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Le nuove restrizioni anti-COVID decise dal governo, la svolta per la GKN di Firenze e le altre notizie della giornata

COVID Tamponi ANSA

Il racconto della giornata di giovedì 23 dicembre 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Il Consiglio dei Ministri ha varato oggi un nuovo pacchetto di restrizioni che prova a mettere un freno alla diffusione del virus. Con l’elezione del Presidente della Repubblica sempre più vicina, oggi Silvio Berlusconi ha provato a blindare il centrodestra: “Parleremo con una voce sola”. È stata archiviata l’inchiesta su Carola Rackete per aver forzato il blocco navale italiano e portato in salvo a Lampedusa 214 naufraghi. La Procura di Roma, invece, ha chiesto la condanna degli otto carabinieri imputati nel processo sui presunti depistaggi dopo la morte di Stefano Cucchi. La GKN di Firenze ad una svolta: la fabbrica acquisita da un gruppo specializzato in reindustrializzazione, via i licenziamenti. Ma è presto per dire se sia una vittoria. Il nuovo adattamento di “West Side Story” firmato da Steven Spielberg è finalmente arrivato nei cinema. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

Le nuove restrizioni anti-COVID appena varate dal governo



44mila contagi in un solo giorno, oggi. In Italia dall’inizio della pandemia non erano mai stati tanti. Solo rispetto a ieri sono quasi diecimila in più: la Omicron, con ogni evidenza, prende piede. Il vantaggio che, solo fino a qualche giorno fa, il governo italiano vantava rispetto agli altri paesi europei è svanito. Poco fa il Consiglio dei Ministri ha varato un nuovo pacchetto di restrizioni che arriva dopo giorni di discussioni.
La misura più immediata, volta a scongiurare la tempesta perfetta della notte di Capodanno, è quella che riguarda feste e locali da ballo: dal 30 dicembre e fino alla fine dello stato di emergenza, per accedervi sarà obbligatorio avere già ricevuto la terza dose di vaccino o, avendone solo due, esibire un tampone negativo. La bozza arrivata in Consiglio dei Ministri si compone di dieci articoli. La durata del Green Pass passerebbe, a partire dal primo febbraio, dai nove attuali a sei mesi. In tutta Italia ritornano obbligatorie le mascherine anche all’aperto. Per accedere ai luoghi di assembramento come stadi, palazzetti, cinema, teatri e locali sarà necessaria la FFP2. In questi luoghi sarà anche vietato il consumo di cibo e bevande. 
Il Super Green Pass, che certifica l’avvenuta vaccinazione o la guarigione da meno di sei mesi, diventerà obbligatorio anche per accedere a musei, piscine e palestre (finora lo era per cinema, teatri, bar e ristoranti). La terza dose, o la seconda più tampone negativo sarà requisito per l’accesso alle RSA. 
Nel provvedimento si parla poi di potenziamento dei controlli in porti e aeroporti e si stanziano nove milioni di euro per potenziare il tracciamento nelle scuole.
Il governo ha dunque deciso di accantonare le misure più divisive, come l’obbligo di Super Green Pass per tutti i lavoratori o un uso più estensivo dell’obbligo di tampone anche per i vaccinati. Resta fuori anche l’obbligo di vaccinazione per la pubblica amministrazione.

Il provvedimento arriva proprio nel giorno che segna un record di casi a livello nazionale, effetto della rapida diffusione della variante Omicron. 168 i morti, per ora le curve ospedaliere seguono un andamento più lineare: rispetto a ieri più 13 pazienti in terapia intensiva, più 178 ricoveri ordinari. I casi di variante omicron rappresentano circa il 30% di quelli censiti a livello nazionale, una percentuale che cresce fino al 40% in Lombardia. E infatti la Lombardia oggi ha registrato quasi 13mila casi, anche qui un record da inizio pandemia. La Regione ha disposto oggi il rinvio di tutti gli interventi programmati negli ospedali, ma il presidente Fontana e la sua vice Moratti festeggiano il mantenimento della zona bianca, il loro obiettivo per i consumi e le feste.

Berlusconi prova a blindare il centrodestra per il Quirinale

(di Luigi Ambrosio)

Berlusconi oggi ha provato a blindare il centrodestra. Vertice sulla via Appia e comunicato finale: “parleremo con una voce sola”. Sottinteso: la voce di Berlusconi. 
Non è mai accaduto in 30 anni che il centrodestra si dividesse sulle questioni importanti e l’elezione del presidente della Repubblica lo è. Ma quale sarà l’esito, stavolta, non è scontato. Ufficialmente Berlusconi rimane il candidato unico. Lui stesso però oggi ha precisato che una decisione verrà presa a Gennaio. 
Il sì unanime sul piano formale alla candidatura di Berlusconi oggi serve anche a nascondere le divisioni interne: quelle date dagli interessi diversi di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega; quelle tra Salvini e Giorgetti nella Lega. Quelle sulla leadership. 
Berlusconi Salvini e Meloni una consolazione ce l’hanno: il colpo che hanno inflitto a Draghi, stoppato, per ora, nella sua autocandidatura di fatto alla presidenza della Repubblica. Oggi hanno discusso anche di elezioni e la loro speranza è che un Draghi smentito sul Colle sia anche un Draghi indebolito a Palazzo Chigi. Un Draghi che non sia in grado di arrivare alla fine della legislatura.

La lotta paga: Borgomeo acquisisce lo stabilimento della GKN di Firenze

(di Massimo Alberti)

La GKN di Firenze ad una svolta: la fabbrica acquisita da un gruppo specializzato in reindustrializzazione, via i licenziamenti. Ma è presto per dire se sia una vittoria: “Consegnamo al Paese un metodo collettivo di mobilitazione, ma qualsiasi soggetto industriale arrivi, dovrà mantenere diritti e posti di lavoro” commentano i lavoratori.
Il Gruppo Borgomeo sostiene di avere già altri acquirenti, un’azienda farmaceutica ed una specializzata nelle energie rinnovabili. L’aspetto più importante, per ora, è che l’azienda non è più in liquidazione e quindi spariscono i 422 licenziamenti, “i rischi non sono finiti, ma la lotta paga”, commentano i lavoratori.
E se sia una vittoria, è infatti presto per dirlo. Il Gruppo Borgomeo è specializzato in operazioni di reindustrializzazione, quella più nota l’Ideal Standard di Roccasecca, destinata a chiusura e trasformata in nuove produzioni. Di sicuro è una svolta, importante che cancela i licenziamenti e tiene in vita una produzione condannata a morte da un fondo britannico. Se questo è successo lo si deve ai suoi lavoratori, che hanno fatto quasi tutto da soli: da quel 9 luglio, quando dopo i whatsapp che annunciavano la chiusura si son precipitati nei capannoni, affrontando le guardie del corpo, per salvare i macchinari, e restando mesi a presidiarli. Lo hanno fatto costruendo un grande movimento di solidarietà, culminato a settembre con una manifestazione di 40mila persone che ha messo insieme decine di crisi industriali nella stessa condizione, ricomponendo una classe sociale, colmando un vuoto del loro stesso sindacato. E portando in parlamento tramite Potere al Popolo una proposta contro le delocalizzazioni, ignorata dai partiti della maggioranza, evidenziando l’assenza di rappresentanza politica del mondo del lavoro. “consegnamo al paese un metodo e una lotta collettiva”, commentano ora. Consapevoli che la questione non è chiusa. L’ipotesi ora sarebbe un periodo di cassa integrazione per trasformazione industriale, e non è scontato che tutti i dipendenti possano tornare al lavoro. Dal collettivo di Fabbrica ne sono consapevoli: “Entriamo in una nuova fase,né più né meno pericolosa di quella precedente. Qualsiasi soggetto industriale arrivi, dovrà mantenere diritti e posti di lavoro. Non smobilitiamo” perché come questa storia innanzitutto insegna, nessun destino è scritto. Per usare sempre le parole degli operai GKN “le persone comuni, i deboli i fragili possono cambiarlo”.

Assoluzione piena per Carola Rackete

È stata archiviata l’inchiesta su Carola Rackete per aver forzato il blocco navale italiano e portato in salvo a Lampedusa 214 naufraghi. L’assoluzione della comandante della nave SeaWatch dimostra che i porti chiusi voluti dal governo Conte-Salvini erano illegali. “Rackete ha adempiuto ad un dovere imposto dal diritto internazionale” scrivono i magistrati.
Un’assoluzione piena, che di fatto invece condanna il blocco dei porti del governo Conte-Salvini. Il tribunale di Agrigento ha archiviato l’inchiesta a carico della comandante di Sea Watch 3, Carola Rackete, che tra il 26 ed il 29 giugno 2019 aveva forzato il blocco navale al largo di Lampedusa, per consentire a 53 naufraghi bloccati in mare da settimane di approdare ad un porto sicuro. Per farlo, senza autorizzazione, la SeaWatch venne in contatto con una motovedetta della guardia di Finanza. La comandante Rackete era già stata prosciolta dalle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e violenza a nave da guerra. Oggi l’archiviazione per le altre accuse: rifiuto di obbedienza a nave da guerra e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
“Carola Rackete ha agito nell’adempimento del dovere di salvataggio previsto dal diritto nazionale e internazionale del mare”. Insomma, quel blocco era del tutto illegale. Sono le stesse motivazioni con cui la Cassazione aveva annullato il suo arresto. “Con questo terzo pronunciamento della magistratura si chiude un cerchio: è la giustizia che vince sulla legalità, potremmo dire. Carola Rackete ha rispettato il diritto internazionale, che i decreti del governo violavano”, commenta Paolo Oddi, avvocato esperto di diritto dell’immigrazione.
Col cambio di governo, e di ministro, il problema però continua a restare e ripetersi ad ogni salvataggio. Nel Mediterraneo ci sono anche la Geo Barents e l’Ocean Viking con un totale di circa 600 persone a bordo. Mentre sbarcherà a Pozzallo domani mattina i 214 migranti a bordo della nave Sea Eye 4, dopo una settimana di attesa ed una situazione definita allo stremo.

Le richieste di condanna dei carabinieri imputati nel processo Cucchi

La Procura di Roma ha chiesto la condanna degli otto carabinieri imputati nel processo sui presunti depistaggi dopo la morte di Stefano Cucchi. Il pm ha sollecitato 7 anni per il generale Alessandro Casarsa, mentre 5 anni e mezzo sono stati sollecitati per Francesco Cavallo. Cinque anni per Luciano Soligo e per Luca De Cianni, quattro anni per Tiziano Testarmata, invece, per Francesco Di Sano tre anni e tre mesi. Tre anni di carcere per Lorenzo Sabatino e,infine, un anno e un mese per Massimiliano Colombo Labriola. Agli imputati, a seconda delle posizioni, si contestano i reati di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.
Il pm Giovanni Musarò ha chiesto per Casarsa, Cavallo, De Cianni e Soligo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e di cinque anni per Di Sano, Sabatino e Testarmata.

È arrivato al cinema l’attesissimo remake di Spielberg del musical West Side Story

(di Barbara Sorrentini)

La guerra per bande, gli scontri interrazziali, i sobborghi della metropoli, le coreografie, le canzoni “Tonight”, “America”, “Maria” e naturalmente la storia d’amore in stile Romeo e Giulietta. C’e tutto nel nuovo adattamento di “West Side Story” firmato da Steven Spielberg. Tanti soldi e tanta modernità visiva anche grazie a mezzi tecnici molto più sofisticati, rispetto al 1961. Ma l’essenza resta la stessa. Il libretto di Laurents e Sondheim, musicato da Leonard Bernstein a metà degli anni ‘50, per un musical ispirato alla tragedia sentimentale tra Montecchi e Capuleti, era ambientata nell’Upper West Side di New York dove le bande rivali di immigrati portoricani ed europei si scontravano ogni giorno per strada, poco prima della rigenerazione urbana nella area dell’attuale Lincoln Center. I due innamorati facevano ovviamente parte di due fazioni opposte, scatenando risse violente tra le due gang. Steven Spielberg iniziò a pensare a questa versione nel 2014 affidando e la scrittura al drammaturgo Tony Kushner. Ma il film fu girato cinque anni dopo, prima della pandemia, con un cast di attori giovanissimi tra cui Rachel Zegler nel ruolo di Maria e Ansel Elgort in quello di Tony. E tra loro c’è anche l’attrice Rita Moreno, tra le protagoniste del film del 1961.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

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