Approfondimenti

Marzano: “basta con la paura e la confusione”

Vigilantes anti-gender. A ciò sono state piegate alcune istituzioni della Repubblica per tentare di placare un’ossessione omofoba e coltivare la paura delle differenze.

Prima scena: Padova, gabinetto del sindaco Massimo Bitonci, della Lega. Così viene motivata la decisione di impedire alla filosofa e deputata del Pd Michela Marzano di presentare il suo libro “Papà, mamma e gender” in una sala comunale. “Il consiglio comunale, con mozione 2015/0070 approvata il 5 ottobre 2015 ha impegnato sindaco e giunta comunale a vigilare affinché non venga introdotta e promossa la ‘teoria del gender’ e affinché venga al contempo rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità”.

Seconda scena: Milano, mozione del Consiglio regionale della Lombardia, approvata un mese fa, il 6 ottobre: “Il Consiglio regionale della Lombardia (….) impegna la Giunta regionale (…) a fare in modo che la teoria del gender non venga introdotta negli istituti scolastici”.

Sono solo due casi che coinvolgono istituzioni pubbliche in una campagna di intolleranza, satura di pregiudizi e luoghi comuni, attorno a temi fondamentali: stiamo parlando dell’educazione alla civiltà, alla non discriminazione, alla libertà. L’ultima a finire impigliata in questa rete è stata Michela Marzano con il suo “Papà, mamma e gender” (Utet). Dopo il no del sindaco leghista Bitonci, la filosofa ha ricevuto l’invito da parte del rettore dell’università di Padova.

«Mi ha fatto piacere rendermi conto che Padova è anche un’altra cosa rispetto al sindaco Bitonci», racconta Marzano ospite oggi a Memos. «Il rettore dell’Università di Padova mi ha telefonato e mi ha aperto le porte del suo ateneo in modo che la discussione sul mio libro possa aver luogo in città. L’incontro sarà sabato mattina. Ho invitato anche il sindaco Bitonci perchè potrebbe essere un momento di confronto interessante».

L’autrice spiega di aver voluto scrivere il suo ultimo libro per “decostruire argomenti utilizzati per creare paura e confusione”. «Si sente dire – racconta Marzano – che si insegnerebbe ai bambini fin dall’asilo a masturbarsi, a cambiar sesso, che tra i vari generi che si possono scegliere ci sarebbe addirittura la pedofilia. Tutto ciò non c’entra niente con l’identità di genere. Il problema è che si sta facendo una grandissima confusione: si sostiene ancora che l’omosessualità sarebbe una malattia, si propongono terapie riparatrici. La confusione viene immessa da chi forse con l’omosessualità ha qualche problema».

Le campagne “anti-gender” denunciano un esproprio delle famiglie da parte delle scuole nell’educazione dei figli sui temi dell’affettività e della sessualità. Come si risponde? «Dobbiamo chiederci cosa fare come educatori nei confronti dei bambini. Dobbiamo suscitare ancora più paura, e quindi legittimare fenomeni di bullismo, oppure dobbiamo cercare di educare alla differenza, spiegare loro che siamo tutti uguali, cioè abbiamo lo stesso valore indipendente dal sesso e dall’orientamento sessuale? Ci si scandalizza nei confronti di episodi di violenza sulle donne, si versa anche una lacrima nei confronti di un ragazzo che si suicida perchè vittima di bullismo e di discriminazione, poi nel momento in cui ci si impegna come istituzioni, scuola, educatori a prevenire questi fenomeni, c’è chi urla allo scandalo».

Marzano conclude l’intervista a Memos con una preghiera: «Mettetevi dalla parte di quei bambini che sono omosessuali. Non si tratta di una scelta. Io sono eterosessuale e non ho scelto di esserlo. Mio fratello è omosessuale e non ha scelto di esserlo. Mio fratello, però, solo perchè omosessuale ha subito da piccolo insulti, emarginazione, si è sentito lui stesso sbagliato e ci ha messo tanti anni per ricostruirsi e capire che di sbagliato non c’era nulla. Allora: io veramente vorrei che i bambini si sentissero tutti accolti per quello che sono. Ciò che si è non lo si sceglie e ciò che si è non ha un valore superiore o inferiore. Io vivo con Jacques, che è mio marito da tanti anni. Talvolta mi sento dire: “non importa, anche se non avete figli siete una famiglia”. E io rispondo: “Bene, grazie. Ma per quale motivo mio fratello – che non ha scelto nulla – non può essere col suo compagno una famiglia?”. Di fronte a questa domanda nessuno riesce a rispondermi. E’ il grande enigma, il grande problema. Attraverso questo libro invito a fare chiarezza e a cercare di capire che la differenza non è inferiorità e che una società veramente inclusiva, umana è una società che rispetta tutte e tutti per quello che siamo».

Ascolta la puntata di Memos

  • Autore articolo
    Raffaele Liguori
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di gio 22/04/21

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 22/04/2021

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di gio 22/04/21 delle 19:50

    Metroregione di gio 22/04/21 delle 19:50

    Rassegna Stampa - 22/04/2021

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Ora di punta di gio 22/04/21

    Ora di punta di gio 22/04/21

    Ora di punta – I fatti del giorno - 22/04/2021

  • PlayStop

    Esteri di gio 22/04/21

    1- Giornata della Terra. Per far dimenticare gli anni Trump, gli Stati Uniti hanno promesso di ridurre le emissioni di…

    Esteri - 22/04/2021

  • PlayStop

    Sunday Blues di gio 22/04/21

    Sunday Blues di gio 22/04/21

    Sunday Blues - 22/04/2021

  • PlayStop

    Uno di Due di gio 22/04/21

    Uno di Due di gio 22/04/21

    1D2 - 22/04/2021

  • PlayStop

    Considera l'armadillo gio 22/04/21

    Considera l'armadillo gio 22/04/21

    Considera l’armadillo - 22/04/2021

  • PlayStop

    Jack di gio 22/04/21

    Jack di gio 22/04/21

    Jack - 22/04/2021

  • PlayStop

    Lezioni di antimafia: Gianrico Carofiglio

    Settimo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele…

    Lezioni di antimafia - 22/04/2021

  • PlayStop

    Stay Human di gio 22/04/21

    Stay Human di gio 22/04/21

    Stay human - 22/04/2021

  • PlayStop

    Memos di gio 22/04/21

    Quali segnali arrivano dalla Germania della grande transizione politica, del passaggio da Angel Merkel ai suoi eredi? Memos è tornato…

    Memos - 22/04/2021

  • PlayStop

    Tiziano Tussi, Storia senza memoria

    TIZIANO TUSSI- STORIA SENZA MEMORIA - presentato da CLAUDIO AGOSTONI

    Note dell’autore - 22/04/2021

  • PlayStop

    Cult di gio 22/04/21

    ira rubini, cult, marco cacciola, massimo menunni, legge delega spettacolo, fotografia sociale, casa delle donne, tiziana ricci, bergamo film meeting,…

    Cult - 22/04/2021

  • PlayStop

    37 e 2 di gio 22/04/21

    37 e 2 di gio 22/04/21

    37 e 2 - 22/04/2021

  • PlayStop

    Prisma di gio 22/04/21

    La giornata mondiale della terra con Stefano Caserini ed Emanuele Bompan. Novità del decreto Covid, microfono aperto . Che fine…

    Prisma - 22/04/2021

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di gio 22/04/21

    Rassegna stampa internazionale di gio 22/04/21

    Rassegna stampa internazionale - 22/04/2021

  • PlayStop

    Il demone del tardi - copertina di gio 22/04/21

    Il demone del tardi - copertina di gio 22/04/21

    Il demone del tardi - 22/04/2021

  • PlayStop

    Fino alle otto di gio 22/04/21

    Il risveglio di Popolare Network, l'edicola. La rubrica accadde oggi a cura di Elena Mordiglia: 22 aprile 1915, durante la…

    Fino alle otto - 22/04/2021

Adesso in diretta