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Morire di bellezza

Sono bastati Pusher, Bronson, Walhalla Rising, Drive, Solo Dio perdona per farlo diventare film dopo film e per motivi sempre diversi un regista di culto. Non è poca cosa il curriculum di Nicolas Winding Refn, il regista danese più amato e nello stesso tempo controverso, quasi al pari di Lars Von Trier.

Diversamente dal maestro del Dogma, Refn ha vissuto a New York fin da bambino, dove ha studiato cinema per poi tornare in Danimarca. L’influenza americana nel suo cinema è chiarissima, soprattutto per le storie e i temi adottati, oltre alla lingua inglese e ai cast internazionali, da John Turturro, a Ryan Goslin, Tom Hardy, Mads Mikkelsen, Carey Mulligan, Gene Davis, Kristin Scott Thomas, Elle Fanning, Keanu Reeves.

Elle Fanning è la protagonista del auo ultimo film The Neon Demon, presentato in concorso a Cannes 69 e ancor più dei film precedenti amatissimo e odiatissimo. Già il tema di per sè non è semplicissimo da trattare, con la storia di Jesse una ragazza giovanissima e bellissima, che per fare la modella si trasferisce a Los Angeles,  reclutata come musa da una sorta di guru della moda, che usa le donne a suo piacimento elevandole sul piedistallo, per poi buttarle giù. Nel caso di Jesse, la sua vitalità e giovinezza  diventano motivo di invidia e attacchi vilentissimi da parte di un gruppo di donne ossessionate dalla bellezza, che useranno ogni mezzo per massacrarla. Tutto questo viene raccontato in chiave horror, a tratti grottesco in un contesto estetizzante, come una rivista patinata ma con molto più guizzo creativo e visionario.

L’esasperazione della bellezza e il terribile mondo della moda, mescolato al cinismo e all’esercizio di violenza psicologica e fisica sulla mente e sul corpo delle donne. Dice questo Winding Refn nel suo film, cercando di oltrepassare l’ovvietà tematica con colpi di scena e immagini pittoriche pop. Per ovvietà tematica si legga, poca profondità nell’affrontare un tema così complesso, che spesso porta alla morte e all’auto flagellazione. Se siamo qui a scriverlo, evidentemente l’intenzione è chiara, ma la realizzazione cinematografica è urticante. O forse è meglio dire, non per tutti.

La particolarità del personaggio Nicolas Winding Refn è riscontrabile nell’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Popolare, che comincia con la sua reazioni alle critiche feroci ricevute da chi ha visto il film al Festival di Cannes.

Winding Refn

 

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    Barbara Sorrentini
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