà una vittoria schiacciante per i laburisti di Keir Starmer; il voto metterà quindi fine a 14 anni ininterrotti di governo conservatore
L’unica incognita sembra essere l’astensione e l’entità della sconfitta dei Tories, anche alla luce della rimonta, nelle ultime settimane dello Ukip, il partito sovranista di Nigel Farage, che potrebbe diventare la seconda formazione politica nel paese. I primi risultati significativi arriveranno a notte inoltrata.

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    Redazione
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